ItaliaChiamaItalia: “Politiche 2018. Malan (FI): Berlusconi e Salvini, accordo per il bene comune”

Molto dure le parole del senatore piemontese nei confronti dei Cinque Stelle, in particolare della situazione a Torino. Non teme Renzi: “Gli Italiani hanno scoperto il suo gioco”. Non mancano motivi di disaccordo tra Forza Italia e Lega

di Valeria Comerci

Senatore Malan, come si sta preparando alle prossime elezioni e che ruolo vorrebbe ricoprire nella prossima legislatura?

“Nella prossima legislatura spero che mi venga assegnato un incarico per poter fare il bene del nostro Paese. Ho svolto parecchi compiti, ricoperto molti ruoli: sono pronto a fare cose che ho già fatto, ma anche esperienze nuove. Dobbiamo avere le persone giuste al posto giusto e ciascuna deve fare la sua parte. In ogni caso, io mi occuperò di estero; qualunque sia l’incarico che avrò, mi occuperò anche di estero, poiché ritengo importantissima la posizione dell’Italia nel panorama internazionale. Se poi avrò un incarico specifico, meglio ancora”.

Lei ha militato sia con la Lega sia con Forza Italia: è contento di questa grande alleanza del centrodestra?

“Naturalmente. Sono contento di questa alleanza perché la pensiamo allo stesso modo su tantissimi temi, al punto che moltissimi elettori possono votare o per la Lega o per Forza Italia, a seconda dei candidati o a seconda del tipo di consultazione”.

Sia Salvini sia Berlusconi sono personalità molto forti: crede che questo potrebbe essere un fattore di scontro e rivalità in caso di vittoria del centrodestra?

“Io parlo per Berlusconi, che è il mio leader e una personalità molto forte: è ben cosciente del fatto che bisogna essere bravi a farsi valere con le altre personalità forti, ma anche a saper fare gli accordi per il bene comune. Conto che anche Salvini sappia fare la stessa cosa. Questo darà maggiore efficacia e forza alla nostra coalizione e all’azione di Governo”.

Berlusconi “sì” all’Unione Europea, Salvini “fuori subito”. Non crede sia strano che due forze politiche così opposte su un tema fondamentale si alleino?

“Indubbiamente, questo è un tema molto importante e, in apparenza, c’è una grande divergenza. Il fatto è che siamo d’accordo su che cosa vogliamo ottenere dall’Unione Europea. Salvini sa bene che il panorama politico attuale non è favorevole per una reale uscita dall’Europa e/o dall’euro e, dunque, si trova d’accordo con noi quando chiediamo che l’Europa sia più volta allo sviluppo che a quel rigore fine a se stesso, quando chiediamo che l’Europa sia più interessata ai cittadini e meno alle banche e alle burocrazie. La nostra visione è che, lavorando da dentro, possiamo fare molto per l’Italia e per migliorare l’Unione Europea – al punto che magari anche lo stesso Salvini potrà constatare che è una buona cosa restare”.

Il programma firmato da Berlusconi, Salvini e Meloni è stato criticato perché considerato “vuoto” e un po’ “vago”. Lei come commenta?

“Non è assolutamente vuoto e vago: ci sono degli impegni ben precisi sulle pensioni, sulle tasse, sull’immigrazione e su una serie di temi attuali. Siamo pronti, io in prima persona, a chiarire tutti quei punti ritenuti vaghi e tutti i dubbi che gli elettori possono avere leggendo il nostro programma”.

Grillo ha affermato che l’unica forza politica nuova in questo momento è il Movimento Cinque Stelle. Che ne pensa? E sulla situazione di Roma?

“Effettivamente, loro sono più nuovi degli altri, però non necessariamente nuovo è sinonimo di meglio. Anche l’epidemia influenzale di quest’anno è nuova rispetto agli altri anni e ha fatto più danni di molte altre epidemie. Il Movimento Cinque Stelle, nonostante la giovane età, ha già fatto dei notevoli disastri a Roma, ma non dimentichiamoci l’Appennino a Torino che ha fatto quasi peggio. 1500 feriti, un morto e una persona tetraplegica sono i risultati di non aver saputo neanche gestire un paio di maxi-schermi a pochi metri dal Municipio”.

Berlusconi ha dichiarato che, con la flat tax, pagando meno pagheranno tutti e lo Stato introiterà subito il 30% di più. Le sembra un’ipotesi plausibile?

“Subito, no. Il principio del cambiamento che ci proponiamo attraverso la flat tax è basato sulla progressività. È evidente che se noi, domani mattina, arrivassimo già alla fine della riforma, non avremmo questi risultati positivi. Noi vogliamo arrivare progressivamente all’obiettivo che abbiamo indicato – e cioè di scendere con l’aliquota massima al 23% e, se possibile, addirittura al di sotto, attraverso un progressivo innalzamento della soglia di non-tassazione, con l’obiettivo di arrivare ai 12mila euro e, allo stesso tempo, facendo calare le imposte più alte.

Con questa riforma ci sarà una maggiore disciplina fiscale, un maggiore sviluppo, una diminuzione dello spostamento dei capitali all’estero. Questa manovra andrà in parallelo con altre misure, a partire dalla diminuzione della burocrazia e l’eliminazione di alcune detrazioni fiscali a favore del beneficio della collettività”.

Come vede la Sinistra, il PD e Renzi?

“Renzi e il PD sono in grande difficoltà perché hanno adottato una strategia che non ha funzionato, poiché hanno pesato troppo gli intenti personalistici di Matteo Renzi. La sua strategia prevedeva la vittoria del “sì” al referendum, con la quale il PD avrebbe avuto in mano tutte le istituzioni. La cosa non ha funzionato: gli Italiani hanno scoperto il suo gioco e, adesso, si sta dimostrando il fatto che erano tutte politiche di respiro corto.

I miglioramenti che ci sono stati nell’economia sono tutti inferiori a quelli degli altri grandi Paesi e la disoccupazione è ancora del 3% sopra i livelli del 2011, quando c’era ancora Berlusconi. Nonostante tutto, rappresentano un’area importante – che, però, non riesce ad avere una politica chiara e una vera identità”.

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