HomeComunicati stampa201020/06/2010. PROSTITUZIONE: EMENDAMENTO MALAN ALLA MANOVRA FINANZIARIA. POTREBBE RENDERE ALLO STATO DA 1 A 3 MILIARDI ALL’ANNO

20/06/2010. PROSTITUZIONE: EMENDAMENTO MALAN ALLA MANOVRA FINANZIARIA. POTREBBE RENDERE ALLO STATO DA 1 A 3 MILIARDI ALL’ANNO

“Dopo l’articolo 39, aggiungere il seguente:
Art. 39-bis - Delega al Governo per la disciplina e la tassazione della prostituzione
  1. Il Governo è delegato ad adottare, su proposta del ministro del Lavoro e delle Politiche sociali e del ministro dell’Economia, sentiti il ministro della Salute e il ministro delle Pari opportunità, nel rispetto delle competenze di Regioni e Province autonome, ed entro il 31 dicembre 2010, uno o più decreti legislativi volti alla legalizzazione e alla tassazione della prostituzione sulla base dei seguenti criteri:
  • tutela della libertà della persona che si prostituisce rispetto all’accettazione dei singoli clienti e alla possibilità di lasciare in qualsiasi momento l’attività di prostituzione;
  • controllo sanitario periodico;
  • obbligo di protezione profilattica dei rapporti;
  • esercizio della prostituzione solo in locali non aperti al pubblico, fuori dalle prossimità di scuole e locali di culto;
  • divieto per i minori dell’esercizio della prostituzione e di ingresso dei locali dove si esercita;
  • copertura previdenziale per le persone che esercitano la prostituzione;
  • tassazione dell’attività di prostituzione sulla base delle norme riguardanti le libere professioni;
  • inasprimento delle pene per tutti i reati connessi con la prostituzione, salvo quelli abrogati dalle norme introdotte con la presente delega;
  • abrogazione delle norme contrastanti con le norme introdotte”.

                  Stupito dalle critiche

                  “Non riesco a capire il ministro delle Pari opportunità, On. Mara Carfagna, che ha definito la mia proposta “irricevibile, perché lo Stato non può sostituirsi allo sfruttatore in questo losco mercato”. La realtà è che solo facendo uscire questa attività dalla clandestinità in cui è oggi si può combattere efficacemente l’odioso fenomeno dello sfruttamento. E pagare le tasse non può essere paragonato allo sfruttamento, altrimenti tutti i lavoratori italiani sarebbero sfruttati dallo Stato, salvo proprio le prostitute”.
                  “Più comprensibile è la posizione della signora Pia Covre, presidente di una sorta di sindacato delle prostitute: in genere i sindacati sono favorevoli a far pagare le tasse soprattutto alle altre categorie e non la propria, ma se davvero lei, come dice, è a favore dei diritti civili delle prostitute, dovrebbe apprezzare la mia proposta che le farebbe entrare nella legalità”.
                  Mi chiedo se l’Italia è così ricca da poter continuare ad esentare dalle tasse la prostituzione, che in Germania rende diversi miliardi al Fisco e – a differenza di quanto accade da noi – non occupa le strade pubbliche. Con questi soldi potremmo venire incontro a parecchie richieste che arrivano in questi giorni dalle categorie colpite dalla crisi e dalla manovra economica”.
                  “Il mio personale giudizio morale sulla prostituzione è decisamente negativo, ma tassare non vuol dire approvare, semmai il contrario. Qualche anno fa abbiamo messo una sovrattassa sul materiale pornografico: vuol dire che lo riteniamo attività meritoria? Oppure: perché lo Stato non si fa problema alcuno nel gestire casinò e un numero imbarazzante di giochi d’azzardo - dal lotto, al gratta e vinci, alle macchinette mangiasoldi… Che rovinano migliaia e migliaia di famiglie”.
                   



                  Frase della settimana
                  “Gheddafi ha esortato l’'Europa a convertirsi all'’Islam. Fa il suo dovere di mussulmano. Sta a noi cristiani fare lo stesso”.
                  (Lucio Malan a Radio Città Futura, 30 agosto 2010)

                   
                  Personaggio della settimana
                  Le migliaia di persone che lavorano seriamente nel sistema sanitario nazionale, di cui non si parla mai, dando spazio solo ai rarissimi che si comportano male.