Dichiarazione di voto

MALAN (FdI). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MALAN (FdI). Signor Presidente, signori Ministri, colleghi, sono molte le occasioni in cui ci si divide e ci si accusa a vicenda di politiche sbagliate. Noi non avremmo voluto che questo fosse uno di quei casi. Per questo abbiamo chiesto di avere delle comunicazioni sulle quali si potesse presentare uno strumento, una proposta di risoluzione e noi, in sede di Conferenza dei Capigruppo e anche nei contatti informali che ci sono stati in precedenza, abbiamo dato la nostra piena disponibilità a stilare una proposta di risoluzione comune che non avesse nulla di divisivo. Questo perché ‑ lo abbiamo sentito anche in questo dibattito ‑ non dovrebbero essere divisivi temi come la solidarietà alle Forze dell’ordine, la condanna di ogni forma di violenza nelle manifestazioni politiche (e naturalmente anche al di fuori), il ripristino della legalità anche per quanto riguarda gli sgomberi delle occupazioni abusive e misure atte a dare maggiore protezione e tutela alle Forze dell’ordine che garantiscono la libertà di tutti. Ebbene, abbiamo ricevuto un totale diniego di ogni disponibilità.
Ci siamo anche detti disponibili a inserire nel testo di una proposta di risoluzione, che auspicavamo fosse comune, una frase che specificasse che restano libere le divisioni, che questo non preclude divisioni su misure che potranno essere prese, in altre parole sul decreto-legge sicurezza di cui si parla ormai da tempo. È legittimo e si sarebbe riconosciuto anche quel documento. Ci è stato detto di no. Io, francamente, dagli interventi non ho capito perché ci sia questo no.
Nelle proposte di risoluzione io vedo che effettivamente una differenza c’è: nella proposta di risoluzione dell’opposizione non compare la questione degli sgomberi degli immobili occupati abusivamente e illegalmente, perché tutto questo è nato da Askatasuna, che operava in un immobile del Comune che è stato occupato ormai trent’anni fa. Allora forse qui cominciamo a vedere le divisioni. Forse sarebbe stato meglio dirlo esplicitamente che non si voleva avere una risoluzione comune, perché noi siamo per il ripristino della legalità anche in questi casi. (Applausi). Invece c’è chi su questo è per perdere tempo, una trentina d’anni – cosa volete che sia una trentina d’anni – in cui quell’immobile, un bell’immobile, un grande immobile in una zona centrale, poteva essere usato in tanti modi; ad esempio, poteva essere venduto o dato in affitto, per usare i soldi per le tante spese che spettano ai Comuni. Invece no, è stato usato da Askatasuna.
La responsabilità di partecipare alla manifestazione del 31 gennaio non è stata un fulmine a ciel sereno come se fosse stata una manifestazione i cui precedenti erano tutti pacifici, ma sono trent’anni che da Askatasuna partono iniziative no-TAV, il 1° maggio 1999 ci furono 110 rinviati a giudizio per violenze; ci sono state le violenze no-TAV in Val di Susa; anche recentemente ci sono state manifestazioni violente finite in scontri con incendi di beni pubblici e privati, e con lancio di ogni sorta di oggetti contro le Forze dell’ordine. Riteniamo dunque che chi partecipava avrebbe dovuto evitarlo, perché se in piazza ci sono solo i famosi 200, che siano 1.000 o 1.500 sono facili da individuare e non avrebbero l’acqua in cui nuotare. (Applausi). Invece, purtroppo, erano presenti in tanti. Io lo so che c’erano anche persone in buona fede, magari schierate, però lì si sono visti un parlamentare nazionale, il gruppo consiliare regionale al completo di Alleanza Verdi e Sinistra, il gruppo consiliare comunale al completo di Alleanza Verdi e Sinistra, un ex candidato sindaco del MoVimento 5 Stelle, tanti intellettuali che dicono quanto è bello Askatasuna, una ricchezza per la per la città; si è vista la professoressa Donatella Di Cesare, quella che disse di Barbara Balzerani: la tua battaglia, è stata la mia (parliamo di una donna condannata diverse volte per omicidi). Quando ci sono persone come docenti universitari che ci vanno, allora qualcuno può dire: ci vado anch’io. Bisognerebbe, invece, che chi ha ruoli istituzionali non ci andasse.
