“Mio intervento in dichiarazione di voto sulle Comunicazioni del Presidente del Consiglio dei ministri in vista del Consiglio europeo del 20 e 21 marzo 2025”

MALAN (FdI). Domando di parlare per dichiarazione di voto.PRESIDENTE. Ne ha facoltà.MALAN (FdI). Signor Presidente, signor Presidente del Consiglio, Ministri, colleghi senatori, rispondo subito a quanto ha detto più volte il presidente Boccia – a cui auguro anch’io buon compleanno – quando ha continuato a insistere che bisogna scegliere tra Europa e Stati Uniti d’America; lo dico perché Trump non è un privato cittadino e si trova ad essere democraticamente eletto Presidente degli Stati Uniti per i prossimi quattro anni. (Applausi). Giorgia Meloni è chiaro dove sta: non sta né pedissequamente con l’Europa né pedissequamente con Trump, ma sta per l’Italia. (Applausi). Questa è la posizione molto chiara.L’intervento di oggi del presidente Meloni ha fatto chiarezza su una serie di punti, dimostrando che il suo Governo e la sua persona fanno la differenza sulla posizione dell’Italia a livello europeo e dunque sulla posizione europea nel suo insieme. Ha fatto chiarezza sull’immigrazione: noi siamo per riportare anche questo fenomeno importantissimo alla legalità.L’Italia non può essere obbligata a tenere sul proprio territorio tutte le persone che arrivano in modo irregolare (Applausi), a dispetto di sentenze e di vari provvedimenti ispirati a presunte norme europee, che però gli altri Paesi europei non applicano, neppure quelli amministrati da Governi di sinistra. Allora questa è una posizione chiara e chi applaude alle sentenze di questi giudici evidentemente è schierato su una posizione secondo cui in Italia deve poter entrare chiunque e nessun immigrato illegale può essere mandato via.L’intervento del presidente Meloni ha fatto chiarezza sulla questione della difesa. L’impegno ad aumentare le spese per la difesa è stato preso da tutti i Governi degli ultimi sedici anni: il Governo Berlusconi, il Governo Monti, il Governo Letta, il Governo Renzi (che non era il leader di di Italia Viva, ma il leader del Partito Democratico), il Governo Gentiloni, i due Governi Conte, il Governo Draghi e anche naturalmente il Governo Meloni. La differenza che c’è è stata sottolineata dal presidente Meloni, quando ha detto che questa politica della difesa non è mero acquisto di armi, ma comporta la sicurezza globale della nostra Nazione, che vuol dire la sicurezza dei nostri confini, la sicurezza contro il terrorismo, la sicurezza informatica.Gli attacchi informatici sono un gravissimo pericolo, perché possono fare più danni delle bombe, sia pure senza danni diretti alle persone (almeno nell’immediato); possono cancellare intere banche dati delle stesse banche, delle pubbliche amministrazioni, possono mettere in crisi il sistema di distribuzione elettrico o dell’acqua. È importantissimo questo settore; non si tratta di armi, si tratta di difendere il benessere e la sicurezza dei cittadini, si tratta di difendersi da attacchi che possono avvenire in modo del tutto nascosto e occulto sotto la superficie del mare, dove passano cose importantissime, come i cavi che ci connettono per l’elettricità e per la telefonia, i gasdotti e gli oleodotti. Sono cose importantissime e tutto questo non è questione di acquisto di armi. Ho menzionato i Governi e i Presidenti del Consiglio che hanno sottoscritto questo impegno in tutti i vertici della NATO; il foglio formale sarà pure stato uno solo, ma in tutti i vertici della NATO degli ultimi sedici anni c’è stato questo impegno ed è curioso che chi ha partecipato a questi vertici e chi ha sostenuto i Governi che vi hanno partecipato oggi si schieri in modo diametralmente opposto.Ricordo che il secondo Governo Conte, che raccoglieva praticamente tutte le forze che oggi sono all’opposizione, non soltanto ha continuato a prendere questo impegno nei vertici della NATO, ma ha aumentato le spese per la difesa di 6 miliardi nel 2020 rispetto al 2019 e di altri 3 miliardi nell’anno seguente, dal 2020 al 2021. Allora è curioso che oggi si venga a dire che le spese per la difesa porterebbero via soldi alle scuole, agli ospedali e così via quando invece il Governo ha aumentato proprio queste spese. Il presidente Meloni ha ribadito che non sarà questo il modo: non si toccheranno i fondi