Breve riflessione sul Referendum del 17 aprile: l’importante è andare a votare. Renzi vuole che tu non voti, dunque è chiaro che è bene votare

Oggi ho parlato con un gruppo di colleghi e abbiamo concluso che domenica 17 aprile è bene ANDARE A VOTARE comunque si voti. Per queste ragioni.

Se uno ritiene che il referendum sia giusto ovviamente deve votare SÌ.

C’è però chi teme il pericolo che una vittoria del SÌ possa portare a politiche troppo restrittive nell’estrazione del petrolio o di altre risorse. In realtà, se vince il SÍ, l’unica conseguenza diretta è che le concessioni scadranno come previsto nei contratti. Insomma: c’era una concessione di vent’anni 2000-2020? Scadrà nel 2020! Che c’è di strano?

Nulla impedirà poi di trattare eventuali rinnovi, seppure non automaticamente. Normale! Tuttavia, non è infondato il timore che un trionfo dei SÌ possa portare a una politica troppo restrittiva sulle estrazioni di gas e petrolio, ben al di là di quanto chiede il referendum. ECCO PERCHÉ IO VOTERÒ NO.

Se anche vincesse il SÌ, raggiungendo il quorum, un consistente numero di NO impedirebbe di interpretare in modo troppo radicale il risultato del referendum.

Quel che è più importante: un alto numero di votanti rafforza la resistenza nei confronti di Renzi, sostenitore del l’astensione, che vuole cambiare la Costituzione per cancellare ogni possibile forma di opposizione e portare avanti le sue politiche di cui ci ha già dato ampio saggio: attacco alla classe media, alla famiglia e alle pensioni, immigrazione senza freni, favori miliardari agli amici, sudditanza al peggio dell’Europa ecc.

In sintesi: RENZI VUOLE CHE TU NON VOTI, dunque È CHIARO CHE È BENE VOTARE. Lui non vuole che la gente si esprima, visto che non è mai stato eletto. Non bisogna ascoltarlo.

Grazie per l’attenzione.

Lucio Malan

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