Legge di Stabilità 2016: miliardi di nuove spese in 220 pagine per le quali manca la relazione tecnica

Si chiede ai senatori di votare senza sapere nemmeno quale sia il saldo. Nel frattempo, il debito di ogni Italiano – compresi bambini, nullatenenti e disabili – cresce

Intervento in Aula durante la discussione della questione di fiducia sulla cosiddetta Legge di Stabilità 2016 (bilancio annuale e pluriennale dello Stato) – richiesta di sospensione dell’esame

Signora Presidente,

intervengo per formalizzare la proposta, che è già ampiamente emersa dalla relazione di minoranza che ha testé svolto il senatore D’Alì, di sospendere l’esame di questo provvedimento nell’attesa che arrivino i chiarimenti indispensabili a procedere.

Mi richiamo per intero a quanto ha detto il relatore di minoranza, senatore D’Alì, a cominciare dalle incongruenze sui saldi. Parliamo di oltre tre miliardi; parliamo di un gran numero di norme a proposito delle quali la Nota di lettura del Servizio del bilancio ci informa che in decine di casi manca la relazione tecnica. In alcuni casi, il Servizio del bilancio afferma di non avere osservazioni al riguardo perché sono casi in cui non era necessaria una relazione tecnica, ma in parecchi altri osserva invece che sarebbe indispensabile avere una relazione tecnica per comprendere, ad esempio, se la formulazione proposta includa o no nuove spese. In ogni caso, andrebbe specificato (altrimenti che relazione tecnica è?).

Osservo, altresì, che questa preziosa Nota di lettura da parte del Servizio di bilancio, per la quale dobbiamo ringraziare per l’efficienza e la rapidità i nostri tecnici (oggetto, peraltro, di attacchi sul piano direi bassamente personale da parte del Presidente del Consiglio fin da parecchi mesi or sono, e la cui difesa, osservo con profondo disappunto, ho visto essere stata delegata unicamente ai senatori dell’opposizione), mi è giunta più o meno cinque minuti fa, grazie a contatti approfonditi svolti dall’ufficio legislativo del mio Gruppo (che altresì ringrazio) perché non era a disposizione su Internet. Sto parlando di 220 pagine, che ho ricevuto pochi minuti fa e per la cui lettura avrei bisogno di qualcosa di più di qualche minuto; nonostante questo, in questi cinque minuti ho verificato i numerosi rilievi di carenza di relazione tecnica che sono stati evidenziati.

Evidentemente, coloro che, invece, ritengono di approvare queste norme non hanno bisogno delle osservazioni, frutto di ore e ore di lavoro; non hanno bisogno di nulla, perché approverebbero qualunque cosa venisse loro proposta.

Osservo, peraltro, che siamo in mancanza di relazione tecnica anche su punti in cui la relazione sarebbe strettamente necessaria e al secondo passaggio in cui queste norme si approvano. Qui non abbiamo nulla di nuovo per il Parlamento (per il Senato moltissimo); questo vuol dire che noi ci accingiamo… pardon, la maggioranza si accinge ad approvare non per la prima, ma per la seconda volta – la prima volta alla Camera e la seconda volta al Senato – norme prive degli elementi necessari alla loro valutazione sia politica, che tecnica. Si pensa che vada bene così, ma io francamente non sono di questa opinione. Qui parliamo di miliardi di nuove spese, che si aggiungono a una Legge di Stabilità tutta in deficit.

Si pensi che, nell’ultimo mese di rilevamenti della Banca d’Italia (che arriva due mesi dopo i fatti perché, evidentemente, devono essere effettuati dei conteggi), il nostro Paese si è indebitato per ulteriori 20 miliardi di euro. Vuol dire che ogni italiano si ritrova personalmente, alla fine di un singolo mese, con circa 375 euro di debito in più. Perfino per i principali beneficiari di queste norme! Parliamo dei famosi diciottenni, dei quali, siccome vanno a votare per la prima volta, si prova a comprare in modo veramente indegno il voto con misure note: per combattere il terrorismo, si danno loro i soldi per andare al cinema – misura molto curiosa ma quantificabile in 500 euro per l’intero anno. Solo nello scorso mese, in cambio di questi 500 euro si sono trovati 375 euro di debito in più, così come tutti i loro familiari che, evidentemente, non riceveranno questi 500 euro. I famosi percettori degli 80 euro che il Governo distribuisce sappiano che, a fronte di quegli 80 euro in più che si ritrovano in tasca, si ritrovano 375 euro di debito in più e per un solo mese. Pertanto, da quando c’è il Governo Renzi, ogni Italiano si trova con 1.900 euro di debito in più; ciascuno, non ogni famiglia: anche i bambini, i nullatenenti e i disabili.

Pertanto, siamo di fronte ad un debito che è 306 miliardi in più di quando vi fu la famosa crisi, lo spread e il dramma del 2011. Dopo tre o quattro anni di risanamento ci si ritrova con 306 miliardi di debito in più e, anche calcolando il prodigioso aumento di PIL di 0,8 punti e facendo i dovuti conteggi degli ultimi anni, il nostro PIL sarà, alla fine dall’anno, del 4 per cento inferiore al 2011, prima che arrivassero i risanatori. Per cui, con i risanatori – incluso questo Governo – ogni Italiano si trova con quasi 6.000 euro di debito in più, personalmente, e un reddito che mediamente è sceso di 102 euro al mese. Il PIL è calato del 4 per cento; uno dirà «chi se ne importa», ma questo significa che ogni Italiano, mediamente, ha un reddito di 102 euro inferiore quest’anno rispetto a quattro anni fa.

Con queste premesse, si vuole proseguire con l’approvazione di una Legge di Stabilità con una valanga di misure la cui copertura non è chiara perché non è chiaro l’onere. Questo davvero mi sembra un atto irresponsabile ed è per questo che propongo di sospendere l’esame di tale provvedimento; almeno per sapere cosa si approva.

Siamo d’accordo che la maggioranza voterebbe qualunque cosa e che noi abbiamo già letto abbastanza per essere contrari, ma credo sia certamente doveroso – un obbligo tecnico, pratico e normativo – sapere cosa si vota. Infatti, leggendo questa legge di stabilità, a causa delle incongruenze, ben sottolineate dal senatore D’Alì, e dell’indeterminatezza di certe coperture, non sappiamo neanche quale sia esattamente il saldo.

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