A seguito dell’ audizione dell’Amministratore delegato dell’autostrada Asti-Cuneo presso la commissione Lavori Pubblici del Senato, il senatore Malan ha dichiarato:
“Quanto abbiamo sentito conferma le forti perplessità sull’operato della gestione della Asti-Cuneo e anche del Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture. Abbiamo, infatti, appreso che si è passati da una previsione di 988 milioni di costi a 1,5 miliardi. E che questi aumenti, chiesti dal concessionario, sono stati autorizzati dal Ministero: in sostanza, 512 milioni di lavori autorizzati senza gara e senza sapere come e chi pagherà! Su questo chiederò chiarimenti al Ministro: se cambia drasticamente l’oggetto della gara, questa va annullata per farne una nuova.
L’aumento è stato spiegato con l’entrata in vigore di norme di sicurezza, ma altri lavori che hanno dovuto sottostare alle medesime norme non hanno registrato gli stessi aumenti. Ho poi chiesto, e mi è stata promessa una risposta scritta successiva, se è stata rispettata la condizione prevista dal bando del 2003, cioè che il socio privato – il Gruppo Gavio – doveva procurare i capitali per l’investimento in proprio e non a carico della società, dove è presente anche l’ANAS. Insomma, la cosa è stata gestita in modo estremamente discutibile.
Cosa positiva dell’audizione è stato il fatto che la società Asti-Cuneo ci ha finalmente fornito la convenzione stipulata nel 2004, documento che la commissione ha per mesi inutilmente richiesto al Ministero delle Infrastrutture. L’inadempienza del Ministero è spettacolare su tutta la linea e chi ne paga le spese è la popolazione piemontese, gli automobilisti e i contribuenti. Ritengo si debba prendere atto che la gara svoltasi nel 2004 non è più valida e ne vada rapidamente svolta un altra. L’attuale concessionario potrà gareggiare, ma alla pari con gli altri”.
