Ancora mistero su chi abbia firmato la proroga della concessione Brescia-Padova

Nuova scadenza al 2026 a condizione di realizzare l’autostrada Valdastico Nord, che non si fa. Nel frattempo, tariffe aumentate al doppio dell’inflazione

Risposta del sottosegretario alle Infrastrutture e ai Trasporti, Del Basso De Caro, all’interrogazione del senatore Malan sulla concessione dell’autostrada A4 Brescia-Padova

Signor Presidente, rispondo congiuntamente alle interrogazioni 3-02216 e 3-02533 del senatore Malan, in quanto vertono sul medesimo argomento. La Società autostrada Brescia-Verona-Vicenza-Padova SpA è concessionaria delle tratte autostradali A4 Brescia-Padova, A31 Agugliaro-Piovene Rocchette e A31 Interconnessione con la strada statale 434 S.Margherita d’Adige in forza della Convenzione unica sottoscritta con l’ANAS il 9 luglio 2007, approvata con legge n. 101 del 2008 e divenuta efficace nel mese di novembre 2009, a seguito dell’archiviazione della procedura di infrazione avviata dall’Unione europea che ha, tra l’altro, fissato il termine della scadenza contrattuale, rideterminandolo al 2026. Infatti, all’articolo 4, comma 1, della suddetta convenzione è stabilito che la scadenza della concessione è fissata al 31 dicembre 2026, in funzione della realizzazione della Valdastico Nord. Veniva anche stabilito che, qualora il progetto definitivo della Valdastico Nord non fosse stato approvato entro il 30 giugno 2013, sarebbero stati conseguentemente definiti tra le parti gli effetti sul piano economico finanziario (PEF) e sulla convenzione. Tale termine del 30 giugno 2013 è stato successivamente prorogato al 30 giugno 2015, in accordo con i competenti uffici della Commissione europea.

In merito al predetto progetto della Valdastico, il primo lotto (in territorio Veneto) è stato già approvato con delibera del CIPE n. 21 del 2013. In data 6 agosto 2015 il CIPE ha altresì preso atto dell’accordo intervenuto tra il Governo italiano e la Provincia autonoma di Trento e la Regione Veneto in ordine all’iter di definizione dell’intesa sulla realizzazione del collegamento autostradale Valdastico Nord, secondo lotto di completamento, tra il casello di Valle dell’Astico e la congiunzione con l’autostrada A22 del Brennero. L’accordo ha previsto la costituzione di un comitato paritetico fra lo Stato, la Regione del Veneto e la Provincia autonoma di Trento.

Il comitato paritetico ha concluso i propri lavori il 9 febbraio 2016, confermando la presenza delle condizioni previste e individuando come scenario migliore la realizzazione di un corridoio d’interconnessione infrastrutturale tra la Valdastico, la Valsugana e la Valle dell’Adige. Al fine di recepire le decisioni del comitato paritetico in relazione alla realizzazione del collegamento autostradale Valdastico Nord, il 14 marzo 2016 la società ha trasmesso una versione aggiornata del piano economico finanziario che, successivamente istruita dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, è stata presentata lo scorso 17 maggio al CIPE unitamente alla documentazione di riferimento e contestualmente alla presentazione del documento conclusivo del predetto comitato, al fine della successiva approvazione necessaria per avviare le procedure progettuali della tratta Nord Valdastico 2° lotto, quelle di realizzazione del 1° lotto già approvato e tutte le altre attività necessarie per la realizzazione delle altre opere. Dunque, come ha già avuto modo di riferire in quest’Aula il ministro Delrio la scorsa settimana, in sede di question time, per la società Brescia-Padova la concessione non è stata prorogata, bensì è in essere fino al 2026: non si è quindi in presenza di una proroga alla concessione scaduta, ma di attuazione di quanto espressamente previsto nella convenzione vigente. Si ricorda, infine, che della procedura descritta, il ministro Delrio ha dato specifica informazione al Commissario europeo della Direzione generale mercato interno, industria, imprenditoria e piccole e medie imprese, Elzbieta Bienkowska, nonché alla Direzione stessa.

Infine, in merito alle motivazioni della proroga della concessione dell’autostrada A22, riprendo integralmente quanto ho già avuto modo di riferire poc’anzi al senatore Malan: il 14 gennaio 2016 è stato sottoscritto presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti il protocollo di intesa per l’applicazione del modello di gestione di cui all’articolo 17 della direttiva europea n. 23 del 2014, che prevede la possibilità per l’amministrazione aggiudicatrice di affidare direttamente una concessione qualora vengano rispettati i requisiti ivi previsti. Pertanto, con la sottoscrizione di tale protocollo, non è stata autorizzata alcuna proroga alla concessione. A conclusione della procedura di cui all’articolo 17 e secondo quanto previsto dal protocollo, dovrà essere stipulato con la società concessionaria un atto convenzionale che fissi la durata della concessione, il programma degli investimenti e le modalità di finanziamento.


