Traforo del Monte Bianco: ripristino del transito regolare entro l’autunno

Trattazione dell’interrogazione 3-00456, presentata dal senatore Malan, sulla riapertura al traffico pesante del traforo del Monte Bianco
Risposta del Sottosegretario per le Infrastrutture e i Trasporti

Signor Presidente,

in riferimento alle problematiche evidenziate negli atti ispettivi, l’Ente Nazionale per le Strade interessato al riguardo fa presente che, a seguito del tragico evento del marzo 1999, i lavori di ripristino del traforo del Monte Bianco, condotti nel corso di tre anni circa, hanno avuto come obiettivo prioritario il ripristino del traforo stesso, in condizioni massime di sicurezza e di protezione dell’ambiente.

Attualmente, il traforo del Monte Bianco risponde a tutti i requisiti tecnici per lo sviluppo delle funzioni per cui è stato ristrutturato e progettato. Pertanto, lo scorso 25 giugno è stato riaperto completamente al traffico pesante in regime di senso unico alternato, come ricordava la stessa senatrice Donati e così come previsto dall’accordo del 15 febbraio 2002 siglato con il Governo francese. Nell’ambito di tale accordo si prevedeva, peraltro, che la circolazione alternata dei mezzi pesanti sarebbe stata oggetto di un’attenta valutazione periodica svolta congiuntamente dai due Stati – questo è un particolare che non può essere trascurato – in considerazione delle inevitabili ricadute negative sulla fluidità della circolazione e sui tassi di inquinamento sia lungo gli itinerari di accesso al tunnel sia nei valichi alternativi, quale il traforo del Frejus. Tale valico ha, di fatto, assorbito la maggior parte del traffico di confine con la Francia.

L’ente stradale fa conoscere che l’eliminazione del senso unico alternato nel traforo del Monte Bianco, oltre a rispondere alle condivisibili attese della popolazione della Val di Susa e della Maurienne, si allineerebbe a una precisa indicazione del citato accordo siglato a Livorno nel febbraio del 2002. In tale accordo veniva fissato come obiettivo una ripartizione del traffico pesante tra il Monte Bianco e il Frejus, in maniera tale che venisse assicurato per ogni tunnel almeno il 30 per cento del traffico totale dei mezzi pesanti.

Nella riunione di Parigi del 16 settembre scorso, il Ministro francese De Robien e il Ministro Lunardi hanno preso atto della circostanza che il traffico pesante nel tunnel del Monte Bianco, transitante ancora a senso unico alternato, si è attestato attorno alla quota del 10 per cento del totale sia sullo stesso tunnel che su quello del Frejus. Tale quota era, invece, previsto dovesse salire – come già detto – almeno al 30 per cento. Inoltre, a causa dell’alternanza dei passaggi dei mezzi pesanti, si generano ingiustificate file di attesa che producono inquinamento.

I due Ministri, quindi, si sono detti disponibili ad autorizzare il ripristino del transito regolare entro l’autunno in corso, introducendo, ove occorra, un’eventuale limitazione del numero massimo dei mezzi che possono transitare e stabilendo un valore inferiore ai duecento mezzi l’ora.

Replica del senatore Malan

Signor Presidente,

ringrazio il rappresentante del Governo, Onorevole Sospiri, per la sua risposta.

Indubbiamente, l’accordo intervenuto per garantire che almeno il 30 per cento del traffico transiti su ciascuno dei valichi in modo da non scaricare una parte eccessiva su uno solo, in questo caso quello del Frejus, va nella direzione auspicata non solo dalla popolazione della Val di Susa, ma credo anche da elementari criteri di equità e di giustizia – oltre che dal principio della libera circolazione, che sarebbe molto difficile intaccare perché, a questo punto, rischieremmo di vedere insorgere non più soltanto le popolazioni accanto ai valichi, ma anche altre di zone congestionate da un traffico di passaggio.

Certamente, è condivisibile e da valutare con soddisfazione il fatto che si riprenderà un traffico regolare anche nel traforo del Monte Bianco, compatibilmente con l’altro impegno di garantire un transito di almeno il 30 per cento. Prendo anche atto della possibilità che venga limitato, tuttavia, il traffico nella Valle D’Aosta, rispetto alla quale molti elementi affratellano le mie valli.

Colgo l’occasione per ribadire l’importanza che ogni intervento di regolazione e limitazione del traffico segua criteri di equità, dal momento che la Valle di Susa e la Valle d’Aosta hanno entrambe diritto alla tutela del territorio, della qualità dell’aria e della vita.

Peraltro, prendo anche atto che da parte del Governo vi è un impegno a studiare incentivi per il futuro, al fine di incrementare il traffico su rotaia; tale incremento potrà diventare maggiore non appena entrerà in servizio la linea – la cui costruzione dovrebbe iniziare nei prossimi mesi – ad alta capacità.

Vorrei, inoltre, chiedere al Governo di non tralasciare l’esame di altri metodi per limitare il traffico e i problemi a esso relativi, ad esempio lo studio di carburanti che producono minore inquinamento, l’incentivazione di sistemi di combustione o la realizzazione di motori meno inquinanti che certamente, nel caso dei grandi veicoli, è più difficile rispetto alle automobili, sulle quali vi sono studi. Ci sono stati i primi mezzi alimentati con metano e che hanno avuto un incremento. Credo che il Governo dovrà studiare modi per incentivare un traffico meno inquinante anche su gomma (dal momento che il traffico su gomma non potrà mai essere sostituita interamente da quello su ferro), al fine rendere meno inquinanti i motori dei grandi autotreni che, effettivamente, rappresentano un problema notevole per qualunque zona attraversino, in particolare per vallate nelle quali la maggiore chiusura del territorio e il contrasto con l’amenità delle zone rende più gravoso tale passaggio.

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