Libero: “Dio non è di sinistra. E Silvio farà un miracolo”

di Giancarlo Perna

Se tra i vituperati parlamentari ce n’è uno irreprensibile, questo è Lucio Malan. Senatore berlusconiano da quattro legislature, Malan è la quintessenza della serietà. Nella passata legislatura (2008-2013), fu secondo tra i senatori per produttività in base ai calcoli di Openpolis, il sito che dà le pagelle agli eletti. In questa è solo novanataseiesimo, il che però non vuol dire che batta la fiacca. Adesso, infatti, Malan è questore di Palazzo Madama, cioè amministratore della struttura che comprende 321 senatori e 677 dipendenti. Attività impegnativa ma che non rientra in quella tipica di un senatore – disegni di legge, interpellanze, voti, ecc. – e sfugge perciò alle misurazioni di Openpolis. Di qui, la retrocessione. In compenso, essendo lui a tenere i cordoni della borsa, è circondato dalla deferenza generale del Palazzo. Me ne accorgo appena chiedo all’ingresso del Senato di salire da Malan. Scatta subito una raffica di telefonate, di “prego, si accomodi” e di assistenti parlamentari (i commessi di un tempo) che si offrono di accompagnarmi, rassettandosi la divisa strada facendo. Giunti alla meta, il Questore è già sulla soglia del suo studio amabile e sorridente com’è nello stile di questo giovanottone cinquantacinquenne, che si è accordato in alto loco per dimostrarne quindici di meno. Malan ha l’aspetto distinto di un barone baltico, biondo con gli occhi azzurri.

A questo punto, direte: “Che palloso un tipo così perfettino”. Qui vi volevo. Malan è infatti un conservatore imprevedibile che riserva più sorprese del progressista fatto con lo stampino. Innanzitutto è valdese, ossia una rarità. Per di più, contrariamente alla massa dei valdesi – che sono di sinistra – è un liberale di destra, cioè una mosca bianca. “Sono un’eccezione rispetto alla tendenza degli ultimi anni”, precisa Malan che, esauriti i convenevoli, mi fa accomodare nel salottino del suo ufficio. “In passato, i valdesi erano fedeli alla Corona dei Savoia anche quando li perseguitava. La recente svolta a sinistra risale agli anni ’70”. “Cos’è successo?”, chiedo. “Il nostro clero si è proletarizzato”, risponde. “Una volta diventavano pastori i giovani più brillanti delle famiglie cospicue. Era lo sbocco più ambito in epoche difficili per le nostre comunità. A metà Ottocento però, col mitigarsi dei tempi, i migliori cominciarono ad abbracciare le professioni liberali, lasciando agli altri il posto di pastori. Il progressivo abbassarsi del livello ha favorito la svolta a sinistra”. “Lei è però liberale e di destra pur essendo figlio di un operaio. Non ne fa una giusta”, rido. “Papà era falegname. Ma da noi, in Val Pellice, non c’era abbastanza lavoro per il suo mestiere. Così si è arrangiato – operaio, bidello, ecc. A me ha lasciato due eredità: una gran voglia di fare e la rettitudine”. “Dopo la laurea in Lettere, Lei prese un Master in Storia a Las Vegas, la Gomorra americana. Andò per peccare?”, sfruguglio. “Ci abitava la mia unica zia. Mi sono appoggiato a lei perché pagavo i corsi di tasca mia e non potevo permettermi università altolocate, tipo Boston”, risponde soave. “Lei è credente?”, domando. “Fortemente credente. Legato alla fede dei miei antenati, tutti valdesi e contrari alla teologia liberal e sinistrorsa degli ultimi anni. Ho perciò dato vita a gruppi fedeli alla dottrina conservatrice delle nostre origini”. “Lei lo sa di avere un punto in comune con Matteo Renzi?”, dico a bruciapelo. Malan si allarma e dice: “In che senso?”, facendo capire che l’abbinamento non gli piace affatto.

Come Renzi, Lei è vincitore di un concorso a quiz di Mike Bongiorno, Pentatlon.

“Vero. Fu nel 1985. Per un unico errore, non ho potuto tentare il raddoppio a 77 milioni. Bella cifra per quei tempi e per il venticinquenne che ero. Ebbi però un cospicuo premio di consolazione”.

Renzi invece vinse alla Ruota della fortuna nove anni dopo. Fu più bravo di Lai. farebbe a cambio?

“Decisamente no. I miei principi sono dimetralmente opposti. Lui è un demagogo che sfascia tutto per il proprio tornaconto. mentre la politia è l’esatto contrario: mettersi al servizio per costruire”.

Ha un tono di superiorità morale.

“Trovo inaccettabile la sua mancanza, premeditata e sistematica, alla parola data”.

