I provvedimenti che incidono sulla vita degli italiani si discutono in aula e non nei corridoi

Signor Presidente, intervengo sull’ordine dei lavori, a proposito di quanto riferito dal presidente Parrini. Io ricordo che questo decreto-legge del 26 novembre, che introduce la vaccinazione obbligatoria per i corpi di polizia, per il personale scolastico e altre misure, è stato ampiamente superato dai decreti-legge del 24 dicembre, del 30 dicembre e del 7 gennaio.

Gli emendamenti sono stati presentati col termine, non prorogato, del 14 dicembre. Dal 14 dicembre sono passati 29 giorni e ancora non si è potuto iniziare l’esame degli emendamenti, perché nell’ambito della maggioranza ci si deve mettere d’accordo. Noi dovevamo iniziare i lavori ieri alle ore 15. C’è stato un rinvio ad oggi per questa motivazione ma, alle ore 9, non avevamo fatto neanche un secondo di discussione per l’assenza del Governo. Assenza chiaramente voluta, dal momento che il rappresentante del Governo, che ha tutto il diritto di stare dove gli pare, si trovava nel corridoio fuori l’aula della Commissione.

Allora, la Costituzione e la decenza dicono che le leggi si discutono in Aula, in Commissione, davanti ai cittadini, con un verbale e non in interminabili negoziati nell’ambito della maggioranza o nell’ambito di chi volete voi.

Questo va benissimo, è normale che succeda, ma bisognerebbe rispettare un minimo di decenza nei tempi perché questi provvedimenti incidono pesantissimamente sulla vita degli italiani e non possono essere discussi nei corridoi, a scapito totale della possibilità di esaminarlo dove si può votare, dove la Costituzione stabilisce che si debba votare e cioè in Commissione e in Assemblea. Non sfugge infatti che pare si voglia esaurire la discussione del decreto-legge oggi perché domani non c’è seduta. È tutto riservato al corridoio e nulla arriva nelle sedi proprie istituzionali, in una situazione nella quale per di più esaminiamo un decreto-legge che è stato ampiamente superato da tutti gli altri se non per alcuni dettagli, sui quali comunque riescono a inchiodarsi. Va benissimo, posso anche comprendere i problemi della maggioranza, ma lo si faccia nel rispetto degli orari, della decenza e della necessità di esaminare i provvedimenti in Commissione e in Assemblea, non nei corridoi, non nei negoziati privati o nelle trattative private. (Applausi).

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