Concessioni autostradali: interrogazione a risposta immediata al Ministro Delrio

“Signor Ministro,

l’articolo 178 del nuovo Codice appalti stabilisce che, per le concessioni autostradali che scadono entro aprile 2018, la procedura per la gara vada avviata nel più breve tempo possibile.

La concessione piemontese relativa scade tra soli tre mesi e la Torino-Piacenza tra un anno; dunque, le procedure avrebbero già dovuto essere avviate da tempo, poiché richiedono circa due anni per giungere al termine e ogni giorno di proroga implicita, determinato da questo ritardo, frutta al concessionario – che, guarda caso, è lo stesso per le due – mezzo milione extra di profitti. Le chiedo: quando verranno indette le gare per queste due tratte?

Quanto all’articolo 183, le Commissioni di Senato e Camera avevano chiesto di inserire l’esclusione dell’applicazione del cosiddetto project financing per il rinnovo delle concessioni – perché non c’è alcun progetto nel rinnovare una concessione, a meno che non lo si usi in modo strumentale. Il fatto che il Governo abbia disatteso il parere pressoché unanime di entrambe le Commissioni vuol dire che intende applicare questo articolo? Intende applicarlo anche alle due concessioni che ho citato precedentemente, azzerando praticamente le gare, perché le altre due concessioni in scadenza sono state – di fatto – rinnovate con il metodo in house, usato peraltro in modo improprio? Mi riferisco alle autostrade del Brennero e alle Autovie venete.

Lei stesso ha più volte dichiarato che, per il rinnovo delle concessioni, la gara deve essere la regola e non l’eccezione; per adesso abbiamo visto solo eccezioni e vorremmo vedere, ogni tanto, la regola. Almeno una volta, Signor Ministro”.

Risposta del Ministro Delrio

[…] Per quanto riguarda il tema dei project financing […] La Brescia-Padova ha ottenuto un prolungamento di concessione dalla Unione europea fino al 2026. Quindi, la sua concessione non è stata prorogata, bensì è in essere fino al 2026.

L’Unione europea, concedendo tale prolungamento, ha contestualmente detto che la concessione poteva essere revocata nel caso non si trovasse una soluzione alla costruzione della Valdastico. La costruzione della Valdastico, cioè del corridoio che collega la provincia di Trento al Veneto, è un progetto per il quale il mio predecessore aveva chiesto due anni di tempo (2013-2015) all’Unione europea, per predisporre l’intesa con la Regione e la Provincia di Trento.

Non essendo stato concesso questo tempo, ho chiesto di poter continuare la discussione e abbiamo così ottenuto il via libera sostanziale a costruire un corridoio che – come tutte le opere che ho intenzione di promuovere – per il quale non vi è overdesign. È inutile realizzare autostrade a pedaggio con sei corsie, tre per senso di marcia, per l’overdesign, dietro il quale si celano interessi non propri del Paese. Abbiamo avanzato una proposta di corridoio, il quale verrà analizzato nel suo tracciato e nelle sue caratteristiche seguendo una impostazione di sobrietà di costi e di immediata realizzabilità.

Non c’è stata quindi alcuna proroga e non abbiamo intenzione di concederne attraverso procedure strane come il project financing ad ATIVA o alla Torino-Piacenza.

Sono già partite le procedure che istruiscono dette pratiche. Come il senatore Malan giustamente sottolinea, difendo il fatto che le gare siano la regola. Così è scritto nel Codice e noi lo dobbiamo seguire. Diverso è stato il tema della concessione in house, che è una facoltà che l’Unione europea concede e che noi abbiamo utilizzato anche per sanare e rendere regolari alcune situazioni completamente confuse. E, quindi, abbiamo chiesto l’autorizzazione all’Unione europea, visto che, di fatto, di quelle autostrade – come Lei sa meglio di me – in ogni caso la stragrande maggioranza degli azionisti è pubblica. Non erano quindi autostrade gestite da privati ma a gestione pubblica, dove però vi è una situazione che non sto a ricostruire in questa sede per problemi di tempo.

La concessione in house è legittima ma la scelta delle gare è la regola, e noi continuiamo in questa direzione. Allo stesso modo, non è escluso dal Codice il tema del ricorso al project financing invece della concessione, ma certamente non è possibile – e il Ministero lo afferma con molta chiarezza – per evitare la gara, chiedere una proroga della concessione esistente, perché per noi non sarebbe corretto. Le concessioni stanno scadendo e, quindi, dobbiamo procedere rapidamente. […]

Testo integrale

 

Replica del Senatore Malan

Signor Ministro, io mi dichiaro soddisfatto per la Sua risposta per quanto riguarda le due tratte prossime alla scadenza. Lei ha preso l’impegno di avviare la procedura; anzi, dice che è addirittura già avviata, e quindi la prendo in parola. Nei Parlamenti che si rispettano, la parola del Ministro è molto importante per entrambe le parti e noi speriamo di essere un Parlamento che si rispetti.

Per quanto riguarda gli affidamenti in house: su questo, come su altri argomenti, può darsi che qualcosa sia concesso dall’Unione europea, ma dobbiamo innanzitutto rendere conto ai cittadini italiani più che ai burocrati europei: se una cosa conviene ai cittadini italiani, facciamola anche se i burocrati europei non la consentono. Inoltre, fare le gare secondo il Codice degli appalti è conveniente anche quando l’alternativa è darli a una partecipata molto vicina ai Partiti di Governo.

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