Signor Presidente, avremmo voluto anche noi fare una dichiarazione sintetica, ma purtroppo la situazione a cui siamo di fronte suggerisce di diffondersi un po’ di più, perché è davvero non comune.
Abbiamo lavorato alacremente in Commissione e, come opposizione, abbiamo collaborato pienamente. Ringrazio i relatori, i senatori Caliendo e Valente, e la sottosegretaria Bini. Abbiamo portato numerosi emendamenti e diversi sono stati approvati. Avremmo dovuto continuare questo lavoro in Aula, perché quello in Commissione è finito ieri alle ore 20. Sono passate ventotto ore, avremmo potuto lavorare da questa mattina fino ad ora con gli emendamenti, esaminarli qui e migliorare ulteriormente il testo; invece, c’è stata la scelta di mettere la fiducia. Poi, il complesso degli emendamenti approvati in Commissione ha visto venir meno due proposte, prima una riguardante l’università, per un motivo, e poi adesso, per un altro, un emendamento approvato all’unanimità riguardante i tribunali dell’Abruzzo. Si tratta di un provvedimento non secondario nell’ambito di un disegno di legge che reca misure urgenti per l’efficientamento della pubblica amministrazione e per l’efficienza della giustizia.
Avremmo voluto svolgere un dibattito vero anche in Aula per migliorare ulteriormente un provvedimento in cui abbiamo riscontrato diversi aspetti positivi, e per questo abbiamo collaborato a migliorarlo, così come delle carenze. I colleghi di Fratelli d’Italia che sono intervenuti, i senatori Iannone, Zaffini e Balboni, hanno portato diversi contributi importanti riguardanti due questioni in particolare: quella della giustizia e quella della sanità.
È curioso che, nell’ambito di provvedimenti che vengono a seguito della pandemia, la sanità abbia una parte molto marginale, anche se ha una grossa carenza di personale, non solo per la pandemia, ma anche per il gran numero di pensionamenti e una carenza che già c’era in precedenza; in più, siamo in una situazione particolare, per cui ci sarebbe stata la necessità di valorizzare davvero questo settore.
Quanto al comparto della magistratura, c’è stata solo quest’attenzione all’ufficio del processo, con una serie di problemi che il senatore Balboni ha evidenziato che potranno emergere; un emendamento sempre del collega Balboni, proprio per l’importanza della giustizia nell’ambito della ripresa, della resilienza e anche di fronte a quanto ci chiede l’Europa, proponeva l’istituzione di sezioni specializzate nello smaltimento del grande arretrato che c’è nella giustizia. L’emendamento non è stato approvato. Non si è fatto nulla sulla magistratura onoraria, che lodevolmente porta avanti una parte importantissima del lavoro della giustizia, e anzi, nonostante l’impegno del ministro Cartabia di portare una proposta entro il 30 giugno su questo importante settore, ci si è dovuti ridurre a un emendamento, presentato all’ultimo momento, che proroga ancora la situazione attuale, senza risolvere il problema, né ottemperare alle richieste dell’Unione europea, che chiede che questa categoria goda finalmente di una decente e giusta collocazione e delle tutele opportune.
La pubblica amministrazione è importantissima nel nostro Paese (e non solo da noi, naturalmente) e dobbiamo valorizzare questo settore importantissimo, che non può essere visto solo come un costo da tagliare, ma come una grande risorsa su cui effettivamente si spende una parte importante del bilancio del nostro Paese e dunque dev’essere valorizzata; dev’essere resa più efficiente e non mortificata nel merito, per cui saremo sempre attenti rispetto a tutte le procedure di assunzione, sia quelle per concorso (che dovrebbe essere la principale e ampiamente prevalente), sia le altre previste nel decreto-legge in esame. Il merito è fondamentale anche per motivare i tanti bravissimi ed encomiabili dipendenti pubblici di tutti i livelli, che svolgono un lavoro importantissimo. Bisogna fare in modo che questo grande apparato sia ancora di più al servizio dei cittadini, che sia lì per risolvere i problemi, come tantissimi pubblici dipendenti e dirigenti fanno, e che non appaia mai come quello che invece cerca di frenare e bloccare le iniziative dei privati. Ci vuole veramente una sinergia di questo settore con l’intero Paese e con l’intero apparato produttivo del Paese.
Alla luce di quanto ho detto, avremmo voluto esprimere un voto quantomeno di astensione, se ci fosse stato modo di esprimersi, ma purtroppo è stata posta la fiducia. Se non fosse stata posta la fiducia, avremmo probabilmente guadagnato tempo e forse avremmo già votato, dopo aver esaminato gli emendamenti nel merito, come si è fatto nelle Commissioni riunite. Credo che tutti i senatori abbiano il diritto di intervenire su argomenti estremamente importanti. Il tempo c’era tutto, ma evidentemente si è voluto tarpare l’esame di questo provvedimento per la ben nota difficoltà della maggioranza, di mettersi d’accordo ma poi abbiamo visto che, anche quando ci si mette d’accordo non soltanto all’interno della maggioranza, ma fra maggioranza e opposizione, interviene qualcosa di esterno all’Emiciclo e alle Commissioni.
È preoccupante il fatto di continuare a convertire semplicemente in legge dei decreti-legge con una serie di limiti, il che vuol dire che, se si esce a insindacabile parere da quello che ha già inserito il Governo, non si può fare nulla. Di conseguenza, la funzione legislativa che la Costituzione assegna senza ombra di dubbio al Parlamento viene spostata altrove, con mancanza di trasparenza, per cui non c’è mai nessuno che si assuma veramente la responsabilità sulle singole parti di provvedimenti molto ampi, perché vengono tutte raccolte sotto voti di fiducia, dopo essere state scritte, modificate e cassate altrove.
Per questo voteremo ovviamente contro la fiducia, pur esprimendo apprezzamento per molte parti di questo provvedimento, che vanno in direzione della valorizzazione della pubblica amministrazione. Confidiamo che ci sia da parte di tutti e soprattutto del Parlamento, visto che ora c’è evidentemente questa dicotomia tra l’Esecutivo e il Parlamento, un controllo tale da garantire la massima trasparenza in tutti i procedimenti concorsuali e in tutti i tipi di assunzione. Lo Stato non deve in nessun modo far passare il messaggio che si entra nella pubblica amministrazione per ragioni diverse dal merito e su questo ci saremo sempre. Votiamo contro la fiducia ma, quando si tratta di lavorare per gli interessi degli italiani, ci siamo sempre. (Applausi).