di coesione, non si toccheranno i fondi per l’assistenza e per tutto quanto serve al nostro Paese, ma ci sono meccanismi che il presidente Meloni ha molto ben delineato.C’è un altro punto estremamente importante, dove il Governo Meloni segna una differenza. Dalla sinistra ci vengono molte richieste di ulteriore cessione di sovranità. Il presidente Meloni è stata molto chiara e ha detto che non si tratta di cedere la sovranità, ma di fare in modo che l’Unione europea usi quella parte di sovranità che già ha meglio e dove serve, senza fare ulteriori incursioni nelle prerogative che i singoli Stati membri possono amministrare e che, proprio ai sensi dei principi europei di quell’Europa che vide la sua nascita con i Trattati di Roma della fine degli anni Cinquanta, si è ritenuto di gran lunga preferibile lasciare ai singoli Stati. Invece da parte dall’opposizione (non da tutta) si chiedono ulteriori cessioni di sovranità. Noi non siamo d’accordo; siamo perché l’Europa faccia quello che è meglio che si faccia insieme, lasciando ai singoli Stati e alle singole Nazioni la facoltà di gestire il resto nel modo che ritengono più opportuno.C’è poi una questione molto importante relativa ai dazi, che il presidente Meloni ha sottolineato. La sua posizione, che qualcuno ha voluto equivocare, mi sembra anche molto chiara. Rispetto all’annuncio dell’imposizione di dazi da parte degli Stati Uniti d’America si possono avere due atteggiamenti: quello del muro contro muro, cioè quello dell’escalation, con dazi sempre più alti, oppure un atteggiamento di trattativa e di dialogo per evitare di raggiungere estreme conseguenze. Se si difendono gli interessi dell’Italia, bisogna avere questo atteggiamento. Se invece si vuole fare la ripicca, si vuole far vedere chi è più forte e chi ha il pugno più duro, intanto non credo che saremo noi, ma sarebbe l’Europa ad essere in grado di dimostrarlo, ma soprattutto si andrebbe contro gli interessi della nostra Nazione.Trovo veramente pericoloso per l’Italia che ci sia, non solo da parte di chi mi ha preceduto nel parlare, l’atteggiamento o l’Europa o gli Stati Uniti; che ci sia, per esempio, la segretaria del principale partito dell’opposizione, del Partito Democratico, Elly Schlein, che dice che anche con noi al governo Trump – che, ripeto, non è un privato cittadino, ma il Presidente degli Stati Uniti – non potrà mai essere qualcosa che si avvicina all’idea – ha detto proprio così – di un alleato. Noi non la pensiamo in questo modo, non la pensavamo in questo modo quando c’era un Presidente degli Stati Uniti appartenente al Partito Democratico, omonimo di quello italiano, e non la pensiamo in questo modo adesso. Abbiamo espresso queste idee con chiarezza in una proposta di risoluzione molto chiara di 12 punti. Abbiamo qui le 60 pagine delle cinque proposte di risoluzioni diverse presentate dall’opposizione. Ha detto bene il presidente Boccia affermando che chi è all’opposizione non fa la politica estera. Per fortuna la fa l’attuale Governo (Applausi), la fa Giorgia Meloni con questo Governo, che riesce ad avere posizioni che non solo sono unitarie, che sarebbe per un certo verso secondario, ma soprattutto vanno nell’interesse dell’Italia.Nel concludere il suo intervento, la presidente Meloni ha detto che se si tratta di andare ai vertici internazionali a dire di sì a proposte imposte da altri che diventano proposte obbligate perché le politiche miopi hanno impedito di avere alternative, lei non è la persona giusta. Noi di Fratelli d’Italia, tutti i senatori di Fratelli d’Italia e credo tutta la maggioranza – ne sono certo – sappiamo che lei è la persona giusta, presidente Meloni, per rappresentare l’Italia in modo autorevole a livello internazionale per evitare le fughe in avanti e in indietro, le fughe di chi nel momento in cui non si parlava neppure di pace in Ucraina, voleva mandare delle truppe a combattere, iniziando una escalation spaventosa della guerra, né di coloro che pensano che la soluzione sia quella della resa di fronte all’aggressore.Se il compito è questo – ed è questo il compito che il Parlamento le affida – lei, presidente Meloni, è la persona giusta perché non segue pedissequamente l’Europa e gli Stati Uniti, ma fa gli interessi dell’Italia. (Applausi).

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