La Croce Quotidiano: “Malan: Colleghi del PD, vi truffano!”

Duro il commento di Lucio Malan all’indirizzo dei colleghi senatori dem, dopo la torbida seduta che ha bocciato l’emendamento di Calderoli e Quagliariello per il non passaggio degli articoli

La prossima mossa della corazzata renziana sarà adesso l’approvazione dell’emendamento “canguro” presentato da Marcucci. A quel , la “libertà di coscienza” promessa dal Partito sarà un ricordo

di Davide Vairani

Ieri al Senato è andato in scena il primo atto del copione che Renzi ha ordinato di eseguire ai suoi. La prima giornata di discussione e votazione del ddl Cirinnà non ha fatto altro che rimandare il messaggio politico chiaro e netto: non perdiamo tempo e votiamo subito il testo Cirinnà, esattamente così come è stato scritto. Renzi non accetta se e ma. Due ore si seduta per preparare il terreno al colpo di mano di domani: la votazione del “super canguro” che chiude la partita. Con la spudorata complicità politica della seconda carica dello stato, il Presidente del Senato, Pietro Grasso.

I fatti. Roberto Calderoli e Gaetano Quagliariello (a nome di 73 i senatori di Lega, Forza Italia, Ncd e Conservatori e riformisti) hanno presentato un emendamento per il “non passaggio agli articoli”, chiedendo su questo il voto segreto di Palazzo Madama. Il Presidente Grasso lo ha negato: voto palese. Risultato? Bocciato l’emendamento. Hanno votato contro 195 senatori, a favore 101, 1 astenuto.

Che significa chiedere il “non passaggio agli articoli”?

Si tratta della cosiddetta “questione incidentale” prevista dall’articolo 96 del Senato che dice: “Prima che abbia inizio l’esame degli articoli di un disegno di legge, ciascun Senatore può avanzare la proposta che non si passi a tale esame. (…) La votazione della proposta ha la precedenza su quella degli ordini del giorno”. Avevano fatto richiesto di far ricorso alla questione incidentale – e dunque di far saltare la legge – i senatori di centrodestra Gaetano Quagliarello, Roberto Calderoli e Lucio Malan. Carlo Bertini sulla “Stampa” precisa che “il voto sulla mozione che chiede di non passare al voto degli articoli del ddl Cirinnà potrebbe comportare, in caso di un sì a maggioranza, lo stop della legge per sei mesi. Non un ritorno in commissione, ma il divieto per il Senato di legiferare per 180 giorni su quel provvedimento”.

Ma, aldilà dei bizantinismi normativi e regolamentari del Senato (questa possibilità non è ammessa alla Camera, per esempio), il punto è sostanziale. E sta tutto nella motivazione con la quale il Presidente Grasso ha deciso di non concedere il voto segreto: “Il tema dell’emendamento Calderoli-Quagliariello – spiega Grasso – rientra non tanto nella sfera di applicazione degli articoli 29, 30 e 31 della Costituzione” quanto “nell’ambito di applicazione dell’articolo 2 della Costituzione, in base al quale la Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità”.

Roberto Calderoli, senatore leghista, ha parlato di “scelta marcatamente politica”. “E’ una scelta politica che lei ha preso in solitaria – ha dichiarato Calderoli -. Con questa legge infatti stiamo parlando di matrimonio, non di altro. Proprio perché mi aspettavo una arrampicata sugli specchi per negare questo, ho allegato sei pagine per spiegare che la totalità degli argomenti di questo ddl fa riferimento al diritto di famiglia”. Considerazione analoga è stata fatta dal senatore di Idea Gaetano Quagliariello: “Presidente lei ha preso una parte specifica, considerando questa legge come un non matrimonio”. “Ancora una volta, assistiamo ad una truffa nei confronti degli italiani e dei parlamentari presenti in Aula – ci ha dichiarato Lucio Malan. Il Presidente del Senato Grasso ha compiuto un gesto tutto teso mostrare una scelta politica di campo”.

Ci può spiegare meglio la sostanza di ciò che è accaduto oggi?

“E’ molto semplice – ci racconta Malan. L’emendamento presentato mirava ancora una volta a mostrare tutte le contraddizioni e le mistificazioni che ogni giorno ci vengono vendute da Renzi e dal PD. Il dato di fatto è che questo testo sulle unioni civili solo nominalmente fa riferimento all’art. 2, cioè alle formazioni sociali. Nella sostanza, invece, scorrendo tutti gli articoli e i commi uno a uno, si vede palesemente un continuo richiamo alla normativa che riguarda la famiglia. Ho fatto oggi un lungo intervento in Aula nel quale ho fatto passare articolo per articolo, comma per comma del ddl Cirinnà comparandolo pezzo per pezzo facendo una operazione di comparazione con ciò che la Costituzione Italiana e il Codice Civile prevede per il matrimonio. Uguali. Non solo, ma addirittura il testo Cirinnà ha la protervia arrogante di voler assimilare alle unioni civili anche quegli articoli del codice civile che sono definiti come esclusivi della famiglia e che nessuna formazione sociale può avere. Non sono io che lo dice: basta fare questo noioso e lungo giochino di comparazione e lo potrete vedere con i vostri occhi. Alle unioni civili mancano soltanto le pubblicazioni, ma questo è soltanto un vantaggio. Gli fanno risparmiare pure i passaggi burocratici”. Pietro Grasso, a seguito della richiesta in merito da parte del presidente dei senatori del PD Luigi Zanda, ha chiuso la partita e ha indetto la conferenza dei capigruppo, sospendendo i lavori dell’aula sulle unioni civili.

