Evangelici.net: “Malan: Dal Governo silenzio sull’intellettuale imbarazzante”

«Può il Governo avere come consulente privilegiato un circolo intitolato a un intellettuale che inneggiava alla pedofilia?»: il senatore Lucio Malan non si accontenta del silenzio del Governo e, a un mese dalla sua interpellanza, torna alla carica su una vicenda che, indirettamente, riaccende le polemiche sul rapporto tra istruzione scolastica e teoria gender.

L’INTERPELLANZA. Lo scorso 5 agosto Lucio Malan, insieme a Carlo Giovanardi e altri senatori di centrodestra, presentavano un’interpellanza al Governo in merito ai rapporti tra l’Ufficio per la promozione della parità di trattamento e la rimozione delle discriminazioni fondate sulla razza o sull’origine etnica (UNAR) e il Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli, una delle associazioni coinvolte nella stesura della “Strategia nazionale per la prevenzione e il contrasto delle discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere 2013-2015”.

IL GOVERNO. L’UNAR, ufficio della Presidenza del Consiglio presso il Dipartimento pari opportunità, è stato istituito nel 2003 in attuazione della direttiva europea 2000/43 CE di lotta alle discriminazioni razziali e etniche. Dal 2012, in seguito all’adesione dell’Italia al “Programma antidiscriminazioni LGBT” del Consiglio d’Europa, su delega del Governo l’UNAR si occupa anche di “prevenzione e contrasto delle discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere”. In questo ambito l’ufficio ha emanato per conto del Governo una “Strategia nazionale” avvalendosi della collaborazione di un gruppo di lavoro composto da ventinove associazioni rappresentative dell’universo LGBT.

LE ASSOCIAZIONI. Tra le realtà coinvolte figura anche il “Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli”, dedicato alla figura del filosofo considerato il primo ideologo del movimento omosessuale/transgender italiano. La figura di Mieli è fortemente controversa per la sue tesi sulla sessualità infantile, inclusa la legittimazione della pedofilia e della pederastia: un concetto chiaramente espresso nella sua opera più nota, Elementi di critica omosessuale, pubblicata nel 1977.
Una questione non secondaria, dato che la Strategia nazionale prevede anche – fa notare Malan – la richiesta di accreditare presso il Ministero dell’Istruzione le stesse associazioni in qualità di “enti di formazione”.

Proprio tenendo conto del rilievo attribuito alle associazioni coinvolte, il senatore Malan e gli altri interpellanti hanno richiesto di conoscere la posizione del Governo in merito; in particolare concludono l’interrogazione domandando al presidente del Consiglio dei ministri «se non ritenga opportuno che il circolo culturale “Mario Mieli”, intitolato a una persona a giudizio degli interpellanti sostenitrice della pedofilia, venga espunto dall’elenco degli organismi LGBT consulenti dell’UNAR».

IL SILENZIO. A oltre un mese dalla prima interpellanza Malan e Giovanardi tornano ora alla carica, sollecitando una risposta «sul fatto che un organo della presidenza del Consiglio, l’UNAR, abbia come consulente privilegiato, e ne chieda l’accreditamento presso il Ministero dell’Istruzione, un circolo intitolato a un intellettuale – Mario Mieli – che inneggiava alla pedofilia».

La difesa della pedofilia da parte di Mario Mieli, ha rilevato Malan in un intervento a Palazzo Madama, «non è un infortunio o una provocazione, ma la sintesi di un aspetto fondamentale del pensiero di Mario Mieli secondo il quale i bambini vanno “liberati” il più presto possibile dal condizionamento delle famiglie che li fanno diventare eterosessuali».

«Il fatto che un’associazione intitolata a un signore che esprimeva questi concetti sia consulente di un organismo della Presidenza del Consiglio – ha rincarato Carlo Giovanardi – è come se, per combattere l’antisemitismo, fosse accolto come consulente un circolo intitolato ad Adolf Hitler».

Di fronte alle osservazioni di Malan e Giovanardi Palazzo Chigi continua a restare in silenzio. Un silenzio che i diversi osservatori potranno considerare eloquente o imbarazzato, ma che comunque risulta preoccupante. [gm ]

Il testo integrale dell’interrogazione

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