Matteo L’ha battuta anche nella vita, facendo più carriera.

“Non avendo fatto altro che politica – salvo quel tanto che gli è poi servito per scaricare i contributi pensionistici sul Comune di Firenze – ha guadagnato tempo”.

Le sta proprio sulle scatole.

“Sono antirenziano della prima ora. Renzi può apparire ciltronescamente simpatico. Ma è solo un vendicativo che punta tutto sull’accrescimento del potere personale”.

E’ consapevole, sen. Malan, che questa è la Sua ultima legislatura?

“Per vilipendio di Renzi?”

Perché è attaccato al carro del Cav che ormai fa cilecca.

“Berlusconi è dato per morto da 21 anni. Ma è in sella”.

Lei ci crede ancora?

“Sì, perché ci crede lui. Ha provato a mettersi da parte, sia per l’età che per le note vicende. Ma è ancora indispensabile per un centrodestra unito”.

E quale sarebbe la sua virtù?

“Gli Italiani cercano figure affidabili, che non trovano in chi urla. Votare è come affidare le chiavi di casa al prescelto. Io a Berlusconi le darei. Al resto del panorama politico, no”.

Siete passati dal 38 al 12 per cento.

“Gli elettori non ci votano per appartenenza ma per le proposte. Avendoci visti poco attivi, si ritirano”.

E’ quel che dico: zero idee.

“Ci rivoteranno quando faremo le proposte, cosa che avverrà immancabilmente, e appena avranno la certezza che a guidare il centrodestra sarà Berlusconi”.

FI non ha più né sede né telefono e il sito non è aggiornato da anni. Un partito virtuale.

“Colpa dei debiti accumulati negli anni ’90, quando dall’opposizione inseguimmo la vittoria. Stavamo pagando, quando è giunta la sciagurata abolizione del finanziamento pubblico dei partiti”.

Legge votata anche da voi.

“Io non l’ho votata. Fu voluta dal Governo Letta per dare addosso a Berlusconi e impedirgli di venire incontro a FI col suo portafoglio”.

Senza neanche la sede, meglio portare i libri in tribunale.

“Della sede si può fare a meno. L’importante sono attività e idee. Dobbiamo attrezzarci per una battaglia più moderna a costi ridottissimi”.

Il responsabile culturale di FI è il genero di Paolo Berlusconi. Nepotismo papalino.

“Moralismo d’accatto, dottor Perna. Capirei se Edoardo Sylos Labini fosse solo marito di Luna Berlusconi. ma è bravo e noto di suo. E, a pensarci, il solo della famiglia che ha ruoli in FI”.

Non avete piazzato neanche un giudice alla Consulta.

“Renzi, pur di non votare il nostro candidato, si è accordato con i grillini, gli eterni ascari di questa maggioranza, pronti ad accorrere al primo fischio”.

Metà degli eletti di FI ha abbandonato il Cav. Traditori, come li bolla lui?

“Potevano sempre dimettersi. In ogni caso, lasciare FI per appoggiare il Governo Renzi monopolizzato dal PD, partito storicamente avversario di FI, è l’opposto di quello che ci chiedono gli elettori”.

Lei resta perché crede nel Cav o per lealtà personale?

“Se pensassi che Berlusconi sbagli, ne trarrei le conseguenze. Ma sono certo del contrario”.

Perché votare ancora il Cav?

“Con lui, la vittoria è possibile. E, se non vinciamo noi, al ballottaggio con Renzi prevalgono i grillini. A quel punto, non resta che l’emigrazione”.

Una cosa va detta: la Severino vale solo per il Cav, non per De Luca o altri. Ma, al solito, voi l’avete votata!

“Non io. Era una legge delegata. Il centrodestra ha votato solo la delega al Governo. Poi, paola Severino e Mario Monti hanno fatto ciò che volevano, forgiando una legge su misura per azzoppare Berlusconi”.

Sta arrivando lo ius soli.

“Sono contrarissimo. L’ondata migratoria va disincentivata. Lo ius soli la moltiplicherà”.

L’Ambasciata USA, sotto sotto, corteggia i grillini.

“Enorme errore. M5S è un gruppo di estrema sinistra che attrae anche giustizialisti di destra. Se avranno il Governo, oscilleremo tra Venezuela e Grecia”.

Nicola Cosentino, ex sottosegretario FI accusato di cammorra, è da due anni in carcere senza uno straccio di condanna.

“Inaccettabile. Quando parlo di queste storture con gli stranieri, non capiscono”.

Alla moglie è vietato incontrarlo. Giustizia saudita?

“Quella di Riad è veloce e taglia teste. La nostra è subdola e e spettacolare. Va evitato che diventi saudita a tutti gli effetti”.

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