DDL DELRIO. MALAN (FI): PIÙ POLTRONE E BUROCRAZIA, MENO DEMOCRAZIA

“Il farneticante ddl Delrio non abolisce le Province, non riduce i livelli di Governo, ma aumenta la burocrazia, i costi e – per la prima volta nella Storia della Repubblica – impone a milioni di cittadini governi locali non eletti da loro, né dai loro rappresentanti.

Il Governo, con un sgangherata richiesta di fiducia, porta all’approvazione un ddl incostituzionale, confuso e antidemocratico, che fa lievitare i costi e il peso delle burocrazie – a tutto danno dei servizi che gli enti locali dovrebbero dare ai cittadini. Province, ben lungi dallo scomparire, restano, addirittura diventano bicamerali con consiglio provinciale e conferenza dei sindaci, e resteranno – col nome di “area vasta” – anche dopo la riforma costituzionale che ne abolirà solo il nome.

Ma il vero mostro sono le nove Città metropolitane, dove milioni di elettori si vedranno imporre un presidente provinciale, rietichettato “sindaco metropolitano”, scelto dai cittadini del capoluogo. I consiglieri comunali del capoluogo avranno però la possibilità di farlo cadere se si occuperà troppo dei problemi della Provincia. A Torino, per esempio, Piero Fassino – eletto per amministrare gli 800mila torinesi – dovrebbe ora occuparsi dei 300 Comuni della Provincia e del loro milione e mezzo di abitanti, ma gli unici ai quali dovrà rendere conto saranno i torinesi.

Un’ulteriore accentramento degli uffici e dei servizi e l’impoverimento delle aree periferiche sono certi, così come la ferita alla democrazia”.

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