L’Indro: “Battaglia sulle Unioni Civili”

Quasi a sorpresa, anche Forza Italia, proprio ieri, ha depositato nella 2° Commissione Permanente di Giustizia al Senato un suo testo per regolamentare le unioni civili in toto, lo Schema di testo unificato alternativo proposto dai senatori Caliendo, Falanga, Malan e Cardiello.

Lucio Malan, uno dei firmatari e senatore di Forza Italia, è chiaro sul fatto che “il disegno di Legge della Cirinnà è un matrimonio a tutti gli effetti fra persone dello stesso sesso; è in tutto uguale al matrimonio, anche esplicitamente, solo che non si chiama matrimonio. Ha un aspetto di ipocrisia che trovo negativo. Bisognerebbe dirlo con chiarezza: si chiama ‘unione civile’ quello che, in realtà, è un matrimonio. È esattamente la stessa cosa”. E “noi vogliamo qualcosa di diverso. Per due ordini di ragione: il matrimonio è un’istituzione a tutela della maternità, della procreazione. Lo Stato entra nel rapporto privato perché dal matrimonio possono nascere i figli, e la nostra Costituzione dice che la coppia sposata è l’ambito nel quale preferibilmente devono crescere (i figli). Certamente esiste la libertà di ognuno di noi di fare ciò che vuole della propria vita in ambito sessuale e sentimentale, perfino riproduttivo. Esistono coppie non sposate con figli. Ma le coppie omosessuali non hanno tra le loro caratteristiche la riproduzione, uscendo dagli slogan di ‘amore di serie A e B’. Secondo punto: se si stabilisce un istituto per le coppie dello stesso sesso, che sia sostanzialmente simile al matrimonio ma che non comprende l’adozione, varie corti costituzionali di Paesi europei – come ad esempio l’Austria e la Germania – hanno fatto sì che venisse introdotta obbligatoriamente l’adozione. Noi siamo contrari per convinzione, e perché tutti i sondaggi dicono che la grande maggioranza degli Italiani è contraria”.

Cosa contiene il vostro testo? “Una proposta per venire incontro alle coppie che non vogliono – nel caso delle coppie eterosessuali – o non possono – nel caso di quelle omosessuali – sposarsi, e comporta alcuni diritti e doveri che sono ben distinti rispetto a quelli del matrimonio. Comprende il dovere di solidarietà, l’assistenza morale e materiale reciproca, il diritto a sostegno economico nell’ipotesi di cessazione, l’obbligo alimentare. Questo vale per qualsiasi tipo di coppia. A differenza del testo Cirinnà, che ha una sezione per le coppie dello stesso sesso e una per le convivenze, noi abbiamo un solo filo conduttore che è uguale per entrambi. Continuando, ad esempio, sui diritti successori nel caso di morte quando l’unione dura da nove anni, esiste il diritto dell’altra parte all’usufrutto di una quota di eredità, la successione nel contratto di locazione, in materia di salute, il partner dell’unione civile può essere nominato amministratore di sostegno, le visite in carcere”. Al momento, il testo in discussione (o, meglio, che deve essere emendato) rimane quello della senatrice Cirinnà.

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