Milano, 9 mag. “La sinistra non accetta la realtà: visto che il significativo indice del rischio di povertà ed esclusione sociale (Pes), segna il minimo storico, si attaccano come ad un salvagente alla cosiddetta povertà assoluta. Innanzitutto il Pes ha una prospettiva molto più ampia includendo povertà economica, esclusione sociale e fragilità lavorativa. E, ciò che conta di più, dal 2022 è sceso dell’1,7% (dal 24,3% al 22,6%), diciassette volte più dello 0,1% di quanto è salita la povertà assoluta, oggi al 9,8% contro il 9,7% del 2022, quando il M5S aveva già grottescamente festeggiato l’abolizione della povertà, evidentemente una panzana enorme: dicevano che l’aveva abolita ma era al 9,7%. Notevole anche il coraggio, dell’onorevole Furfaro, secondo il quale il Pes nel 2024 ‘è salito al 23,1%'”. Così in una nota Lucio Malan, presidente dei senatori di Fratelli d’Italia. “La cifra è corretta ma il fatto è che nel 2022, quando anche il Pd era al governo, l’indice era al 24,3, il che significa che nel 2024 è sceso, non salito, al 23,1, per poi scendere ulteriormente al 22,6% nel 2025, segnando il minimo storico. Capiamo bene che alla sinistra piaccia molto la povertà perché così può raccattare i voti con l’assistenzialismo del reddito di cittadinanza, dei bonus monopattini e dei superbonus. Noi invece crediamo nel lavoro vero e il milione e duecentomila posti stabili in più in tre anni e mezzo lo dimostrano. Questi dati reali ovviamente si riflettono nei principali indici economici. Il governo, peraltro, è ben cosciente dei problemi degli italiani di fronte al carovita, ma anziché fare demagogie e quasi festeggiarli, ha posto seri rimedi che hanno fatto crescere il valore reale delle retribuzioni di quasi il 4%, restituendo ogni anno nelle tasche degli italiani 21 miliardi di tasse e contributi in più. Ecco perché è sceso drasticamente il rischio di povertà ed esclusione sociale. E l’inflazione, che nel 2022 era sopra il 12% oggi è sotto il due”, conclude Malan
