DEBITO. MALAN (FI): CIFRA RECORD, TESORETTO ERA BALLA ELETTORALE

“I dati sul record del debito pubblico confermano che il tesoretto era una spudorata balla elettorale per fare qualche promessa truffaldina. Ed è ovvio che la sentenza della Corte Costituzionale sulle pensioni non c’entra con il dato di Banca d’Italia. Siamo così arrivati a 275 miliardi di nuovo debito da quando è stato liquidato l’ultimo Governo espressione del voto popolare, quello guidato da Berlusconi. I finti risanatori Monti e Letta, seguiti da Renzi, sono anche riusciti a far scendere il PIL del 4,5%, triplicato le tasse sulla casa e aumentato la disoccupazione di quattro punti percentuali. E questo, nonostante le circostanze siano assai più favorevoli che nel 2011 – grazie al crollo del prezzo del petrolio, al forte ribasso dell’euro rispetto al dollaro, all’iniezione di liquidità attuata da Draghi e al conseguente forte ribasso del costo del servizio del debito pubblico. L’unico elemento positivo – ieri tanto sbandierato – della crescita del PIL dello 0,3% viene sostanzialmente azzerato dal dato di oggi, che rappresenta un aumento del debito dello 0,7%: più che doppio.

In altre parole: il PIL è salito di 5 miliardi, il debito è aumentato di 15 miliardi in un solo mese. In sostanza, anche nel 2015 peggiora il rapporto debito/PIL. Evidentemente, i Governi non eletti non sono solo un male per la democrazia ma anche per l’economia”.

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