Giorno della Memoria: “Negare quanto è avvenuto è come tentare di ripeterlo”

Intervento del senatore Malan in apertura dei lavori dell’Aula

Signor Presidente, voglio associarmi alle parole della senatrice Amati, assieme alla quale, come secondo firmatario, ho sottoscritto il disegno di legge al quale la Senatrice ha accennato (disegno di legge di introduzione del negazionismo come aggravante del reato di propaganda, pubblica istigazione e pubblico incitamento a commettere atti di discriminazione razziale, come definiti dallo statuto della Corte penale internazionale – ndr). Siamo in un momento in cui sarebbe importante approvare questa legge – non soltanto per la data del 27 gennaio, ma per quello che vediamo in giro. In Francia c’è chi, parte delle Autorità, ha suggerito agli ebrei di non portare la kippah che li rende riconoscibili, così come certi abiti tradizionali hanno reso riconoscibile l’ebreo che è stato accoltellato a Milano qualche mese fa.

Non stiamo parlando dunque di fatti avvenuti ormai 71 anni fa ma di avvenimenti di questi tempi, che spingono – per esempio – tanti ebrei francesi, molto più numerosi che in Italia, a considerare il fatto di andare o “salire” – come dicono loro – in Israele non una scelta obbligata (che molti altri hanno fatto) ma un modo per essere, quasi ironicamente, più sicuri; un Paese, Israele, che è soggetto ogni giorno ad attacchi – a proposito dei quali, però, si parla soltanto delle reazioni e non degli attacchi stessi (accoltellamenti o missili che vengono da aree circostanti).

Mi permetto di aggiungere sommessamente alcune considerazioni perché, all’inizio dei lavori dell’Aula, abbiamo pochi minuti a disposizione e non voglio né dilungarmi né approfondire: si è parlato molto della visita di Rouhani, così come delle polemiche per la vicenda delle statue, ma ricordo che Rouhani è il Presidente dell’Iran: anche se non l’Autorità suprema (l’Autorità suprema è la cosiddetta guida spirituale, Ali Khamenei), sia lui sia Khamenei hanno ribadito più volte la necessità e l’imminenza dell’annientamento dello Stato di Israele.

Ora, non si può fingere che lo Stato d’Israele sia cosa diversa dal Popolo ebraico. Non lo include tutto ma, certamente, ne é parte. Il fatto che, in occasione della Giornata della Memoria, c’è stata questa visita appare grave. Non mi risulta, poi, sia stata sollevata la questione – il ricordo della Giornata della Memoria resta comunque – di una legge che metta per iscritto che negare quanto è avvenuto è come tentare di ripeterlo di nuovo. Per qualcuno è questo il significato.

Ricordo un’ultima cosa: anche questo anno, per il terzo anno consecutivo, a Teheran si terrà una “Rassegna della vignetta sull’Olocausto”, sostenuta dalle Autorità statali, dove il tema è ovviamente la negazione della Shoah e dove il pezzo forte sono degli ebrei che mettono su un set cinematografico per raffigurare Auschwitz. Questo dovrebbe dirci qualcosa. Non stiamo parlando di follie o di persone che negano che la terra sia rotonda, ma di fatti e persone reali che dovrebbero renderci ben partecipi poiché, anche in quest’Aula, a suo tempo, anche se con un assetto ben diverso, furono votate le infami leggi razziali o, piuttosto, razziste. Ricordiamo che, certamente, nell’insieme, le Autorità italiane sono state responsabili di un numero di morti enormemente inferiore a quanto avvenuto in altri Paesi, ma l’infamia è la stessa; e ricordiamo che, quando gli ebrei furono messi fuori dalle università, dalle scuole, dall’insegnamento e da ogni funzione pubblica, non si ha notizia di qualcuno che rinunciò perché la cattedra gli era arrivata in questo modo. Sono tutti fatti che, inseriti in quel contesto, si possono anche capire, ma non si devono né approvare né dimenticare.

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