BDTorino: “Autostrada Asti Cuneo: mezzo miliardo di costi in più”

di Massimo Calleri

Il Sen. Malan, a seguito del l’audizione dell’amministratore delegato dell’autostrada Asti-Cuneo presso la commissione Lavori Pubblici del Senato, ha dichiarato: “Quanto abbiamo sentito conferma le forti perplessità sull’operato della gestione della Asti-Cuneo e anche del ministero trasporti e infrastrutture. Abbiamo infatti appreso che si è passati da una previsione di 988 milioni di costi a 1,5 miliardi. E che questi aumenti, chiesti dal concessionario, sono stati autorizzati dal ministero: in sostanza, 512 milioni di lavori autorizzati senza gara e senza sapere come e chi pagherà!”.

Malan ha preannunciato la richiesta di chiarimenti al Ministro: “Se cambia drasticamente l’oggetto della gara, questa va annullata per farne una nuova. L’aumento è stato spiegato con l’entrata in vigore di norme di sicurezza, ma altri lavori che hanno dovuto sottostare alle medesime norme non hanno registrato gli stessi aumenti”.

Il Senatore dichiara altresì di aver chiesto, ricevendo peraltro la promessa di una risposta scritta successiva, se sia stata rispettata la condizione prevista dal bando del 2003 – e cioè che il socio privato, il Gruppo Gavio, avrebbe dovuto procurare i capitali per l’investimento in proprio e non a carico della società, dove è presente anche l’ANAS.

“Insomma – ha aggiunto Lucio Malan – la cosa è stata gestita in modo estremamente discutibile. Cosa positiva dell’audizione è stato il fatto che la società Asti-Cuneo ci ha finalmente fornito la convenzione stipulata nel 2004, documento che la commissione ha per mesi inutilmente richiesto al Ministero delle Infrastrutture. L’inadempienza del Ministero è spettacolare su tutta la linea, e chi ne paga le spese è la popolazione piemontese, gli automobilisti e i Contribuenti”.

Il Senatore Questore ha concluso evidenziando: “Ritengo si debba prendere atto che la gara svoltasi nel 2004 non è più valida e ne vada rapidamente svolta un’altra. L’attuale concessionario potrà gareggiare, ma alla pari con gli altri.”

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