IntelligoNews: Italicum, Malan (Fi): “Renzi gioca sporco, noi oggi decideremo. Un suggerimento se ha fretta”

di Lucia Bigozzi

Il senatore di FI Lucio Malan non usa giri di parole il giorno dopo il vertice di maggioranza che ha “riscritto” l’Italicum votato alla Camera. A Intelligonews svela le trame trasversali tra PD, NCD e M5S, con un messaggio chiaro al premier. Altrettanto duro il commento sul primo spot italiano con due mamme lanciato da Vodafone…

Quanto, pur di accontentare Alfano, Renzi sta afflosciando l’Italicum rispetto al testo votato alla Camera?

«Renzi sta facendo un gioco sporco: fa l’accordo con FI e poi, a quanto pare, ne fa un altro con Alfano e tratta anche con il Movimento 5Stelle – senza che noi siamo mai venuti meno all’impegno di votare il testo concordato».

Il Premier vuole chiudere al Senato entro dicembre. Ma non c’è il rischio che per fare in fretta, alla fine, esca una finta riforma?

«Il rischio è che esca una brutta riforma, e questa fretta è in frontale contraddizione con i continui propositi di Renzi di votare nel 2018».

FI temporeggia, ma per quanto ancora? E come sono gli umori all’interno del suo Partito, visto che la senatrice Mussolini a Intelligonews ha detto che ci sono molte cose da chiarire?

«Non è Forza Italia che temporeggia, è il PD che vuole continuamente cambiare i patti. Oggi ci saranno importanti riunioni in Forza Italia e, tra queste, il Comitato di Presidenza – dal quale, penso, emergerà una posizione unitaria. Se Renzi ha fretta, noi siamo pronti subito ad approvare il testo concordato e passato alla Camera con i voti decisivi di Forza Italia. Quanto agli umori interni, non è questione di divisioni; il punto è che nessuno intende essere subalterno al PD».

Cambiamo argomento. Il primo spot italiano con due mamme lanciato da Vodafone: come commenta, anche alla luce del monito di Bagnasco che ha definito le unioni gay un “cavallo di Troia” per la famiglia?

«È una libera scelta di un’azienda privata per compiacere una certa lobby, promuovendo i propri prodotti con l’uso della rappresentazione di come si priva per sempre un bambino del proprio padre. Dopo le parole del cardinale Bagnasco, diventa difficile la posizione di chi ha voluto interpretare i lavori del Sinodo dei vescovi in senso pro nozze gay».

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