Doppio standard, doppie verità e un’ipocrisia sull’altra: finora, il Senato non ha ancora potuto discutere di un solo provvedimento senza l’apposizione della questione di fiducia

Nello stesso arco di tempo in cui la Casa della Libertà aveva votato 628 volte e approvato 10 provvedimenti senza mai porre fiducia, il Governo di Sinistra tronca tutte le discussioni e approva solo due provvedimenti ponendo la fiducia

Intervento in Aula sui lavori del Senato

Signor Presidente,

quando cambiano i ruoli di Maggioranza e Opposizione – chi è stato in Maggioranza per cinque anni passa all’Opposizione e viceversa – è normale che quanto è stato fatto da una parte venga messo in atto dall’altra. Non sono interessato a una polemica scontata, ad accusare la Maggioranza di agire come è normale che faccia; così come, quando facevamo parte della Maggioranza, non accusavo l’Opposizione perché operava come era perfettamente normale che facesse. Sarebbe indice di una certa ipocrisia. Anche per quanto riguarda il cambio di Camera: sicuramente, Collega Boccia, non penso che Lei nella scorsa legislatura alla Camera si scandalizzasse quando la sua parte faceva tutto il possibile per far mancare il numero legale, essendo presente in scarsa misura, mentre la Maggioranza – come è normale – doveva essere presente.

Questo improvviso cambio di standard quando cambiano i ruoli è, francamente, qualcosa che credo prenda nella rete ben poche persone tra coloro che seguono i lavori parlamentari. Ma tutto ciò sarebbe ancora nulla: il fatto è che manca il senso della misura. L’attuale Maggioranza non sta facendo quello che la nostra Maggioranza della Casa delle Libertà ha fatto per cinque anni.

Vorrei ricordare – e ribadisco i dati che ho citato prima – che la Casa delle libertà, a questo punto della legislatura, aveva già approvato dieci provvedimenti e non aveva ancora posto una sola volta la questione di fiducia. Voi non avete approvato in via definitiva alcun provvedimento; diciamo che ne avete approvati due al Senato e su questi, entrambe le volte, avete posto la fiducia, con modalità che mai erano state applicate nella storia del Senato. Allora, dopo che si procede in questo modo, dopo che si toglie all’Opposizione persino il poco spazio che ha nel caso in cui il Governo decida di porre la fiducia, ebbene, è francamente al di là di ogni limite accusarci di ostruzionismo, come alcuni Colleghi – spero per inesperienza di quest’Aula e non per malafede – hanno fatto. Mi chiedo dove sia l’ostruzionismo quando l’Opposizione finora, in un mese e mezzo di legislatura, è riuscita a ottenere due voti, mentre – lo ripeto – cinque anni fa, dopo che era trascorso lo stesso tempo di legislatura, si era votato 628 volte, senza che in nessun caso fosse stata troncata la discussione con la pur legittima apposizione della questione di fiducia.

Ma non finisce ancora qui, perché questo comportamento e queste accuse, laddove la doppia verità e il doppio standard sono veramente il fondamento morale, provengono da quella parte politica che, durante la campagna elettorale, ci ha parlato di “dialogo e concertazione”, salvo poi disapplicarle alla prima occasione. Forse no: alla prima occasione, la concertazione l’avete applicata tra i diversi Ministri quando si è trattato di aumentare il numero dei Dicasteri ma, quando si è trattato di avere a che fare con le prime categorie, “dialogo e concertazione” si sono trasformate nel metodo che, francamente, mi sento di definire, con parametri storici, “tirannico” – cioè quello di emanare una norma molto severa e farla entrare in vigore subito, ricorrendo a un decreto-legge, salvo poi riservarsi la clemenza del tiranno di dire: «Ma no, se vi comportate bene possiamo addolcire un po’ queste norme».

Quindi, questa stessa Maggioranza e questa stessa coalizione che ha parlato di dialogo e di concertazione in campagna elettorale, che durante la campagna referendaria ha accusato la nostra riforma – che non comprimeva assolutamente il ruolo della Camera e del Senato, anzi, il Senato veniva reso completamente indipendente dall’Esecutivo e la Camera aveva pienamente conferito e confermato il suo ruolo di legislazione – di voler strozzare il lavoro del Parlamento, adesso ci viene a fare la morale perché osiamo – pensa un po’ – chiedere di portare in Aula i provvedimenti e di discuterli, possibilmente senza vedere sempre e regolarmente posta la questione di fiducia. Fino ad ora, infatti, non abbiamo ancora potuto discutere di un solo provvedimento senza l’apposizione della questione di fiducia. In altre parole, fino ad ora nessun senatore ha potuto prendere la parola in Aula – se non in queste occasioni richieste da noi, e ci prendiamo il merito di avere portato i provvedimenti in Aula per chiedere che i presupposti di necessità e urgenza fossero confermati in questa sede – prima che il testo del provvedimento fosse ormai reso definitivo e immodificabile dall’apposizione della questione di fiducia.

Il doppio standard che si aggiunge alla doppia ipocrisia – un’ipocrisia sull’altra – francamente è davvero troppo! Accontentatevi di quello che già fate ed evitate almeno di farci la morale!

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