E allora cosa accadrà?

Lo scontro è il voto segreto e il confronto tra PD e Lega che, dopo un nulla di fatto, è stato rinviato a oggi alle 10,15. Non è stato raggiunto nessun accordo sul ritiro degli emendamenti al ddl Cirinnà e nemmeno sul numero di voti segreti (la Lega pensa di proporne circa 50). E al momento resta anche l’emendamento canguro presentato dal senatore dem Andrea Marcucci che ha dichiarato: “Ritiro l’emendamento premissivo all’articolo 1 del ddl Cirinà, quando la Lega farà altrettanto con i suoi”. Ed è proprio il “super canguro” (come è stato definito) la vera carta che Renzi ha messo in campo usando lo scudiero Marcucci. Il ‘canguro’ è una prassi parlamentare, già usata in passato, che consente di votare gli emendamenti raggruppando non solo quelli uguali, ma anche quelli di contenuto analogo: una volta approvato o bocciato il primo, decadono tutti gli altri. Il termine ‘canguro’ è un’invenzione lessicale: la parola non è messa per iscritto in nessuna norma.

A meno di sorprese dell’ultimo momento (che ci auguriamo), questo significherebbe che oggi al Senato si ricomincerebbe a discutere proprio partendo dall’emendamento canguro del Senatore dem Marcucci: cinquanta righe che toccano tutti i punti dell’intero testo Cirinnà. Se questo emendamento venisse votato a favore, decadrebbero tutti quanti gli emendamenti e si arriverebbe al paradosso di tappare la bocca ai senatori. Perché? Semplice. Si rischierebbe infatti di saltare la discussione articolo per articolo e di andare ad un’unica votazione sull’intero testo: o sì o no.

Lo voglio dire ai cattolici del PD: ma non vi rendete conto nemmeno adesso che i vostri compagni di Partito vi stanno letteralmente prendendo per i fondelli?

Dopo l’ufficio di presidenza e l’assemblea del gruppo PD, il Sen. Zanda ha lasciato libertà di coscienza su tre emendamenti. Il primo, a prima firma Serigo-Lepri prevede l’affido rafforzato alla stepchild adoption, il secondo, di Cecilia Guerra che attribuisce l’adozione piena anche alle unioni civili tra persone dello stesso sesso e il terzo, presentato da Mattesini-Puglisi, introduce l’articolo 22 bis, con il titolo ‘dell’adozione in casi particolari’, dopo l’articolo 22 sui contratti di convivenza. L’assemblea del gruppo dei senatori PD ha preso atto della proposta di Zanda senza votarla, ma molti senatori cattolici non sarebbero soddisfatti e il senatore Lepri ha chiesto che sia lasciata libertà di coscienza su nove emendamenti (tutti cattodem).

E’ tutta una farsa. Ma quale libertà di coscienza? Gli emendamenti verranno spazzati via dal vostro collega Marcucci con la complicità del Presidente del Senato Grasso a voto palese.

E’ lo stesso Marcucci che dichiara i veri obiettivi del suo emendamento canguro. In una intervista datata 26 gennaio 2016 all’Unità (“Marcucci: “Il PD è il vero motore della legge. La nostra determinazione è un valore” ), a domanda della giornalista Silvia Gernini “il suo è un emendamento che può fare da ponte tra cattolici e laici?”, Marcucci risponde: “L’idea mia e del collega Pagliari è questa. Ci sembra un ulteriore passo in avanti per salvaguardare l’unità del PD che comunque è il motore vero di questa riforma, perché non ci dimentichiamo che sono nostri i disegni di legge, siamo noi che abbiamo voluto a tutti i costi la calendarizzazione, siamo noi che abbiamo spinto affinché si iniziasse questa settimana. La determinazione del PD è un valore. Fare un ulteriore passo di buonsenso da parte di tutti ci serve per tenere il PD unito e serve anche perché il PD unito è una garanzia di successo di una proposta che di fatto raggiunge gli obiettivi di portare a casa le unioni civili e la stepchild adoption.

Sul voto segreto, secondo Lei sarebbe possibile evitarlo?

“Noi abbiamo dimostrato nel confronto interno al gruppo di non averne bisogno. Nessuno è stato demonizzato o schernito, tutti hanno avuto la libertà di fare i loro ragionamenti e di presentare emendamenti su quello che ritenevano importante. Non vedo nessuno che nel voto segreto possa essere finalmente libero, noi siamo già liberi. Poi, se ci sarà richiesta di voto segreto da parte di alcuni parlamentari di altre forze politiche, perché hanno bisogno di averlo, voteremo con voto segreto nel rispetto dei regolamenti parlamentari. Non credo ci sia l’esigenza di chiederlo come PD”.

Capito bene, cattolici del PD? “La determinazione del PD è un valore”, vi sta dicendo il vostro colllega Marcucci. Non solo: “Sono nostri i disegni di legge, siamo noi che abbiamo voluto a tutti i costi la calendarizzazione, siamo noi che abbiamo spinto affinché si iniziasse questa settimana”.

E pazienza se, per fare tutto questo, si baypassano le regole della democrazia che prevedono discussioni preliminari in Commissione; pazienza se ne esce un testo pasticciato, sgangherato, che sdogana l’utero in affitto.

La libertà di coscienza che vi hanno promesso è una libertà vigilata. Riflettete.

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