DL SCUOLA. Oggi è il 27 maggio e ancora non si sa quando saranno gli esami di maturità

Signor Presidente, mi richiamo all’intervento già svolto dalla senatrice Gallone nell’illustrare la nostra questione pregiudiziale. Ribadisco ovviamente che voteremo a favore di questa pregiudiziale perché siamo preoccupati per l’andamento della scuola italiana.

La scuola determina ciò che sarà il Paese; anzi, è l’indice di ciò che è il Paese. Il volere una scuola irrigidita, burocratizzata, monopolare, che non consente il pluralismo perché ignora la gravissima difficoltà in cui si trovano le scuole paritarie, i loro allievi e i suoi insegnanti non è davvero un indice di attenzione per la scuola. Oggi è il 27 maggio e ancora non si sa quando ci saranno gli esami di Stato, già chiamati esami di maturità. Quasi tutte le sere, però, abbiamo delle uscite di esponenti del Governo che ci dicono che sarà in un modo e poi in un altro; che saranno tutti promossi e poi che non è vero che saranno tutti promossi e questo va avanti da settimane. C’è una disattenzione – per usare una parola molto gentile – veramente molto grave su una materia importante come la scuola. Si dice che l’esperimento della scuola a distanza è stato un grande successo quando, anche da indagini demoscopiche, sappiamo che quasi la metà delle famiglie non è riuscita a far seguire ai propri bambini queste lezioni perché ci sono dei problemi di scarsa copertura Internet in molte parti del nostro Paese e non parlo soltanto del Sud, ma anche di certe aree del Nord. Ci sono tantissime famiglie che non hanno la strumentazione e ci sono delle famiglie con più di un bambino che hanno grosse difficoltà a far seguire a più di un bambino le lezioni. Indubbiamente tali difficoltà erano impreviste, ma non si può dire che è un successo se non si hanno certezze neppure sulla data degli esami e se si discrimina con danno, – neanche nel medio ma nel breve termine – per le finanze pubbliche. Se infatti le scuole private paritarie chiudono, ci saranno centinaia di migliaia di studenti che si riverseranno nelle scuole statali e i costi aumenteranno perché allo Stato costano veramente molto di più gli studenti che frequentano le scuole statali di quelli che vanno alle scuole private, e questo non può essere un successo.

Non riteniamo che questo decreto-legge dia le risposte necessarie al Paese e per questo voteremo favorevolmente la pregiudiziale al fine di non far proseguire il suo esame.

 

 

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