Il senatore Lucio Malan ha incontrato Robert J. Shapiro, già sottosegretario al commercio Usa con il Presidente Clinton e dal 2006 a capo della ATFA - una task force che preme sul Governo argentino per riaprire le trattive con i detentori dei cosiddetti Tangobond che ancora attendono di essere rimborsati. A seguito dell'incontro, il senatore Malan ha dichiarato:
"Si stima che i risparmiatori italiani siano tuttora creditori nei confronti del Governo argentino per 7 miliardi di dollari. Altri 13 miliardi sono nelle mani di soggetti di altri Paesi. Contemporaneamente, le autorità di Buenos Aires hanno trasferito 40 miliardi - l'80% delle proprie riserve ufficiali - presso la Banca per i Regolamenti Internazionali, mentre in media gli altri Paesi vi collocano il 2 o il 3%. Shapiro ritiene che il Governo svizzero avrebbe il potere di intervenire sulla parte anomala di quei fondi, il che potrebbe dare ai risparmiatori possibilità di recupero almeno parziale su quanto investito”.
"Ho subito presentato un'interrogazione al ministro degli Esteri e al ministro dell'Economia per conoscere i loro intendimenti in merito. Chi come noi italiani, investitori o no, ha a cuore il futuro dell'Argentina, sa che non si può pensare a una ripresa economica di quel grande Paese senza ristabilire la fiducia degli investitori. Una soluzione alla questione dei bond è nell'interesse di tutti".
(intrervista Massimo Ilari e Antonio D'Angeli, la testata "Apitalia", 12 gennaio 2010)
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| PERSONAGGIO DELLA SETTIMANA: |
Google, per aver tolto la censura dal motore di ricerca in Cina. Ora, anche da Pechino si può trovare, ad esempio, la foto del giovane che fermò i carri. |
| FRASE DELLA SETTIMANA: |
Ne' tumulti popolari c'è sempre un certo numero d'uomini che, o per un riscaldamento di passione, o per una persuasione fanatica, o per un disegno scellerato, o per un maledetto gusto del soqquadro, fanno di tutto per ispinger le cose al peggio; propongono o promovono i più spietati consigli, soffian nel fuoco ogni volta che principia a illanguidire: non è mai troppo per costoro; non vorrebbero che il tumulto avesse né fine né misura. ... Viva e moia, son le parole che mandan fuori più volentieri; e chi è riuscito a persuaderli che un tale non meriti d'essere squartato, non ha bisogno di spender più parole per convincerli che sia degno d'esser portato in trionfo. (A. Manzoni, I promessi sposi, cap. XIII)
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