L’ENAC modifica da solo il “Regolamento per i mezzi aerei a pilotaggio remoto” (i droni) negando l’uso per la Protezione civile e il soccorso

Operatori fortemente penalizzati e organizzazioni di categoria ignorate, in un settore che può arrivare a circa un miliardo di euro all’anno e dare lavoro a decine di migliaia di addetti

Interrogazione al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti
Premesso che:

per il settore dei droni civili l’ENAC, ente pubblico non economico istituito con decreto legislativo 25 luglio 1997, n. 250, avente il compito di regolamentare il settore dell’aviazione civile, in data 16 dicembre 2013 ha emanato il “Regolamento mezzi aerei a pilotaggio remoto”, entrato in vigore il 30 aprile 2014;

nel 2015 la FIAPR (Federazione Italiana Aeromobili a Pilotaggio Remoto), la più vasta organizzazione di settore, ha chiesto formalmente ad ENAC di aprire un tavolo di confronto con le associazioni di categoria per modificare il Regolamento;

ENAC ha accolto positivamente convocando le parti che hanno predisposto un corposo e argomentato documento tecnico con le richieste di modifica;

ha quindi provveduto nell’estate 2015 a presentare una seconda versione del Regolamento, accogliendo i punti principali proposti dagli operatori, sbloccando un settore con enormi potenzialità di sviluppo economico;

questa versione, come la precedente, pur entrando in vigore formalmente, rinviava la definizione del dettaglio di requisiti tecnici, non consentendo a costruttori ed operatori di avere le informazioni complete per pianificare la propria attività;

il 23 dicembre, ENAC pubblicava senza preavviso, in tarda serata, una nuova versione emendata del Regolamento, senza coinvolgimento o informazione delle associazioni di operatori che avevano contribuito in modo sostanziale alla stesura della seconda edizione;

con questo aggiornamento ENAC ha cambiato nuovamente molti requisiti, rendendo praticamente inutile il lavoro che costruttori ed operatori avevano nel frattempo intrapreso, sulla base del Regolamento pubblicato in estate;

 

considerato che:

alcune delle prescrizioni più restrittive della regolamentazione italiana non trovano riscontro in quelle di altri Paesi europei che hanno anche una storia più lunga nel settore, creando così una forte penalizzazione per gli operatori del nostro Paese;

operatori del settore riferiscono che ENAC spesso non risponde alle richieste degli utenti, o lo fa con ritardo;

la FIAPR aveva chiesto ad ENAC già la primavera 2015 alcune modifiche al Regolamento per favorire l’utilizzo dei droni per le attività di soccorso e protezione civile; purtroppo la proposta non è mai stata presa in considerazione neanche con un diniego motivato; conseguentemente molte attività di soccorso (come la ricerca delle persone scomparse) non possono essere effettuate con questi mezzi, che potrebbero salvare vite umane;

contrariamente a quello che avviene in altre realtà vicine, non è riconosciuto un ruolo alle organizzazioni di categoria che potrebbero mettere a disposizione il grande patrimonio di conoscenze tecnico-scientifiche dei loro aderenti, contribuendo a scrivere regole applicabili e coerenti; in Francia, per esempio, la perfetta sinergia tra la DGAC, l’equivalente transalpino di ENAC, e la Federazione dei droni civili professionali ha portato ad una regolamentazione che, senza rinunciare alla sicurezza dei sistemi, ha fatto crescere economicamente il settore, con migliaia di addetti e nessun incidente rilevante;

in mancanza di una legge dello Stato che disciplini in modo specifico le sanzioni per le violazioni del Regolamento predisposto da ENAC (che non ha competenza per definire le sanzioni), le Forze dell’Ordine si trovano ad applicare le sanzioni generali previste dal Codice della navigazione (di cui al regio decreto n. 327 del 1942 e successive modificazioni e integrazioni) per gli aeromobili commerciali, di ben altra dimensione, pericolosità e manovrabilità, sproporzionate rispetto alle violazioni commesse;

il settore presenta una potenzialità per un giro d’affari annuo intorno al miliardo di euro con prospettive occupazionali stimabili in decine di migliaia di addetti tra costruttori, assemblatori, istruttori in scuole di formazione e operatori,

 

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo intenda prendere in considerazione la modifica del “Regolamento mezzi aerei a pilotaggio remoto”, tenendo conto delle proposte e del contributo di competenza delle organizzazioni del settore, al fine di dare riferimenti normativi certi e appropriati;

quali iniziative intenda intraprendere per coinvolgere fattivamente tali organizzazioni.

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