DDL SEN. SPADONI URBANI E MALAN
"Sembra incredibile, ma oggi chi uccide la moglie o il marito ha diritto a godere della pensione di reversibilità. La stessa cosa vale per chi uccide il padre o la madre, se l'omicida è minorenne o ancora studente. Vogliamo eliminare questo buco nella legislazione, che in qualche caso può addirittura costituire il movente per il delitto".
Il Senatore Lucio Malan, relatore insieme al Senatore Ceccanti dei disegni di legge per l'approvazione delle nuove Intese con sei confessioni religiose, ha dichiarato:
“Gli emendamenti della Lega Nord Padania su questi sei provvedimenti di legge sono sorprendenti, in quanto finiscono per essere contrari ai principi della libertà religiosa, andando ritengo al di là delle intenzioni dei firmatari”.
“Confido che i sei provvedimenti, approvati dall'intero Governo, possano arrivare ad una celere approvazione parlamentare, anche se più tardi rispetto a quanto sarebbe stato possibile”.
“Pur con la giusta attenzione nei confronti di eventuali abusi (non certo pensabili da parte dei soggetti che hanno firmato le Intese fino ad oggi), la libertà religiosa, la prima delle libertà, non può che essere un punto non negoziabile per un movimento, come il PdL, che ha la libertà nel suo nome”.
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Non c’è stata alcuna privatizzazione. La norma che viene accusata di averlo fatto, include anche questo:
Tutte le forme di affidamento della gestione del servizio idrico integrato di cui all'articolo 23-bis del decreto-legge 112 del 2008, convertito dalla legge 133, del 2008, devono avvenire nel rispetto dei principi di autonomia gestionale del soggetto gestore e di piena ed esclusiva proprietà pubblica delle risorse idriche, il cui governo spetta esclusivamente alle istituzioni pubbliche, in particolare in ordine alla qualità e prezzo del servizio, in conformità a quanto previsto dal decreto legislativo 152 del 2006, garantendo il diritto alla universalità ed accessibilità del servizio.
- Si tratta solo di affidare con gara ad evidenza pubblica la gestione dell’acqua. Resta all’ente pubblico la proprietà, la facoltà di stabilire i criteri della gara, in particolare per l’accessibilità universale.
- Gli esempi che oggi vengono fatti di aumenti di prezzi, cattiva gestione ecc., sono tutti da riferire alla vecchia norma, quella che c’era prima della “privatizzazione”. Spesso si tratta di casi che oggi – anzi – sarebbero vietati. In molti casi oggi l’acqua è affidata a privati senza alcuna gara d’appalto.
- Fino ad oggi, con la vecchia legge, l’Italia ha il primato negativo della perdita del 40% dell’acqua per la cattiva manutenzione degli acquedotti.
- Molto spesso, gli enti pubblici gestiscono l’acqua con aziende municipalizzate con dirigenti di nomina politica ben pagati a lavorare poco, che praticano assunzioni clientelari.
Come disse lo storico e politico Gaetano Salvemini “l’acquedotto ha dato più da mangiare che da bere”.