FIERI DELL’ OPERATO DEL GOVERNO MELONI, DALL’ ITALIA PIÙ AIUTI DI TUTTI

MALAN (FdI). Signor Presidente, signor Ministro degli affari esteri, membri del Governo, colleghi senatori, innanzitutto voglio dire che i senatori di Fratelli d’Italia sono fieri di quanto ha fatto il Governo su questa crisi negli ultimi due anni. (Applausi).
Siamo fieri del fatto che l’Italia abbia tenuto rapporti credibili, positivi e produttivi con lo Stato di Israele. Senza questi rapporti non sarebbero stati possibili gli aiuti, non sarebbe stato possibile portare in Italia tanti bambini da curare, non sarebbe stato possibile neanche l’intervento a favore di coloro che hanno partecipato alla missione della Flotilla.
L’Italia ha mantenuto rapporti credibili, positivi e produttivi con i Paesi arabi, a partire da quelli che sono vicini allo Stato di Israele. Ha mantenuto rapporti positivi con gli Stati Uniti, con l’amministrazione precedente e con l’amministrazione attuale, perché, per noi, l’alleanza con gli Stati Uniti non dipende da come votano gli elettori americani, ma dipende dal fatto che da ottant’anni abbiamo un legame con gli Stati Uniti, che hanno portato e mantenuto la libertà in Europa. Altri, invece, ritengono che l’alleanza con gli Stati Uniti vada a seconda di quali siano i giudizi rispetto alle scelte che gli elettori americani democraticamente fanno. (Applausi).
L’Italia ha mantenuto i rapporti, naturalmente, come protagonista all’interno dell’Unione europea. In particolare in questa vicenda l’Italia ha tenuto la posizione giusta il 7 ottobre. Dopo il mostruoso attacco del 7 ottobre, ha immediatamente riconosciuto il diritto di Israele innanzitutto ad esistere e a difendersi. Ricordiamo, infatti, che non si tratta soltanto, come se fosse poco, dei 1.400 morti del 7 ottobre (è come se avessero ucciso qualche decina di migliaia di italiani rispetto alla nostra popolazione), ma dell’intento dichiarato, da parte di Hamas e delle altre organizzazioni vicine ad Hamas, di fare di quel giorno il primo di tanti episodi per portare alla distruzione ed allo sterminio totale degli ebrei che si trovano in quella terra (intendo dire terra di Israele, non certo una terra dove non ci sono israeliani e non ci sono ebrei). Dal 2005, infatti, il Governo israeliano di Ariel Sharon ha deportato gli israeliani che erano in quell’area. Li ha portati via dalle loro case contro la loro volontà e da allora quell’area è stata governata da chi nel 2005, per una sola volta, è stato scelto, cioè Hamas, che poi ha mantenuto il potere, diventando la più grande piaga e il più grande ostacolo al riconoscimento dello Stato della Palestina.
Quando c’è una forza terroristica che usa il territorio che governa per colpire sistematicamente la popolazione civile dello Stato di Israele e che ha, nei suoi obiettivi dichiarati, oltre ad estendere il dominio del loro fondamentalismo in ben altre terre, incluso il resto del mondo, ha l’obiettivo della eliminazione della presenza ebraica da quella terra, è chiaro che non ci può essere futuro per lo Stato della Palestina.
Quando un’organizzazione usa sistematicamente ed in modo programmatico la strategia degli scudi umani, è chiaro che non è una organizzazione degna di poter riscuotere qualunque tipo di credito all’estero.
L’Italia ha poi portato, come è stato detto più volte, più aiuti di qualunque altro Stato europeo. Ha portato in Italia, per curarle, un gran numero di persone, in particolare bambini palestinesi. Lo ha fatto più di tutti gli altri Stati europei messi insieme, che però magari hanno riconosciuto lo stato della Palestina. Magari, però, continuano anche a commerciare in armi con Israele, come la Spagna, che poi viene additata come modello. (Applausi).
Però la Spagna va bene, perché ha riconosciuto lo Stato della Palestina; come riconoscenza, poi, le organizzazioni pro-Pal hanno impedito di concludere la Vuelta, una delle più grandi manifestazioni sportive della Spagna, ma lasciamo stare.
