Signor Presidente, signora Presidente del Consiglio, Ministri, colleghi senatori, desidero innanzitutto testimoniare al Presidente del Consiglio la solidarietà di tutti i senatori di Fratelli d’Italia per l’attacco davvero volgare – vogliamo tenerci molto nei termini – inopportuno e inaccettabile di cui è stata oggetto questa mattina. (Applausi). Questo anche se è uno dei molti attacchi che lei riceve quotidianamente, spesso anche proprio in quanto donna, e anche se coloro che la attaccano di solito sono quelli che finiscono peggio, per cui mi verrebbe quasi da solidarizzare con coloro che la attaccano, perché finiscono peggio, con brutte figure oppure con le sue risposte che chiudono la bocca ai suoi interlocutori.
Questo perché lei è inattaccabile anzitutto dal punto di vista personale per il suo impegno e per l’assenza di qualunque tipo di remora nel fare il bene della nostra Nazione. (Applausi). In secondo luogo, il ringraziamento va ai risultati del Governo, che sono davanti agli occhi di tutti: lo dicono le statistiche, lo dicono i numeri, spesso contrastati da vere e proprie fake news che sentiamo anche in quest’Aula.
L’Italia, nel primo trimestre del 2026, è cresciuta dello 0,63 per cento, la Germania dello 0,45 per cento, la Francia dello 0,37 per cento, seguite da tutti gli altri Stati dell’Unione europea. Eppure, ancora qualcuno parla di un’Italia “fanalino di coda”. Qualcuno lamenta – l’ho sentito proprio adesso – una produzione industriale in continuo peggioramento, ma non è vero. I dati emersi ieri certificano il terzo mese consecutivo di crescita della produzione industriale; negli ultimi otto mesi, sei mesi hanno registrato un segno positivo. (Applausi). Lo dico a coloro che non sono aggiornati o che, semplicemente in malafede, continuano a parlare di Italia “fanalino di coda”.
I nostri risultati sono ben altri: il minimo storico della disoccupazione; il massimo storico dell’occupazione; una Borsa che ha più che raddoppiato il proprio valore in tre anni; uno spread che si è ridotto a un terzo; l’Italia è diventata il quarto Paese esportatore nel mondo, superando tutti gli altri, eccetto i primi tre. Registriamo una tendenza generale al miglioramento in tanti settori, a partire dal turismo, dove siamo ai vertici mondiali con un incremento importantissimo, tra cui spicca un +43 per cento della spesa degli stranieri in Italia. Di fronte a questi risultati, sappiamo bene che tali traguardi non si raggiungono per caso. Non basta la fortuna o il semplice fatto di essere al vertice del secondo Governo più longevo della storia della Repubblica, un dato che ovviamente ci rende orgogliosi, ma se in questi tre anni e mezzo si sono raggiunti questi risultati, oltre a molti altri che non c’è ora il tempo di citare uno per uno, il merito va a un Presidente del Consiglio che ha le idee chiare, che ha saputo dare un impulso e mantenere la rotta, e a una coalizione unita e coesa che lavora con un solo intento: migliorare la situazione della nostra Nazione e degli italiani.
Dall’altra parte, invece, ci troviamo davanti a quello che si autodefinisce “campo largo”. Ed è davvero un campo largo, perché essendoci così tanto spazio vi crescono dentro le risoluzioni più disparate: oggi ne abbiamo una della maggioranza e ben quattro che nascono all’interno di quello che si autodefinisce “campo largo”. Non cito la quinta proposta, presentata legittimamente da Azione del senatore Calenda, che infatti non fa parte né del campo largo né della maggioranza.
È un campo talmente largo che vede il senatore Renzi compiacersi per la crescita – almeno nei sondaggi – dei consensi di Roberto Vannacci, ora parlamentare europeo. Il che fa un po’ pensare che vi sia una forma di collaborazione. Questo compiacimento da parte di un esponente del campo largo fa nascere il sospetto che vi sia una sorta di sinergia: se da una parte e dall’altra si attacca costantemente il Governo di centrodestra, che ha attuato una politica di centrodestra: evidentemente gli intenti, almeno negli esiti, rischiano di coincidere.
Detto questo, comprendo anche il senatore Renzi, che vede l’onorevole Vannacci superare in pochi mesi i consensi del proprio partito, quantomeno nei sondaggi; comprendo la sua attenzione in merito, ma magari sono i prodromi di una futura alleanza.
Di fronte a questi atteggiamenti devo dire, che noi non possiamo che ribadire e continuare a dire la verità e a riportare le cifre vere, perché non abbiamo bisogno di inventarci le fake news, ma possiamo accontentarci di dire le cose come sono.
Tra le altre cose, parlando di politica, al di là del solo aspetto economico, ho sentito dire, e me ne stupisco davvero per chi l’ha detto perché ne ho grande stima, che l’Italia sarebbe stata l’unica a inviare il suo Ministro degli esteri al Board of peace. Ricordo invece che al Board of peace ha partecipato la maggioranza degli Stati dell’Unione europea e l’Unione europea stessa ha mandato un suo rappresentante in qualità di osservatore, così come ha fatto l’Italia. Abbiamo addirittura una situazione inversa; bisognerebbe chiedere agli altri perché non hanno partecipato a un evento che ha visto la presenza di tutti i principali Paesi, tra cui, tra gli altri, anche il Regno Unito.
Allora, di fronte a quello che è stato fatto fino ad ora, di fronte alla determinazione e alla coesione del Governo, a partire dal Presidente del Consiglio, noi siamo certi che anche in questo vertice europeo l’Italia sarà rappresentata al meglio su tutti i temi importantissimi. Voglio citare la questione della immigrazione e della flessibilità per far fronte al caro energia, ricordando che grazie a questa si ottiene la possibilità di avere ulteriori risorse per crescere ancora nella produzione delle energie rinnovabili, settore in cui l’Italia proprio in questi mesi ha superato la media europea, registrando una crescita molto, ma molto maggiore di quella che c’è stata in passato. Ricordo che, grazie agli interventi già fatti e senza questa ulteriore flessibilità, oggi i prezzi dei carburanti sono inferiori, tenuto conto dell’inflazione, del 15-20 per cento rispetto a quelli del luglio 2022; in quel momento con una guerra in corso ed oggi, purtroppo, addirittura con due. I prezzi dell’energia elettrica allo stesso modo sono inferiori del 15 per cento rispetto al luglio del 2022. Noi siamo preoccupati, vorremmo che fossero ancora più bassi, ma fa specie che coloro che governavano nel luglio del 2022, con dei prezzi del 15-20 per cento più alti, dicono che oggi siamo all’emergenza, all’epoca invece andava molto bene.
Pertanto, Presidente Meloni, sappiamo che anche questa volta l’Italia sarà difesa nei modi più appropriati su tutti i temi. Ricordo, oltre all’immigrazione, la questione della droga e le altre che toccano da vicino la vita e le famiglie di tutti gli italiani. Grazie per l’opera svolta fino ad oggi e per l’impegno a livello europeo ed internazionale.
