CASO GUIDI. MALAN (FI): ECCO DOVE PORTANO LE “RIFORME” RENZIANE

“La vicenda dell’emendamento galeotto sponsorizzato dall’ormai ex Ministro Guidi per il suo compagno spiega molto bene a cosa servono le riforme costituzionali del Governo Renzi – sia quelle non ancora in vigore, sia quelle introdotte con le forzature continue di prassi e regolamenti.

L’emendamento Guidi-Gemelli, infatti, aveva già fatto capolino nello scandaloso decreto “Sblocca-Italia”, un decreto cosi urgente da essere rimasto nei cassetti di Palazzo Chigi sette settimane allo scopo di consultare i beneficiari – come ammise lo stesso presidente Renzi – che erano principalmente i titolari di concessioni autostradali. I quali – secondo uno studio di Giorgio Ragazzi di lavoce.info – potevano lucrare la bellezza di 16 miliardi di euro, in termini di maggiori margini, grazie a proroghe selvagge. La misura specifica, per ammissione dello stesso ministro Delrio, pare inapplicabile per contrasto alle norme europee – come da me ampiamente denunciato – ma, intanto, ritarderà le gare per diverse concessioni in scadenza come la Torino-Piacenza e le tratte Ativa intorno al capoluogo piemontese. Solo per queste due concessioni, ogni giorno di ritardo procura al concessionario mezzo milione di margini in più, a spese degli utenti e dello Stato.

Ora scopriamo che anche altri interessi, benché assai più piccoli, venivano tutelati in quel decreto. E l’emendamento Guidi-Gemelli veniva poi inserito nella Legge di Stabilità, approvata con il solito voto di fiducia, senza consentire né ai senatori né ai deputati di esaminare il contenuto. Viene perciò meno un serio controllo. Con la riforma Renzi-Boschi, simili abusi diverranno la regola e ci saranno sempre meno contrappesi a un Governo di affaristi giovani e meno giovani, affamati del denaro del Contribuente”.

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