Noi siamo fieri della posizione che il Governo ha tenuto per quanto riguarda la vicenda della Flotilla, perché è stato giusto, da parte del Presidente del Consiglio, denunciare i pericoli e il velleitarismo di quella impresa, ma allo stesso tempo il Governo ha ritenuto giusto tutelare quel gruppo di persone, tra le quali gli italiani erano solo una delle nazionalità, mentre altri Paesi, con l’eccezione della Spagna, non hanno mandato proprio nessuno. Questo meriterebbe un riconoscimento, anziché continui attacchi al Governo. (Applausi). Creare artificiosamente e cercare di far apparire che vi siano una posizione del ministro della difesa Crosetto, un’altra del ministro della difesa Tajani e un’altra del presidente del Consiglio Meloni è una cosa completamente infondata, che respingiamo completamente. L’azione del Governo è stata assolutamente unitaria e concordata: ecco perché è stata efficace, cosa che penso sarebbe molto difficile fare con un Governo del cosiddetto campo largo. Per noi la libertà di espressione e di manifestare il proprio pensiero e le proprie opinioni è da rispettare sempre, non soltanto quando qualcuno manifesta opinioni che ci piacciono, ma anche quando manifesta opinioni che non ci piacciono. (Applausi).
A questo proposito, ricordo che l’Italia ha sempre consentito le manifestazioni pro-Pal, naturalmente prendendo misure adeguate per contrastare i fenomeni di violenza. Ricordo la Francia di Emmanuel Macron, che da molti a sinistra viene citato come un fulgido esempio, non soltanto per quello che fa, ma forse per il fatto che continua a stare al Governo, pur avendo perso tutte le ultime elezioni; questo è probabilmente un modello per la nostra sinistra, che è abituata a fare questo stesso sport. (Applausi). Ebbene, in Francia in questi due anni sono sempre state proibite tutte le manifestazioni pro-Pal, perché potevano causare disordini; in altri Paesi ne sono state vietate centinaia. Qui sono state consentite tutte; purtroppo qualcuno troppo spesso ha approfittato di queste manifestazioni per usare ogni sorta di atti violenti, anche recentemente. E questi atti violenti sono stati sì condannati, sia pure non con particolare enfasi, ma comunque sono stati condannati dalle forze politiche rappresentate qui. Però, quando si dice ogni giorno, tranne in un intervento oggi, che l’Italia è complice di genocidio, si giustifica moralmente chi va in piazza a spaccare, tutto ad attaccare poliziotti e carabinieri, a distruggere infrastrutture, a impedire ai cittadini di esercitare la loro libertà di spostamento, perché c’è libertà di manifestazione, ma la manifestazione non vuol dire bloccare le infrastrutture e rendere impossibile la vita a chi vuole fare altre cose, a chi vuole lavorare, a chi vuole andare a trovare dei parenti, magari malati. Questo non è ammissibile.
Ebbene, oggi ci troviamo di fronte a un piano di pace che ha ricevuto il sostegno dei principali Paesi europei (della Germania, della Francia, del Regno Unito) e che ha ottenuto il sostegno della Lega araba. In particolare, ha ottenuto il sostegno di Egitto, Giordania, Qatar, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Turchia, Indonesia e Pakistan; sono Paesi che sommano 800 milioni di abitanti, in gran parte musulmani. Loro l’hanno accettato e lo sostengono. Lo sostengono le Nazioni Unite, l’Unione europea, l’Autorità nazionale palestinese; ha espresso parole di sostegno il Papa e persino Hamas lo sta considerando (ce l’ha detto il Ministro degli affari esteri poco fa). Invece qui assisteremo, come è stato preannunciato, a una astensione su questo piano, che raccoglie un sostegno così ampio nel mondo, per cui ci si equipara a coloro che non fanno parte di questi Paesi. Devo dire che in questo momento l’unico che sta considerando se accettare o no, nell’ambito dei Paesi interessati, è Hamas.
Non dico che in questo modo ci si equipari ad Hamas, perché non lo credo certamente e so che non è questa la volontà, ma dal punto di vista del risultato è così: non si pronunciano, perché io non ho sentito altre giustificazioni oltre al fatto che il piano non gli piace perché il Governo italiano lo sostiene e probabilmente non possono dire – o meglio possono dirlo – che non gli piace perché è promosso dal presidente Trump, che viene spesso definito, a cominciare dal segretario del Partito Democratico Elly Schlein, come una specie di mostro, come uno che non potrà mai essere qualcosa di simile a un alleato. Noi invece pensiamo che il dovere del Governo sia quello di lavorare per la pace, nell’interesse dell’Italia, per tenere alto il nome dell’Italia, che difende i valori democratici, la libertà e la pace in tutto il mondo e questo il Governo guidato da Giorgia Meloni, con il ministro Tajani, con tutti i Ministri e con tutta la maggioranza di Governo, lo sta facendo e noi ne siamo fieri. (Applausi).

Torna in alto