L’Espresso: “Matteo Renzi vuole il voto a ottobre”. Lo scenario di Lucio Malan (FI) sul Governo

Il senatore forzista smonta la riforma del Senato del Premier, “tesa a distogliere l’attenzione degli Italiani dai veri problemi del Paese”

«Il piano di Matteo Renzi a me appare chiaro: andare alle elezioni ad ottobre, prima di una nuova necessaria stangata per gli Italiani». Questo è lo scenario del senatore di Forza Italia Lucio Malan, uno dei senatori più critici sul pacchetto delle riforme del Premier. Malan, infatti, consegna la sua previsione ai microfoni di Radio Città Futura parlando proprio della riforma del Senato, che sarebbe «tutta tesa a distogliere l’attenzione degli Italiani dai veri problemi del Paese: la disoccupazione alle stelle, le tasse, la necessità di una nuova manovra».

Renzi, secondo Malan, vorrebbe evitare la manovra correttiva – che invece, per il senatore, «è necessaria». «Non sono io ad affermarlo. L’hanno previsto in tanti, dai tecnici del Senato alla Commissione europea», precisa Malan, «e quando avremo i dati di maggio sul debito pubblico, si vedrà che ci vorranno più dei 10 miliardi indicati da più parti».

E che ne sarebbe del Renzi che chiede «mille giorni per le riforme»? L’analisi di Malan prosegue così, con un attacco: «I mille giorni per fare le riforme di cui parla Renzi sono in realtà un modo per distogliere l’attenzione sui primi 100 giorni che non hanno portato a nulla». Né sull’economia, né sulle riforme, con l’Italicum «impantanato» e la riforma costituzionale ancora oggetto di trattative.

Proprio su questo, Malan rappresenta la posizione dei senatori di Forza Italia più critici: «Piuttosto che un Senato del genere, meglio nessun Senato» dice, pur riconoscendo, ironico, alcuni miglioramenti: «L’ultima versione rispetto alla precedente è quasi un capolavoro». «Certo, ora è un testo del quale si può parlare», spiega il senatore, che annuncia però che dalla riunione congiunta di deputati e senatori di Forza Italia di giovedì, con Berlusconi, arriverà la richiesta «di altri miglioramenti», perché «di certo non siamo disposti a votare qualunque cosa».

Nonostante nei palazzi non si trovino molte tasche pronte a scommettere sullo scenario di Malan, né si trovi una sola conferma tra gli uomini e le donne più vicine al Premier, l’analisi che il senatore di Forza Italia usa come base dello scenario, sulle ruolo delle riforme, non è però così rara. L’opinione, ad esempio, è la stessa del giornalista Gad Lerner, certo non vicino a Malan, che su twitter ha parlato della riforma del Senato come «diversivo che la politica si dà per mascherare la sua impotenza di fronte alla crisi».

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