Stupefacenti davvero: ricette non ripetibili ma delle quali si può presentare la fotocopia, e piccoli spacciatori – anche di droghe pesanti – in libertà

Intervento in Aula sul decreto stupefacenti – richiesta di non passaggio all’esame del provvedimento

Signor Presidente,

ai sensi dell’articolo 96 del Regolamento, chiedo che non si passi all’esame degli articoli di questo provvedimento. Vorrei esprimere brevemente le motivazioni di questa mia richiesta.

Il provvedimento al nostro esame ci è giunto dalla Camera e non è stato modificato in Commissione-  non per motivazioni altre se non per quella che non si voleva modificare il testo approvato dalla Camera. Il testo contiene alcuni palesi errori, a cominciare da quello più palese: si dice che i farmaci contenuti nelle tabelle debitamente allegate al decreto sono soggetti a prescrizione da rinnovarsi volta per volta, con ricetta non ripetibile. Però, il testo dice che alla farmacia può essere consegnata la fotocopia. Allora, ci si può far fare una ricetta per farmaci con una certa pericolosità (farmaci stupefacenti, mi dicono che questa sia la denominazione tecnica), se ne fanno un certo numero di fotocopie e si va in giro per le farmacie della città. Anche una città non grande come Roma può offrire parecchie farmacie, e nessuno vieta di andare fuori da questa città. In questo modo, uno può fare una bella incetta di farmaci stupefacenti pericolosi (barbiturici e così via), può farsene una bella scorta e poi può scegliere se ammazzarsi con questi farmaci oppure spacciarli vendendoli in giro. Questo è uno dei problemi.

Ci sono poi altri problemi. Lo spacciatore colpevole del cosiddetto piccolo spaccio, anche di droghe pesanti (di eroina o di crack, tanto per fare un esempio, oppure di morfina, di cocaina e chi più ne ha più ne metta), purché sia piccolo (sul “piccolo” naturalmente sono noti i problemi che sono emersi), con la riduzione della pena massima a quattro anni è nell’impossibilità di essere arrestato e di essere sottoposto ad un arresto cautelare (a meno che lo spaccio non venga svolto vicino ad ospedali o vicino a scuole). Di conseguenza, non potrà finire in carcere fino a quando un bel giorno, chissà quando, verrà processato e forse condannato. Sappiamo che le priorità di alcuni tribunali sono ben altre, non quelle di combattere gli spacciatori di droga (si cerca di perseguire le persone anziché i reati), e pertanto si tratta di avere degli spacciatori di droghe pesanti in libertà fino al momento in cui arriva il processo. Quando arriva il processo, poi, potranno essere sottoposti non al carcere, ma ai lavori di pubblica utilità.

Direi che questi sono motivi più che sufficienti per non passare all’esame degli articoli. Sarà poi una scelta della maggioranza decidere se ritornare in Commissione per esaminare il provvedimento in modo più efficace oppure no. Sottolineo, rispondendo alla precisa citazione che ha fatto il relatore Giovanardi, che quei due esponenti (l’onorevole Pagano e l’onorevole Roccella) del suo stesso Partito, al di là della loro appartenenza e di quello che eventualmente altri Gruppi hanno detto, hanno affermato che era indispensabile una modifica di queste norme nel passaggio al Senato. Poi, al Senato, i relatori hanno dato parere contrario su tutto.

(Noto la sempre gradita presenza del Ministro Boschi, che però dovrebbe fermarsi non soltanto lo stretto indispensabile per porre la fiducia; se ascoltasse anche qualcosa prima e qualcosa dopo, potrebbe sempre contribuire, per lo meno, alla facoltà di sapere che forse il Governo ascolta qualcosa di ciò che diciamo. Dalla presenza del Ministro Boschi, qualcosa mi dice che verrà posta la questione di fiducia.)

Dunque, questi obbrobri verranno trasformati in legge dello Stato senza che il Senato abbia potuto dire nulla e con la Camera che si è vista troncare il dibattito per lo stesso meccanismo, con esponenti del Nuovo Centrodestra che hanno sostenuto la necessità di apportare modifiche. Io mi chiedo, però, se la pensano in tal modo solo quei due esponenti o se il fatto di essere contrari al libero spaccio e all’incetta di farmaci sia una fissazione dell’intero Nuovo Centrodestra. Quest’ultimo, forse, in Consiglio dei Ministri potrebbe farsi valer,e votando contro l’autorizzazione a porre la fiducia e chiedendo la votazione degli emendamenti, ossia di quelle modifiche necessarie a rendere il provvedimento compatibile con le esigenze e la realtà e non solo con qualche manifesto programmatico o con qualche dato male interpretato da molti, e forse anche in buona fede.

Quando però le situazioni sono state mostrate in modo molto chiaro, come – per esempio – nell’intervento del senatore Caliendo e di altri, credo che bisognerebbe perdere due giorni di tempo: la Camera ha ancora tempo a sua disposizione per compiere un ulteriore passaggio, lasciando stare il voto di fiducia.

Per questo motivo invito a votare a favore della mia proposta di non passare all’esame degli articoli.

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