LEGGE ELETTORALE. MALAN (PdL): PREFERENZE FAVORISCONO INFILTRAZIONI ‘NDRANGHETA

“Avendo sempre presente il principio costituzionale della presunzione di innocenza, un dato balza evidente nella vicenda dell’ipotizzato tentativo della criminalità organizzata di piazzare persone fidate nel Consiglio Regionale calabrese: il meccanismo delle preferenze agevola simili tentativi.

Infatti, sommando le preferenze di tutti i candidati arrestati si arriva a 13.382 che hanno dato luogo a un seggio. Se questo voto si fosse espresso nel sostegno a una lista, non avrebbe prodotto neppure un seggio, tant’è vero che la lista Sinistra per Vendola è rimasta senza eletti pur avendo preso oltre 38mila voti. Addirittura, ammettendo che i 13mila voti dei cinque arrestati fossero davvero orientati da un entità unica, quella entità, distribuendo i propri voti in modo più oculato – poco più di un centesimo del totale – avrebbe potuto eleggere non uno ma ben tre consiglieri su 50, visto che sono ben 10 i consiglieri eletti con meno di 4mila preferenze.

Su questi dati dovrebbero meditare coloro che vogliono reintrodurre le preferenze alle elezioni politiche, cosa che ci renderebbe un caso quasi unico dentro e fuori l’Unione Europea”.

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