L’Indro: “Legge elettorale, la bozza PdL”

Dopo le esortazioni dal Quirinale, qualcosa si muove.

Intervista al Senatore Lucio Malan, relatore: “Non un documento ultimo, ma solo un contributo alla discussione”

Il senatore Lucio Malan, relatore per il PdL alla riforma della legge elettorale, ci conferma: “Si tratta di un disegno di legge che è stato firmato da Quagliarello e Gasparri. Se venisse rapidissimamente assegnato alla commissione Affari Costituzionali del Senato, io e il correlatore Enzo Bianco potremmo riferirne già oggi”.

Quindi, si riparte?

“L’aspetto rilevante è che il disegno di legge non viene presentato come ‘la proposta’: non si tratta di un documento ultimativo, ma solo di un contributo alla discussione”.

Allora è vero – come molti ipotizzano – che il PdL bluffa sulle preferenze, le usa solo come merce di scambio per ottenere il premio al Partito, piuttosto che alla coalizione?

“Non posso confermare, non mi risulta”.

Se si dovesse realizzare il miracolo di una riforma della legge elettorale, non crede che – proprio per questo – aumenterebbero le possibilità di elezioni anticipate?

“Non lo credo affatto. Sono tutte ipotesi, speculazioni di chi deve parlare sempre e comunque e di chi deve scrivere ogni giorno intorno a questi argomenti. Fra i due avvenimenti non c’è affatto una relazione così stretta. Sarebbe come se si approvasse una riforma che modifica il concorso di Magistratura e il giorno dopo si decidesse di dichiarare decaduti tutti i magistrati, perché selezionati col precedente concorso. Oltretutto, se si andasse come razzi, si potrebbe approvare la legge a ottobre, quando mancherebbero pochi mesi alla fine naturale della legislatura”.

Napolitano, nella lettera del 9 luglio ai Presidenti delle Camere, aveva detto che il Parlamento può legiferare senza ricorrere a maggioranze qualificate o coincidenti con quella di Governo. Poi, ieri, ha chiarito che il suo auspicio è “per un testo di riforma largamente condiviso”. Non c’è una certa contraddizione fra i due inviti?

“No, non vedo contraddizione – e non è perché voglio mettermi a fare il difensore del Presidente. Si può votare a maggioranza sempre. Anzi, se qualcuno avesse voluto forzare la situazione, avrebbe potuto dire: nella lettera del 9 luglio, il Presidente aveva ricordato che si può procedere a maggioranza … il 30 luglio ci ha invitato a fare presto … quindi, noi adesso prendiamo l’iniziativa!”

Articolo integrale

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email