PdL Senato: “Legge elettorale. Malan: Noi intenzionati a cambiarla, altri vogliono testo su misura”

Da oggi e per le prossime due settimane, la riforma della legge elettorale sarà nel calendario della commissione Affari costituzionali, come stabilito nell’ultima Conferenza dei Capigruppo. La discussione, poi, dovrebbe approdare in Aula. I tempi si fanno sempre più stretti. Senza contare un altro dettaglio di non poco conto: l’avvertimento di Napolitano a non tornare al voto con l’attuale legge elettorale. Il presidente del Senato, Renato Schifani, ha rimarcato come “la Capigruppo ha accettato all’unanimità la mia proposta di assegnare alla Commissione un tempo predeterminato, affinché le forze politiche abbandonino i tatticismi, e si possa arrivare a una convergenza su un testo da portare in Aula”. Le urne, insomma, si avvicinano sempre più e la modifica del contestato “porcellum” non è più rinviabile.

Ne parliamo con il senatore Lucio Malan, relatore del testo.

Riprende la discussione sulla legge elettorale. Il PdL presenterà una propria proposta?

“Il PdL presenterà l’ennesima proposta. Ne abbiamo già presentate diverse, rendendoci disponibili su ciascuna di esse. Da parte del PD, invece, non è arrivata alcuna disponibilità, ma solo proposte che garantirebbero al partito che ottiene la maggioranza relativa – cosa che oggi i sondaggi danno a loro – un numero enorme di parlamentari”.

Quindi, ritiene non ci sia modo di conciliare le posizioni, perlomeno fino a quando si cerca di “tirare l’acqua al proprio mulino”…

“Penso sia proprio così. Se si formula una proposta unicamente per tutelare la situazione momentanea delineata dai sondaggi, non si arriva da nessuna parte. Occorre un vero spirito di collaborazione, anche perché è chiaro che, in Parlamento, non c’è a oggi un Partito che da solo possa approvare una legge”.

Quali sono i punti che ritenete essenziali, anche nell’ottica di una proposta di compromesso e di mediazione, rispetto a una nuova legge elettorale?

“Innanzitutto una maggiore possibilità, da parte degli elettori, di individuare il proprio candidato eletto. In secondo luogo, una formula che garantisca, in termini ragionevoli, delle norme che facilitino la governabilità – possibilmente, sapendo subito chi ha vinto le elezioni e chi governerà”.

 

 

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