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La difesa del Parlamento
GUARDA IL VIDEO del dibattito : Il voto di fiducia e la tenuta del governo Prodi tra gli argomenti affrontati da Gaia Tortora nel tema del giorno. Protagonisti del dibattito in studio il ministro per gli Affari Regionali Linda Lanzillotta e i senatori Nicola Latorre (DS), Lucio Malan (FI) e Altero Matteoli (AN)


Lavori bloccati per un'intera giornata al Senato, con l'Aula occupata dalla Cdl, e tutto rinviato, alla fine, a martedi' prossimo per il voto sulla fiducia al decreto sullo 'spacchettamento' dei ministeri. Poco dopo mezzogiorno, la maggioranza non fa in tempo a tirare un sospiro di sollievo per il si' alla fiducia arrivato con 160 voti a favore al decreto 'milleproroghe' che in Aula scoppia il caos. Prima gli insulti, poi il senatore azzurro Lucio Malan lancia il testo del regolamento di Palazzo Madama verso il banco della presidenza ("jo fatto er cucchiaio") che gli costa l'espulsione da parte del presidente Marini, subito ribattezzato dall'opposizione 'Marini-Moreno', il famoso arbitro della partita Italia-Corea che con le sue discutibili decisioni fece uscire la Nazionale dai mondiali di quattro anni fa. Malan non ci sta a essere espulso e si 'asserraglia' subito, occupando l'Aula per otto ore 'sotto scorta' dei senatori piu' dotati fisicamente della Cdl "pronti a difenderlo". E' stata una lunga e imprevedibile giornata scandita da tentativi di mediazione tra la presidenza di Palazzo Madama e la Cdl decisa a tutti i costi a contestare, come gia' accaduto ieri, il fatto che il governo ponga la fiducia prima che inizi la discussione del provvedimento, chiudendo di fatto la possibilita' di far votare le pregiudiziali di sospensiva. Dopo la prima fiducia, Marini ha dato la parola al presidente della Commissione Affari Costituzionali che doveva fare la relazione di apertura del dibattito, ma che poi non e' stata fatta perche' ancora non pronta. Allora la parola e' stata data, su richiesta di Chiti, al governo e Marini ha ricordato che il governo "puo' intervenire quando vuole'. Subito e' scattata la protesta guidata da Lucio Malan che chiedeva si discutessero le questioni pregiudiziali poste da lui e dal collega Pastore. Contemporaneamente chiedeva di intervenire il capogruppo di Fi Renato Schifani che voleva intervenire sull'ordine dei lavori (di fatto sulla situazione procedurale che si stava creando). Subito tutta la Cdl ha iniziato a rumoreggiare e a inveire con slogan e parole da curva sud. Nella concitazione non si sono neppure udite le parole del ministro dei Rapporti per il Parlamento Vannino Chiti che stava annunciando la fiducia sul decreto sullo spacchettamento dei ministeri. Anche oggi, come ieri, si e' trattato di una guerra dei precedenti, che i due fronti hanno utilizzato in maniera 'incrociata' per sostenere e motivare le proprie ragioni. Nella scelta di occupare l'Aula da parte di Malan ha pesato anche il cosiddetto 'lodo Manzione'. Oggi il senatore di Fi voleva infatti che ci si comportasse con lui con la stessa logica che fu utilizzata per il senatore della Margherita, e cioe' offrendogli la possibilita' di spiegare le motivazioni politiche del suo gesto prima di abbandonare l'Aula. Stallo, dunque, e braccio di ferro tra maggioranza e opposizione che ha rischiato di mandare in tilt il Parlamento, anche se Silvio Berlusconi da' una lettura tutta politica della convulsa giornata del Senato: "Il muro contro muro - dice - ricompatta comunque la Cdl". Ai senatori della maggioranza sono arrivati gli auguri e i complimenti del capo dell'opposizione: "E' una grande vittoria che ripristina le regole della democrazia parlamentare". Per Berlusconi due sono i grandi sconfitti: Prodi che ha visto sconfitta la 'linea di pressione imposta ai suoi senatori" e Marini che ha "dimostrato di non saper tenere l'Aula". Il Capo dello Stato, chiamato in causa gia' ieri dalla Cdl, ha ricordato che non puo' pronunciarsi "su materie che sono di esclusiva competenza dei presidenti delle Assemblee". Ma c'e' un intervento dell'allora senatore a vita Napolitano che potrebbe contribuire a sciogliere i molti nodi sul tappeto. Intervenendo durante il dibattito sulla devolution, il 15 novembre 2005, Napolitano ricordo' come la relazione di minoranza della Bicamerale avesse affrontato la necessita' di offrire adeguate garanzie all'opposizione e un vero e proprio statuto in modo da poter sottrarre il tutto alle oscillazioni e interpretazioni del bipolarismo. Alla fine della giornata, dopo otto ore di occupazione, arriva la formalizzazione dell'espulsione, ma Malan esulta: "Sto benissimo e ho contribuito a salvare la possibilita' del Senato di svolgere pienamente il suo compito legislativo". Alla fine la lunga mediazione ha dato il suo frutto. Malan gioisce soprattutto perche' "e' stata salvaguardata la possibilita' per l'opposizione di oggi ma anche per quella di domani di poter dire una qualsiasi parola sui decreti che altrimenti sarebbero semplicemente da ratificare senza poterne modificare neppure una parola o poter comunque esprimersi". Il senatore difende anche il 'lancio' del volume che raccoglie regolamento e Costituzione (poco meno di tre etti) verso il banco della presidenza. "Io avevo inveito verso il banco del presidente Marini invitandolo a leggere il verbale della seduta di ieri. Ci sono le immagini e confermano che il mio e' stato un lancio inoffensivo, lontano dal banco della presidenza e da quello del Governo. Avevo l'unico interesse e obiettivo di richiamare l'attenzione sulla salvaguardia delle prerogative del Senato". Ben diverso il giudizio del capogruppo dell'Ulivo Anna Finocchiaro che parla di squadrismo politico. A difendere il senatore forzista durante la giornata ci sono stati i piu' nerboruti senatori che la Cdl avesse a disposizione. Un cordone che pero' non ha fatto invidia al senatore della Margherita Mazione, a suo tempo circondato dalle 'ben piu' graziose senatrici' dell'allora opposizione.
 
 
venerdì 03 settembre 2010
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