IntelligoNews: “Diaspora FI, Malan: Oggi i liberal bigotti inquisitori. Chiariamoci su nozze gay”

“Non è sui matrimoni gay che si misura il liberalismo di un Partito”. Non ci gira intorno Lucio Malan, senatore forzista, sul tema che agita le file azzurre all’indomani del Pascale-day a Napoli. Botta e risposta a distanza col collega di partito Alessandro Cecchi Paone, che proprio su Intelligonews ha lanciato l’investitura politica della compagna di Berlusconi…

Francesca Pascale a Napoli, bagno di folla e tessera dell’Arcigay. Che effetto le fa?

«E’ una scelta sua, nella quale non entro. Io sono libero di iscrivermi alle associazioni che voglio e questo coinvolge me».

Però la Pascale è la compagna di Berlusconi, che ha fatto un’apertura sostanziale sul tema dei diritti gay suscitando malumori nel Partito. Cosa risponde?

«Quello che ha detto Berlusconi è coerente con la posizione che FI aveva già nella scorsa legislatura, e cioè: favorevole al riconoscimento di determinate prerogative alle unioni stabili, che siano dello stesso sesso oppure no. Questo concetto era già contenuto in un ddl al quale ho aderito, nel quale – tuttavia – non si stabilisce che le unioni diverse dal matrimonio siano matrimoni perché, se uno non lo chiama matrimonio ma poi gli attribuisce giuridicamente le stesse caratteristiche, lo diventa a tutti gli effetti. Gaparri ha dichiarato di aver sentito telefonicamente Berlusconi, il quale ha assicurato che la sua affermazione non includeva né il matrimonio gay né le adozioni che, se vi fosse un riconoscimento effettivo, diventerebbero obbligatorie (nel senso che, se una coppia sposata può adottare, lo potrebbe fare anche una coppia dello stesso sesso; e comunque, se anche non vi fosse nella legge, lo stabilirebbe la Corte Costituzionale al primo ricorso)».

Cecchi Paone, a Intelligonews, ha definito la Pascale la donna giusta per FI, quella che sa parlare alla pancia della gente, alle mamme, alle zie, alle nonne. Condivide?

«FI è un grande partito che ha bisogno dell’apporto di tanti. Ben venga Francesca Pascale, ma spero non sia l’unica in grado di parlare alla gente perché, se sì, significherebbe che dovremmo candidare solo lei».

Cecchi Paone sostiene che, con la svolta gay friendly, FI è tornata alla sua vera identità: liberale, socialista, radicale e repubblicana. Manca la definizione ‘cattolica’. Come commenta?

«Io, che sono cristiano ma non cattolico, suppongo che quella di Cecchi Paone sia una svista».

E se non lo fosse?

«Quando lui dirà che non è una svista, vedremo. Ma non penso che lo dirà».

Eppure Cecchi Paone afferma che senza i teocon – cita Formigoni, Giovanardi e la Roccella – FI è più forte. Cosa ne pensa?

«Nella scorsa legislatura, su parecchi emendamenti del ddl sul testamento biologico mi sono schierato in dissenso dalla posizione del Gruppo – che era fortemente teocon, se vogliamo definirlo così. Non ricordo di aver ricevuto grande solidarietà da chi oggi parla di scelta liberale. Mi va bene, per me conta essere a posto con la mia coscienza, però credo che non sia solo il tema gay a misurare il liberalismo di una forza politica. Non c’entra nulla la mia fede, che pure mi dà indicazioni al riguardo, e la mia contrarietà al matrimonio gay deriva da un ragionamento di carattere del tutto laico. Sottolineo che ho il massimo rispetto per tutte le persone, e il loro orientamento sessuale mi è del tutto indifferente per quanto riguarda la loro dignità di persone e di cittadini».

Però, in un momento in cui FI è divisa sulla riforma del Senato e il partito deve recuperare consenso, non ritiene che aggiungere una posizione così decisa su un tema finisca per disorientare l’elettorato, e in particolare quello cattolico?

«Ci sono stati periodi con sondaggi migliori. Credo sia bene fare chiarezza – che, peraltro, gli elettori apprezzano in ogni caso. Noi dobbiamo stabilire se questi temi fanno parte della libertà di voto che attiene alla coscienza individuale, oppure se ci si schiera in un senso o nell’altro. Purtroppo vedo molti che si definiscono liberal e poi hanno toni da inquisitori bigotti. Un tempo c’era lo stereotipo dell’inquisitore bigotto che diceva ‘Peccatori, pentitevi!’; oggi alcuni liberal hanno esattamente lo stesso atteggiamento, con un pochino di intolleranza in più nei confronti di chi non si schiera rapidamente con la nuova tendenza».

Prevede una imminente candidatura di Francesca Pascale, particolarmente attiva sul piano politico in queste settimane?

«Perché no?»

Dica la verità: esiste il cerchio magico attorno a Berlusconi?

«Non mi risulta. Tutte le volte che gli ho parlato, anche ultimamente, ho parlato con lui. Non ho parlato a nessun cerchio magico…».

Come la mettete con la “dinastia dei Min” anche dentro FI sul Senato 2.0? E’ imminente la riunione del gruppo con Berlusconi: come finirà?

«Dobbiamo cercare sempre e su tutti i temi una posizione unitaria che esprima il sentire dei nostri elettori».

Risposta democristiana…

«Magari avessimo il consenso della DC… Ma possiamo tornarci».

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