Autostrade per l’Italia: proroghe senza gara, aumenti tariffari e miliardi di ulteriori profitti

L’amministratore delegato sostiene il Governo Renzi e la riforma costituzionale: una coincidenza?

Interrogazione del senatore Malan al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti

 

Premesso che:

Autostrade per l’Italia SpA è di gran lunga il più grande concessionario autostradale d’Italia e tra i più grandi del mondo, avendo nel nostro Paese ricavi, nel 2014, di 3,3 miliardi di euro pari al 52,6 per cento del totale dei ricavi di tutto il settore, su una rete di ben 2.854,6 chilometri;

il margine operativo lordo nel 2014 è stato di ben 1,7 miliardi di euro, con un aumento del 9 per cento rispetto al 2013; nel 2015 si è toccato un ulteriore record intorno ai 2 miliardi, con un aumento di circa il 17 per cento sull’anno precedente e del 28 per cento rispetto al 2013; ciò anche grazie all’aumento delle tariffe dal 2008 al 2015 del 25,7 per cento a fronte di un’inflazione che nello stesso periodo è stata del 14 per cento; tali straordinari risultati hanno portato l’ingegner Giovanni Castellucci, amministratore delegato di Atlantia, azionista al 100 per cento di Autostrade per l’Italia, a un balzo nel compenso annuale da 1.524.000 euro nel 2013 ai 2.777.000 nel 2014, un incremento dell’82 per cento; mentre, purtroppo, nonostante lo spettacolare risultato di bilancio, nel 2015 ha dovuto subire una riduzione, sia pur moderata, scendendo a 2.759.000 euro;

Autostrade per l’Italia non ha mai vinto una gara per avere la concessione che attualmente detiene; nel 1997, con il Governo Prodi I, la convenzione tra ANAS e Autostrade ha prorogato la scadenza della concessione dal 2018 al 2038; in data 12 ottobre 2007 è stata sottosctitta tra ANAS SpA e Autostrade per l’Italia S.pA. la convenzione unica, poi approvata con l’art. 8-duodecies del decreto-legge 8 aprile 2008, n. 59, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 giugno 2008, n. 101; in data 24 dicembre 2013 è stato sottoscritto tra il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e Autostrade un primo atto aggiuntivo alla convenzione del 2007, approvato con decreto interministeriale del 30 dicembre 2013; risulta all’interrogante che in data 10 dicembre 2015 è stato sottoscritto tra Ministero e Autostrade il secondo atto aggiuntivo;

da un’intervista dell’ingegner Castellucci a “Affari&Finanza” del 23 maggio 2016 si apprende, da una parte, che il manager sostiene l’insieme dell’azione politica del Governo Renzi e in particolare la sua riforma costituzionale e, dall’altra, che il Ministero delle infrastrutture sta valutando l’ipotesi di concedere una proroga di 7 anni all’attuale concessionario per la realizzazione della gronda di Genova, che, secondo lo stesso Castellucci, avrebbe un costo di circa 4 miliardi di euro; dato il margine operativo lordo di 2 miliardi di euro all’anno, il beneficio netto per Autostrade sarebbe dunque di 10 miliardi; in alternativa, ci sarebbe un incremento tariffario aggiuntivo del 2 per cento per 8-9 anni, il che porterebbe, alla scadenza del 2038, ad analoghi risultati finanziari,

 

si chiede di sapere:

quale sia il contenuto delle citate convenzioni e dei relativi atti aggiuntivi;

se sia vero che l’atto aggiuntivo del 2013 è stato approvato in soli 2 giorni lavorativi, a cavallo del Natale, e, se tale fatto è confermato, per quale motivo procedure simili richiedano ordinariamente parecchi mesi;

se sia vero che la costruzione della gronda di Genova era già prevista dalla convenzione vigente o in uno degli atti aggiuntivi;

quali siano le valutazioni del Ministro in indirizzo sulle ipotesi di proroga della concessione o di consistenti aumenti tariffari e, in particolare, sugli 8-10 miliardi di euro di ulteriori profitti che ne deriverebbero a Autostrade per l’Italia.

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