Cosa farà il presidente del CIPE sull’affare CDP-Atlantia?

Al Presidente del Consiglio dei Ministri – Sen. Malan

Premesso che:

Premesso che:

il Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica e lo Sviluppo Sostenibile (CIPESS, già CIPE), presieduto dal Presidente del Consiglio dei Ministri, è chiamato ad esprimersi sul Piano economico finanziario relativo alla Convenzione unica tra ANAS S.p.A. e Autostrade per l’Italia S.p.A., nonché sull’operazione dell’acquisto delle quote detenute da Atlantia in ASPI da parte di una cordata guidata da Cassa Depositi e Prestiti;

il Piano proposto da ASPI comporta un aumento dei pedaggi su tutta la sua rete pari all’1,75% all’anno fino al 2038; mentre per i calcoli dell’Autorità per la Regolazione dei Trasporti esso non dovrebbe superare lo 0,87%, determinando una differenza di esborsi da parte degli utenti autostradali di oltre 6 miliardi di euro in caso di accettazione del piano stesso;

tale aumento contribuisce ad alzare il valore delle azioni di Aspi, il cui acquisto verrebbe a costare complessivamente circa 21,9 miliardi, tra valutazione della società in 9,3 miliardi, accollo degli 8,8 miliardi di debiti della società stessa (continuo ricorso all’indebitamento apparentemente finalizzato ad assicurare l’erogazione dei dividendi), accollo del pagamento dei danni determinati dal crollo del Ponte Morandi e rimborso per il calo degli incassi causa Covid-19;

avvalendosi della facoltà di recesso di cui all’articolo 9-bis della Convenzione Unica del 2007 lo Stato, spendendo 13,8 miliardi, 8,1 miliardi in meno, tornerebbe in pieno possesso della attuale rete ASPI, con la possibilità di mettere a gara la concessione, eventualmente spacchettata in tre per avere maggiore concorrenza, per la ordinaria durata di trenta anni e ottenere decine di miliardi di euro da investire in nuove infrastrutture, oppure abbattere drasticamente i pedaggi, con beneficio per la competitività del sistema Italia e per gli utenti;

con l’operazione in preparazione, CDP acquisirebbe il 51% delle azioni ASPI oggi in mano ad Atlantia, mentre il 49% andrebbe a fondi stranieri; la quota Atlantia in ASPI è però solo dell’88%, dunque CDP otterrebbe soltanto il 45,4% circa di ASPI; i soggetti privati sarebbero dunque la maggioranza e potrebbero decidere la linea aziendale, anche in continuità, seppur in modo meno plateale, della precedente gestione volta alla minimizzazione di investimenti, riparazioni e manutenzione e massimizzare gli utili;

a fronte di un esborso di 21,9 CDP e soci acquisirebbero l’88% di ASPI, il cui unico patrimonio è la concessione di autostrade di proprietà dello Stato in scadenza nel 2038; ASPI è solo una parte del patrimonio di Atlantia, che comprende la maggioranza in Abertis, che possiede la lucrosissima concessione della Brescia-Padova, il 96% di Aeroporti di Roma S.p.A. e altro ancora; Atlantia capitalizza oggi in borsa poco più di 13 miliardi, 8,9 miliardi meno dell’esborso di CDP per una parte di una parte di essa;

si chiede di sapere:

quale sarà la sua posizione, quale presidente del CIPESS sia sul Piano economico finanziario proposto da ASPI con il relativo aumento dei pedaggi dell’1.75% all’anno dopo aumenti negli scorsi quattordici anni molto superiori all’inflazione, e sull’operazione di CDP sulle quote di ASPI detenute da Atlantia, tenuto conto dell’alternativa del recesso che farebbe risparmiare oltre 8 miliardi e riporterebbe la disponibilità della rete autostradale allo Stato.

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email