Replica del senatore Malan

Signora Presidente, ringrazio la Presidenza, non per avermi dato la parola (cosa di cui la ringrazio comunque), ma per aver sollecitato la risposta a queste interrogazioni – la prima delle quali risale all’agosto del 2014, quando tutte le questioni ora illustrate avevano una attualità assai maggiore e potevano intervenire nella formazione di quanto avvenuto dopo.

Ringrazio personalmente l’Onorevole sottosegretario Del Basso De Caro per la sua consueta cortesia e per la risposta. Quanto al contenuto della risposta, io chiedo, per l’appunto dall’agosto 2014, di sapere chi ha firmato quelle proroghe senza le quali la società concessionaria sarebbe inadempiente.

Nel testo che il Sottosegretario ci ha letto dice che «è stata prorogata». Il mio professore di storiografia diceva che quando si parla di storia non bisogna usare il verbo passivo perché, altrimenti, non si capisce chi fa. Io da due anni chiedo di sapere chi è il signore o la signora che ha apposto la sua firma a questa proroga. A quanto pare è un problema, perché neanche oggi è stato possibile saperlo. Io faccio presente di avere anche fatto un accesso agli atti, ai sensi della legge n. 241 del 1990. Il mese previsto dalla legge è scaduto senza aver avuto nessuna risposta. Io ho fatto ricorso alla Commissione per l’accesso. La Commissione per l’accesso ha esaurito i suoi 30 giorni sabato scorso ma io ancora non ho notizie. Non so se devo appellarmi a qualche entità superiore.

Per quanto riguarda la sostanza, io apprendo, ringraziando a tal riguardo il Sottosegretario, di una serie di atti intervenuti e di cui sarebbe stato anche normale informare il Parlamento in precedenza, visto che questa interrogazione non solo è lì da molto tempo, ma è stata più volte sollecitata.

Sarebbe interessante avere un riscontro chiaro e avere idea di quali siano questi atti e in che modo è stata modificata questa convenzione. In pratica, nel 2007 è stata data in concessione per ulteriori venti anni, fino al 2026 (ma l’intenzione originaria era quella di fissare una scadenza più lontana), questa importantissima autostrada che incassa oltre 300 milioni all’anno, alla società che la gestiva già da quasi 40 anni se non di più. Questo in ragione del fatto che la suddetta società completasse questa struttura con l’autostrada Valdastico Nord: non con qualunque opera che si chiamasse Valdastico Nord, ma con questa autostrada. Dalle notizie che leggiamo sui giornali, questa autostrada non sarà un’autostrada ma un collegamento o un allargamento dell’attuale statale. Sarà qualcosa altro. Non si vede, a questo punto, perché non la si realizza, anche alla luce del fatto che quella convenzione del 2007, che è stata oggetto di attenzione (anzi, vi sono stati dei ritardi perché ci sono state delle eccezioni dell’Unione europea), veniva prorogata proprio perchè si doveva realizzare questa struttura.

E non mi risulta che su questa autostrada si siano ridotte le tariffe. Su questa autostrada le tariffe sono aumentate, negli ultimi dieci anni, del doppio dell’inflazione. Qual era la ragione di tale aumento? Fare le nuove infrastrutture. Ma non sono state fatte, né si faranno. Se ne farà una molto meno cara.

Purtroppo siamo ancora nella solita ottica. Faccio notare che, al di là delle considerazioni che si possono fare, gli ultimi dieci anni di questa concessione (cioè dall’anno scorso, fino al 2026) sono stati valutati da una grande società internazionale del settore autostradale, la spagnola Abertis, 1,2 milioni di euro. Ma non era più logico che tale somma stesse nelle casse dello Stato, come doveva essere fin dal 2007? Oppure, la si doveva fare adesso. O, almeno, qualche beneficio doveva andare a quegli automobilisti che transitano su questa affollatissima autostrada. Invece, si aumentano le tariffe per fare una nuova infrastruttura che non si fa, ma le tariffe restano alte lo stesso.

Io farò nuovamente l’accesso agli atti e spero che, questa volta, il Ministero o la Commissione per l’accesso siano maggiormente garantiste, perché io voglio scoprire cosa c’è dentro questa situazione. E voglio sapere chi ha firmato questi atti, perché, a seconda di chi ha firmato, è possibile che ci siano forti conflitti d’interesse. Il che mi è confermato dal fatto che questo nome non lo abbiamo neanche oggi.

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