La Voce Repubblicana: “Malan, pensiamo ai problemi del Paese”

“I nostri elettori vogliono che ci occupiamo della sorte del Paese e non di litigare con i finiani”, lo ha detto alla Voce Repubblicana il senatore Lucio Malan, del Popolo delle Libertà.

Senatore Malan, cosa pensa delle fibrillazioni sul Governo e della proposta di Massimo D’Alema di un Governo di larghe intese senza la guida di Silvio Berlusconi?

“Esiste una Maggioranza parlamentare molto solida alla Camera e al Senato, che è stata indicata in modo chiaro dagli elettori nel 2008. Questa Maggioranza si è sempre manifestata in tutte le votazioni importanti. Direi che Massimo D’Alema spera in qualcosa che non ha nulla a che fare con la realtà”.

Perché D’Alema ha voluto fare una sortita di questo genere?

“Il motivo potrebbe essere che si è parlato molto di lui dopo che il suo nome era finito nel dimenticatoio”.

Il Presidente della fondazione ItalianiEuropei ha voluto far fallire il progetto di un nuovo Governo provocando una reazione di rifiuto per evitare che Fini conquistasse altro spazio politico?

“Credo che a Sinistra siano molto preoccupati per Gianfranco Fini. Il Presidente della Camera ha un certo appeal sul loro elettorato. Sottolineare la radicalità contro Berlusconi può essere un motivo che ha spinto D’Alema a fare questa proposta”.

Cosa pensa di una possibile apertura dell’attuale Maggioranza verso l’UDC di Pierferdinando Casini?

“Oggi come oggi non mi sembra una scelta politicamente desiderabile perché non mi risulta che il centrodestra abbia dei problemi di tipo numerico. Sarebbe difficile tradire i nostri elettori perché un Partito che si era presentato per conto suo alle ultime elezioni politiche debba entrare nella Maggioranza. Non mi sembra che il ventilato ingresso dell’UDC possa portare delle innovazioni particolari all’azione della Maggioranza”.

Dopo le dimissioni di Nicola Cosentino si è evitata una conta nel PdL. Pensa che, prima o poi, si arriverà a una resa dei conti nel Partito con i finiani?

“Spero che il nostro Gruppo parlamentare si occupi dei problemi del Paese invece di pensare a queste cose. Gli elettori non vogliono vedere queste cose da noi. Dobbiamo impegnarci per rispettare il programma politico che abbiamo presentato agli elettori nel 2008. Questo è il nostro dovere”.

E’ stata una scelta giusta porre la fiducia sulla manovra al Senato?

“Su un provvedimento di bilancio, ritengo legittimo – più che in altri casi- il ricorso alla fiducia. E’ un’importante assunzione di responsabilità da parte del Governo. Ed è un modo per portare a casa il provvedimento in tempo utile. Credo che sia anche il caso di sottolineare l’altissimo numero di presenze nella Maggioranza. Questo dato indica quanto fosse importante la percezione per questo provvedimento all’interno della Maggioranza stessa”.

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