Covid: Malan, nuovo testimone richieste esorbitanti mascherine

Roma, 8 apr. – “Per la seconda volta un imprenditore ha
raccontato in esame testimoniale davanti alla Commissione Covid
di aver incontrato l’avvocato Luca Di Donna, qualificatosi come
collega di studio dell’allora presidente del Consiglio Conte. Di
Donna gli avrebbe prospettato di essere in grado di risolvere i
problemi esistenti tra lui e la struttura commissariale e di
potergli procurare nuovi contratti per la fornitura di materiale
necessario a fronteggiare l’emergenza a fronte di un contratto
di consulenza con percentuali abnormi sul fatturato, in
quest’ultimo caso il 10%”. Cosi’ in una nota Lucio Malan,
presidente dei senatori di Fratelli d’Italia. “L’ing. Dario
Bianchi – riprende – oggi ha riferito di aver avuto ben tre
incontri con l’avv. Di Donna, presso lo studio del prof. Alpa e
anche presso l’abitazione del legale. E’ inquietante anche
quanto l’ingegnere ha riferito su cio’ che e’ avvenuto a seguito
del suo rifiuto di accettare tale presunta consulenza: non solo
non ha avuto nuovi contratti nonostante la grande necessita’ di
materiale per l’emergenza, ma ha subito ogni sorta di controlli
e un improvviso cambiamento nei controlli sulla merce fornita
per un contratto precedente, che e’ finita bloccata e non
pagata; addirittura non venivano aperte le Pec che l’azienda di
Bianchi inviava alla struttura commissariale. Il tutto mentre la
struttura stessa acquistava a caro prezzo grandi quantita’ di
mascherine non a norma da aziende cinesi. Va fatta chiarezza –
conclude – sui motivi di tali evidenti differenze di
trattamento. Non ci fermeremo”.

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