TAV. MALAN E GIACHINO (FI): I “BUROCRATI” CHE LA SABOTANO SONO RENZI E IL PD

“È davvero curioso che il presidente Chiamparino e il senatore Esposito diano ‘ai burocrati’ la colpa della decisione del CIPE di tagliare il 70% delle compensazioni della TAV, quando si tratta di una mossa squisitamente ed esclusivamente politica”, hanno dichiarato due esponenti di Forza Italia, il senatore Lucio Malan e il responsabile nazionale trasporti Mino Giachino.

“Il CIPE – proseguono Malan e Giachino – è presieduto per legge (lo dice l’articolo 16 della legge 48/1967) dal Presidente del Consiglio – cioè Renzi – e dal ministro Padoan, che ne è il vice. Segue una serie di ministri, che oggi sono Gentiloni, Guidi, Delrio, Poletti, Martina, Galletti, Giannini, Franceschini, oltre al ‘Presidente della Conferenza dei presidenti delle Regioni e delle Province autonome di Trento e di Bolzano, o un suo delegato, in rappresentanza della Conferenza stessa’ – e cioè lo stesso Sergio Chiamparino. Insomma, un po’ di gioco delle parti si può anche capire, ma definire il CIPE come una banda di burocrati non sta né in cielo né in terra: per legge è pieno zeppo di politici, praticamente tutti del PD, e c’è lo stesso Chiamparino. Se, poi, questi politici delegano tutto ai burocrati, è una scelta di cui hanno l’esclusiva responsabilità, così come hanno la responsabilità dei cosiddetti burocrati, scelti da loro, uno per uno. E, se i componenti del CIPE del PD si sottomettono alle decisioni di Renzi – che ha fatto presiedere l’ultima riunione al suo fidissimo Luca Lotti, politicissimo anche lui – la responsabilità politica è nuovamente loro. In ogni caso, i documenti del CIPE, prima di essere registrati dalla Corte dei Conti e pubblicati sulla Gazzetta ufficiale, non viaggiano al buio ma sono letti e riletti dagli uffici alla diretta dipendenza dei Ministri.

La verità è che a Renzi la linea Torino-Lione non è per niente simpatica: non passa da Firenze, si finirà dopo le prossime elezioni per cui non ci si può far bello, ed è un grande investimento per il Piemonte e per l’Italia che, in quanto tale, toglie risorse a qualche mancia elettorale tipo gli 80 euro. Questa volta è riuscito a portare via 80 milioni e, nel frattempo, il gran tempo perduto rende sempre più difficile realizzarla. Un ottima mossa politica per lui, ma un colpo basso all’Italia e in particolare al Piemonte, che ha nel TAV la sua principale opportunità. Ad ogni buon conto, chiediamo fin d’ora a coloro che la legge designa come componenti del CIPE di spiegarci come sono andate le cose nell’ultima riunione, se ci sono andati o chi hanno delegato al posto loro e quale mandato hanno dato per quanto riguarda le compensazioni TAV. In mancanza di risposte, chiederemo l’accesso agli atti per sapere chi lo ha deciso”.

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