ASTI-CUNEO. MALAN (FI), DAL GOVERNO ANCORA ANNUNCI E FURBERIE 838 MILIONI DI REGALO AL GRUPPO GAVIO

Magari si completasse l’autostrada Asti-Cuneo! I piemontesi la aspettano, e la pagano, da trent’anni, attraverso i pedaggi sulle misere tratte già completate (quasi completamente a spese pubbliche) e soprattutto sulla Torino-Piacenza. All’inizio di agosto 2019, al trionfale annuncio del ministro Toninelli di ripresa pressoché immediata dei lavori, dissi che non sarebbe successo nulla perché il piano proposto non era equo e non rispettava le norme europee sulla concorrenza. Avevo ragione.

Ora, nuovo governo, nuovo trionfale annuncio. Ma dalle carte mi pare che l’unica vera novità è che al posto del senatore Toninelli, ora c’è l’onorevole De Micheli. Restano tutti i problemi già molte volte denunciati: il totale oblio delle condizioni proposte dall’attuale concessionario quando vinse la gara indetta nel 2003, facendo esplodere i costi, non versando le somme previste in sede di gara, realizzando solo le tratte meno costose, non rispettando neanche alla lontana la scadenza del 2013 per completare i lavori.

Ciò che è cambiato rispetto alla gestione Delrio – ma l’aveva già fatto Toninelli – è che non è più prevista le proroga-regalo sulla Torino-Milano (il gruppo Gavio ha già ricevuto vent’anni di Torino-Piacenza in cambio del completamente dell’Asti-Cuneo, non eseguito). In apparenza un dovuto segno di rigore, anche se le proroghe sono esplicitamente proibite dalla legge italiana e dalle norme europee, dunque di proroghe non si dovrebbe neppure parlare. Ma al posto della proroga il concessionario godrà di un pauroso aumento del valore di subentro, cioè della somma da versargli a fine concessione, che anche nel piano appena lanciato sarà di ben 1,233 miliardi. Insomma, anziché guadagnare sui pedaggi degli automobilisti durante gli anni della proroga, il Gruppo Gavio incasserà subito una somma addirittura superiore con un quadruplo vantaggio: anticipa il guadagno, lo aumenta, azzera i rischi connessi alla gestione (problemi con i viadotti ecc.) e soprattutto parte con 1,2 miliardi di vantaggio rispetto ai concorrenti nella gara che finalmente si dovrebbe tenere nel 2026. Il tutto a spese degli automobilisti e degli autotrasportatori. C’è però una norma europea che limita il valore di subentro in 1,4 volte il margine operativo lordo annuale, proprio per non ammazzare la concorrenza e dunque ogni speranza di riduzione dei pedaggi. In pratica, per la norma europea, al massimo il gestore dovrebbe ricevere 395 milioni, mentre il generoso Governo delle quattro sinistre vorrebbe elargirne 1233, cioè 838 milioni di regalo illecito. Insomma, nel momento in cui tanti italiani si trovano senza reddito e migliaia di aziende sono sull’orlo della chiusura, al colosso internazionale delle autostrade si regalano 838 milioni. Mi sembra scontato che anche questa volta il Piemonte dovrà aspettare. E pagare i pedaggi come se l’Asti-Cuneo ci fosse.

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email