Il Parlamento italiano non ha votato perché si spari sugli Israeliani mentre ancora nulla si vede sul disarmo di Hezbollah

Il Governo richiami il Comandante dell’UNIFIL a un comportamento più responsabile

Interrogazione ai Ministri degli Affari esteri e della Difesa
Premesso che:

diverse agenzie di Stampa del 19 e del 20 ottobre 2006 hanno riferito che il Generale francese Alain Pellegrini, comandante dell’UNIFIL, ha proposto una “modifica alle regole di ingaggio” per contrastare i sorvoli da parte di aerei israeliani, affermando fra l’altro: “Se i mezzi diplomatici non sono sufficienti, altri mezzi potrebbero essere utilizzati”, frase nella quale molti hanno letto un’allusione ai missili anti-aerei di cui sono dotate le forze francesi presenti in Libano;

il Ministro degli Esteri francese ha definito una provocazione “il sorvolo dello spazio aereo libanese”, riconoscendo però che i timori israeliani sono i rischi di traffico di armi;

il portavoce del Ministero degli Esteri israeliano, Mark Regev, ha ribattuto dicendo che Israele, ritirandosi dal Libano, ha in sostanza rispettato gli impegni, mentre ”chiunque sia un po’ obiettivo deve riconoscere che è lungi dall’essere il caso per quanto riguarda gli obblighi libanesi”;

entrambi i rami del Parlamento hanno votato a vasta maggioranza la missione italiana in Libano anche sulla base delle dichiarazioni del Governo, le quali mai hanno menzionato azioni come quelle suggerite dal generale Pellegrini, escludendo peraltro esplicitamente l’uso della forza per disarmare gli hezbollah o per bloccare il flusso di armi verso di loro dalla Siria;

le fonti giornalistiche concordi, e addirittura le interviste rilasciate da esponenti di hezbollah, rivelano che si è ben lontani dall’implementazione di diversi obiettivi previsti dalla Risoluzione 1701 come il disarmo degli hezbollah, il blocco dell’afflusso di armi alle milizie da fuori Libano e la creazione di una zona libera da armati tra il fiume Litani e la cosiddetta blue line;

la cessazione dei sorvoli pacifici israeliani non è esplicitamente menzionata nella Risoluzione 1701;

un atteggiamento così parziale come quello del Generale Pellegrini, se può dare l’illusione di mettersi al sicuro rispetto ad attacchi provenienti dalla parte più violenta e aggressiva, in realtà renderà quella parte sempre più proterva e provocatoria, avvicinando le possibilità dello scoppio di nuove ostilità aperte, nelle quali i nostri soldati si troverebbero coinvolti,

si chiede di sapere:

se i Ministri in indirizzo condividano le proposte del Generale Pellegrini;

se ritengano compito di un militare proporre pubblicamente e solennemente mosse politiche così delicate, sia pur sotto il pretesto di intervenire sulle regole di ingaggio;

se abbiano compiuto o ritengano di compiere dei passi presso il Generale Pellegrini, le Nazioni Unite o il Governo francese per ottenere un comportamento più responsabile da parte dell’alto ufficiale francese, che ha peraltro alle sue dipendenze migliaia di militari italiani.

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