MASTELLA, MALAN (FI): VICENDA SIA MONITO CONTRO GIUSTIZIA DISTORTA

“Dopo 11 anni è arrivata l’assoluzione piena di Clemente Mastella e di tutti gli altri imputati dell’Udeur, trascinati nel fango con accuse basate sul nulla. Tutti coloro che hanno a cuore la giustizia tirano un sospiro di sollievo, ma non si può certo dire ‘giustizia è fatta’. Una famiglia, quella dell’ex guardasigilli e di sua moglie Sandra – che subì addirittura l’arresto – tenuta, insieme ad altre persone per un tempo irragionevole sotto diverse accuse infamanti rivelatesi tutte infondate e gravemente danneggiata nella propria immagine e nei propri ruoli pubblici non è giustizia, ma un’onta per lo Stato in nome del quale hanno agito gli accusatori, sui quali c’è una sola certezza: non subiranno mai alcuna conseguenza per i loro errori. In un Paese dove vicende come queste sono scandalosamente numerose, ma meno note perché di solito non colpiscono personaggi pubblici, dove migliaia di persone ogni anno vanno in carcere per poi essere riconosciute innocenti, la priorità per il ministro della Giustizia dovrebbe essere porre un freno a questa vergogna, non dare ulteriore mano libera e ulteriore tempo a quei, fortunatamente pochi, magistrati che usano il proprio ruolo in modo distorto e devastante. Giusto, giustissimo combattere la corruzione, ma mettere alla gogna e spesso in carcere gli innocenti, prolungare all’infinito le vicende giudiziarie con l’estensione della prescrizione, salvaguardare i magistrati che sbagliano anche in modo inescusabile e scrivere norme dove la definizione del reato diventa così vaga che conta più l’interpretazione del giudice della commissione della colpa, ottiene il risultato opposto. Il ministro Bonafede studi la storia di questo suo predecessore e ne faccia tesoro: non tutti gli imputati sono innocenti, i magistrati possono sbagliare e anche solo le accuse fanno danni immensi. In un paese civile, la Giustizia serve a questo, non a compiere vendette sociali o politiche sperando di guadagnare qualche voto.”

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