In un paese a crescita Zero, Si alla Tav NO a chi blocca gli investimenti

Signor Presidente, signori rappresentanti del Governo, numerosi colleghi senatori, oggi devo dire, grazie alla mozione presentata dal MoVimento 5 Stelle contro il TAV, che si è manifestata chiaramente un’ampia maggioranza in quest’Assemblea a favore della realizzazione di questa linea: è una buona cosa. C’è una maggioranza ancora più ampia nel Paese, come si è visto nei risultati delle elezioni europee e nei risultati delle elezioni piemontesi, in cui oltre l’85 per cento dei piemontesi ha votato a favore di liste che, in vari modi, sono a favore del TAV. Di questo siamo soddisfatti. Ne siamo particolarmente soddisfatti come Forza Italia, perché per la realizzazione di un’opera come questa non bastano due mesi e non bastano neanche due anni; non basta un governo, anche se dura tutta la legislatura. È un’opera che deve guardare ai decenni e noi nei decenni siamo sempre stati, in ogni occasione, a favore del TAV, quando conveniva e quando non conveniva. (Applausi dal Gruppo FI-BP).

Lo siamo stati quando eravamo al governo nazionale e quando eravamo all’opposizione a Roma; quando eravamo al governo nella Regione e quando eravamo all’opposizione in Regione. Quando nel 2001 c’era il collegio uninominale Senato che comprendeva, in grande parte, la Valle di Susa, si potevano tenere posizioni più defilate e morbide e dire «vediamo» o «forse» almeno in quel collegio. Invece decidemmo (io ero il candidato al Senato) di essere chiaramente a favore del TAV.

Riuscimmo comunque a vincere, sia pure di mille voti, quel collegio. Non abbiamo mai blandito (rispettato sì, ma blandito no) o candidato i sindaci no-TAV della Val di Susa: non l’abbiamo mai fatto, anche quando sarebbe convenuto; ad esempio, alle elezioni regionali del 2005, che abbiamo perso per poche migliaia di voti. (Applausi dal Gruppo FI-BP).

Noi siamo coscienti di aver fatto il nostro dovere. È grazie alla costanza negli anni che si possono fare queste opere, non basta un proclama, non basta un giorno, non bastano due mesi. Constatiamo oggi che sul TAV una maggioranza c’è. Per quanto riguarda il Governo, abbiamo appena sentito delle parole forti da parte del presidente del Gruppo della Lega Romeo, in merito alle conseguenze politiche che dovrebbe o che può avere questa divisione così forte su un tema tanto importante, peraltro confermata da un contratto di Governo. Noi non avremmo firmato un contratto in cui c’era scritto che si ridiscuteva integralmente una linea che era già in costruzione. Esattamente un anno fa, tanti di noi erano con l’allora presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani a constatare che la linea è stata scavata nella galleria definitiva già un anno fa per chilometri e chilometri. Noi ci siamo stati, a differenza del ministro Toninelli, che non c’è mai andato a vederlo, perlomeno per curiosità. (Applausi dal Gruppo FI-BP e della senatrice Malpezzi). Noi siamo stati in piazza, alle manifestazioni del sì-TAV senza insegne di partito, e ne abbiamo anche organizzata una noi. Noi vorremmo vedere le conseguenze, non potete tenere bloccato il Paese, perché le conseguenze politiche evidentemente se le gestiscono i due protagonisti della maggioranza, ma le conseguenze reali ricadono sul Paese, un Paese bloccato, a crescita zero, che vuol dire un Paese che non dà opportunità, che toglie i soldi ai cittadini, toglie opportunità agli imprenditori e toglie posti di lavoro. (Applausi dal Gruppo FI-BP).

Davvero, allora, su questo ci vuole una risposta, non è un problema di litigi fra i partner che occupano i telegiornali e francamente hanno davvero stancato, ma è un problema del Paese reale. A noi quello interessa.

Mino Giachino, già Sottosegretario alle infrastrutture del Governo Berlusconi, racconta che il re, al tempo della decisione sul traforo del Frejus, era preoccupato perché c’era circa un 20-25 per cento del Parlamento subalpino (tra l’altro 204 deputati per uno Stato di quattro milioni e mezzo di abitanti) che era contrario. Il conte di Cavour disse al Sovrano che avrebbero dovuto mettere buonsenso anche per quel 20-25 per cento. (Applausi dal Gruppo FI-BP). Noi ce l’abbiamo sempre messo, lo metteremo e quando questa linea si aprirà e darà tante opportunità a tutti e tutti la useranno come oggi tutti usano la linea ad Alta velocità che i Governi Berlusconi hanno fatto per l’Italia, noi saremo soddisfatti e sapremo di aver fatto il nostro dovere. (Vivi e prolungati applausi dal Gruppo FI-BP. Molte congratulazioni).

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