Il fuoco che aveva acceso Charlie Kirk non era certo quello della violenza, ma di ideali, di democrazia, di libertà. Noi siamo con quel fuoco.

Signor Presidente, giovedì scorso, mentre teneva uno dei suoi colloqui aperti a tutti e specialmente a coloro che avevano opinioni diverse dalle sue, Charlie Kirk, che aveva trentun anni, sposato, con due figli di tre e un anno, è stato ucciso da un colpo di fucile. Un atto di violenza molto simile, ma purtroppo con esito fatale, a quello con il quale era stato tentato l’assassinio dell’attuale presidente Trump, quando era candidato nel luglio dell’anno scorso. Sono casi estremi che è facile quanto doveroso esecrare. La cosa che è successa e che trovo veramente inconcepibile è che molti abbiano iniziato a giustificare, a spiegare, a sminuire o preferibilmente a tacere. (Commenti). Ecco, se tacessero anche adesso sarebbe una buona cosa. (Applausi).PRESIDENTE.Silenzio!MALAN (FdI). Stiamo commemorando una persona uccisa vigliaccamente, una persona che non è mai stata neppure accusata di un gesto di violenza.Nelle sue riunioni, dove venivano tanti oppositori, ma naturalmente soprattutto persone che erano d’accordo con Charlie Kirk, non c’è mai stato un solo atto di violenza o di prepotenza, tranne qualche aggressione da parte di avversari nei confronti di Charlie Kirk. Tra le giustificazioni messe per iscritto, oltre a tanti anonimi leoni da tastiera sui social media, anche da persone note che sarebbero persino degli intellettuali – pensa un po’ – l’accusa in sostanza è di dire: è lui che ha suscitato la violenza; è lui che è parte del problema, anche perché omofobo, razzista e tante altre cose.Io ascoltavo, già prima che fosse ucciso, molti dei video che venivano messi online da Charlie Kirk e dalla sua organizzazione. Durante i suoi incontri, che si chiamavano «Dimostra che ho torto» (tanto era intollerante!), chiedeva agli altri di dimostrare che avesse torto; dopodiché discuteva, sosteneva le sue idee e qualunque fossero state, anche se fossero state quelle che vergognosamente e falsamente gli si attribuiscono, nulla giustifica e nulla rende meno degna la sua vita di quella di chiunque altro sostenga idee diverse (Applausi), e naturalmente a ciascuno paiono giuste le proprie.Ebbene, io ho trovato due casi in cui ha alzato la voce, cosa ben diversa dalla violenza: ha alzato la voce in un caso parlando del suo presunto razzismo.PRESIDENTE. Le concedo un altro minuto.MALAN (FdI). Grazie, signor Presidente.Disse: la razza è un costrutto sociale di cui io voglio ci si liberi. Non sarai mai la migliore versione di te stesso se consenti ad altre persone di convincerti che tu non puoi essere migliore per il colore della tua pelle, per la tua identità sessuale o per la comunità dalla quale vieni. Questo disse il razzista, l’omofobo Charlie Kirk, a uno che gli chiedeva: ma come mai consentite anche ad omosessuali, transessuali, persino drag-queen, di venire ai vostri eventi? Gli è stato detto: lei è cristiano, dovrebbe opporsi a queste cose che sono contro Dio. E lui gli rispose, tra le altre cose: cosa significa essere cristiano? Significa essere di mentalità aperta, benché fermo nelle tue convinzioni. Disse: Gesù Cristo parlava a tutte le persone, andò e svolse il ministero attraverso sia la Giudea sia la Samaria; andava a cena con gli esattori delle tasse, andava a cena con le prostitute. Se lei dice che c’è qualcosa di intrinsecamente sbagliato nel conversare o parlare o passare del tempo con persone solo perché si prendono decisioni diverse dalle proprie, allora lei, signore, non è un vero conservatore. Questo diceva l’omofobo Kirk. (Applausi).Il fondo è stato toccato oggi sul quotidiano «la Repubblica», dove è stata pubblicata in modo totalmente adesivo, tanto da essere promosso sui social media, sia del quotidiano sia personali, per esempio di Ezio Mauro, un’intervista allo scrittore americano Scott Turow, che dice della vedova, appena diventata vedova, privata del marito nel fiore degli anni di entrambi: il fatto che la vedova di Charlie Kirk abbia predetto e addirittura già stia assaporando la vendetta dei suoi dimostra come Erika non abbia imparato nulla dal dolore suo e dei suoi figli. Questo perché Erika Kirk aveva parlato del fuoco che ha acceso Charlie Kirk con la sua missione. Quel fuoco non è certo il fuoco della violenza.È il fuoco degli ideali, è il fuoco della passione, è il fuoco dell’amor di Patria, è il fuoco dello Spirito, per chi ci crede, è il fuoco che ha portato in Cielo il profeta Elia. (Applausi).Noi stiamo con quel fuoco di pacificità, di ideali, di democrazia, di libertà e di tolleranza per il prossimo. (Applausi).Nessuna vita può essere tolta con scusanti di qualsiasi tipo. (Applausi).

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