Bisognerebbe anche che non si desse spazio a queste occupazioni abusive, perché ricordo che un sindaco che voglia dare in uso un locale, certamente assai più piccolo e certamente di minor valore di quell’immobile in corso Regina Margherita, deve seguire delle procedure; occorrono manifestazioni di interesse per fare in modo che tutti coloro che avessero interesse ad usare quell’immobile – parlo dei donatori di sangue, l’Associazione degli alpini o qualunque associazione benefica che è al servizio della collettività – seguano certe procedure. Invece, questi signori se ne sono impadroniti ormai trent’anni fa e per trent’anni nessun sindaco ha mai fatto una denuncia esplicita (non ne risultano) di occupazione abusiva di immobili con relativa richiesta di sgombero. Non l’ha fatto Valentino Castellani, a capo di una Giunta di sinistra, che era sindaco quando fu occupato; non l’ha fatta Chiamparino, del Partito Democratico; non l’ha fatto Piero Fassino, del Partito Democratico; non lo ha fatto Chiara Appendino, del MoVimento 5 Stelle.
Non era sindaco a titolo personale ma a titolo politico come non erano a titolo personale coloro che erano lì, un intero gruppo consiliare.
Il ripristino della legalità è per noi fondamentale e la solidarietà alle Forze dell’ordine è una cosa che sentiamo profondamente, è negli aspetti fondanti di Fratelli d’Italia e dovrebbe essere negli aspetti fondanti di tutti. Leggo che una consigliera del Comune di Rivalta di Torino (20.000 abitanti, cioè uno dei più grandi del Piemonte perché il Piemonte è molto frammentato), ha pensato bene di commentare la foto dei due poliziotti che sono tornati a casa, pur con una prognosi di 20 giorni, dicendo che è proprio vero che Torino ha ospedali eccelsi, che li trovava bene per aver subìto un tentato omicidio. Conclude dicendo che li hanno pestati a sangue e dopo qualche giorno, escono che non hanno neanche un graffio. Questa è una consigliera comunale di una Giunta che sostiene la maggioranza del sindaco di Rivalta del Partito Democratico. (Applausi).
Io non dico che uno debba essere responsabile per ciascuno dei militanti del proprio partito, ma ci vorrebbero dei provvedimenti quando si dicono queste cose totalmente folli e inaccettabili.
Ho sentito da tutti – e sono certo della sincerità – l’espressione di solidarietà alle Forze dell’ordine e la condanna severa di ogni violenza contro di loro, ma ricordo il filo conduttore degli interventi dell’opposizione, con l’eccezione dei senatori Lombardo e Spagnolli, che si sono attenuti al contenuto delle risoluzioni, senza andare a dire “sì, però il decreto” e così via, ma sostenendo che si dovrebbe votare il contenuto. Lo abbiamo già visto diverse volte che su questioni che devono essere condivise da tutti, come per esempio il piano di pace per Gaza, poi si trovano delle scuse per non votarle e anche sulla pace bisognerebbe essere uniti. Ho sentito parlare di utilizzare gli episodi terribili di questi poliziotti attaccati in 10 contro uno con ogni sorta di oggetti; di utilizzare queste cose per poi fare dei provvedimenti.
Noi non vogliamo usare proprio nulla. Noi interveniamo quando vediamo dei poliziotti, agenti delle Forze dell’ordine attaccati in modo vigliacco, che sono a terra, persone che sono lì non per il loro piacere, ma perché fanno un lavoro a difesa della libertà e della sicurezza di tutti, della libertà di manifestare. Ricordo che grazie al lavoro delle Forze dell’ordine e grazie alle indicazioni che sono arrivate dal Governo, dal ministro Piantedosi, che ringrazio per la sua presenza qui oggi, le manifestazioni pro-Pal sono sempre state consentite, nonostante più volte siano sfociate in violenze, mentre nella liberalissima Francia dell’apprezzatissimo Macron della sinistra erano semplicemente vietate per evitare problemi. (Applausi). Grazie a quelle persone è possibile avere delle manifestazioni di ogni tipo, anche quelle che ci trovano completamente contrari.
Noi avremmo voluto un momento di unione, votando insieme una porposta di risoluzione. Noi la votiamo convintamente perché riteniamo che la solidarietà alle Forze dell’ordine, la condanna di ogni violenza nelle manifestazioni, la tutela delle Forze dell’ordine e la tutela della legalità dovrebbero essere condivise da tutti. Per questa ragione noi votiamo la risoluzione senza infingimenti ed è un vero peccato che con dei pretesti incomprensibili, non si sia voluto votarla tutti insieme. (Applausi).

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