MANOVRA, MALAN (FI): DI MAIO CONFERMA SOLO 80€ AL MESE PER POVERO

“Durante il question-time al Senato, il vicepresidente del consiglio Luigi Di Maio non ha potuto smentire i miei semplicissimi calcoli da cui emerge che per i 9 milioni e 368mila poveri (dato Istat) i nove miliardi previsti nella manovra equivalgono esattamente a 80 euro al mese a testa. Ha detto che i 780 euro al mese propagandati in campagna elettorale andranno solo a chi oggi è a reddito zero e si impegnerà nelle attività di formazione, dunque dovrebbero essere sufficienti. Resta il fatto che la media è 80 euro al mese a testa. Se si pensa che questo risolva il problema della povertà in Italia o non si conosce la realtà, o non si conosce la matematica.”

RESOCONTO STENOGRAFICO:

PRESIDENTE. Il senatore Malan ha facoltà di illustrare l’interrogazione 3-00247 sulle modalità di finanziamento del reddito di cittadinanza, per tre minuti.

MALAN (FI-BP). Signor Presidente, signor Vice Presidente del Consiglio nonché Ministro del lavoro, in questi giorni avete festeggiato l’abolizione della povertà – così avete detto – grazie al reddito di cittadinanza. L’avete festeggiato dal balcone, come da molto tempo non succedeva, e credo che nessuno lo rimpiangesse (Applausi dal Gruppo FI-BP). Allora non andò molto bene, devo dire; speriamo in meglio stavolta.
Avete detto che abolite la povertà grazie a 10 miliardi stanziati per il reddito di cittadinanza e la pensione di cittadinanza. Su queste cifre ho fatto ho scritto, appena ventisette ore fa, l’interrogazione. Ma ieri sera, lei stesso, ministro Di Maio, ha chiarito su Facebook che un miliardo, di quei 10 miliardi, serve per potenziare i centri per l’impiego e solo 9 miliardi vanno ai cittadini assistiti. Ne prendiamo atto.
Questa mattina, l’altro Vice Presidente del Consiglio, il ministro Salvini, ha dichiarato che in realtà per il reddito di cittadinanza e tutto il resto ci sono solo 8 miliardi in tutto, dunque compreso il potenziamento dei centri per l’impiego. Ma, ministro Di Maio, io mi schiero con lei, nel senso che prendo per buona la cifra che lei, poche ore fa, alle 20,30 di ieri, ha detto: 9 miliardi. E farò anche conto che si tratta di soldi nuovi, e cioè non magari provenienti dal reddito di inclusione o da altre forme di assistenza, altrimenti vorrebbe dire che quei 9 miliardi sono molto di meno. Facciamo conto che siano davvero 9 miliardi e che siano tutti i nuovi; lo sapremo con precisione quando finalmente vedremo il disegno di legge.
Purtroppo, in Italia i poveri, secondo l’ISTAT, sono 9.368.000. Fatti i conti, sa quanto viene a testa al mese per questi 9.368.000? Esattamente 80 euro, anzi 80 euro e 6 centesimi. (Applausi dai Gruppi FI-BP e M5S). Insomma, il Governo del cambiamento, le feste sul balcone e sul barcone, le liti a livello internazionale che si sono già costate 3 miliardi di maggiori interessi che ci siamo già impegnati a spendere in più sul debito pubblico, per avere i soliti 80 euro? È una misura che voi avete criticato, e anche noi, perché la ritenevamo inadeguata, illusoria e costosa.
Lei ha detto, però, che sarà solo per 6,5 milioni di cittadini. Ma allora vuol dire che 2.868.000 italiani poveri non vedranno un centesimo da questo reddito cittadinanza? Feste solo per voi e non per loro? Quanto ai 6,5 milioni di presunti fortunati, si tratta di 115 euro al mese, perché dobbiamo dividere i soliti 9 miliardi – Salvini permettendo – per 6,5 milioni: fa 115 euro al mese. Ma come, abbiamo tutti imparato a memoria la magica cifra dei 780 euro al mese, e poi al momento buono sono solo 115?
Signor Ministro, il problema della legge di bilancio è che la si fa con i numeri e non con gli annunci, e i conti devono tornare, come ben sanno tutte le famiglie italiane. (Applausi dal Gruppo FI-BP).

PRESIDENTE. Il ministro dello sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali, onorevole Di Maio, ha facoltà di rispondere all’interrogazione testé illustrata, per tre minuti.

DI MAIO, vice presidente del Consiglio dei ministri e ministro dello sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali. Signor Presidente, ringrazio il senatore Malan, che voglio prima di tutto rassicurare: ci sono i fondi per realizzare tutte le misure della legge di bilancio; ce ne sono così tanti che ripaghiamo pure i debiti di quelli che c’erano prima, infatti l’IVA non aumenta. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd’Az).
Per questa interrogazione la ringrazio, perché mi dà la possibilità di spiegare come funziona il reddito di cittadinanza, che è prima di tutto una misura di politica attiva del lavoro. Siamo al lavoro per rilanciare prima di tutto i centri per l’impiego: lo stiamo facendo con collaborazioni con università degli Stati Uniti e con un confronto con il Governo tedesco, infatti lunedì vi sarà un incontro tra me e il Ministro del lavoro a Berlino.
Ovviamente, il reddito di cittadinanza si rivolge, come diceva lei, a persone in stato di povertà relativa e in stato di povertà assoluta. C’è prima di tutto un dettaglio che bisogna tener presente: che le persone in stato di povertà relativa non sono a zero euro, ed è questo che non torna nel conto – lo dico senza polemica – che faceva lei. Il reddito di cittadinanza vuol dire che a tutti deve essere garantito un reddito di 780 euro vincolato a: lavori di pubblica utilità; formazione continua durante la giornata; non rifiutare più di tre proposte di lavoro.
Ma questo non vuol dire che a tutti andranno 780 euro. Se una persona, per esempio, ha un reddito di 500 euro, ne percepirà 286 se entra nel programma di riqualificazione, formazione e lavori di pubblica utilità; se una persona ha un reddito di 200 ne percepirà 580; chi ha reddito zero percepirà 780 euro.
Poi, la platea di cui parlava lei è fatta anche da stranieri e non da cittadini italiani lungo soggiornanti. E noi abbiamo ristretto il reddito alla platea dei cittadini italiani lungo soggiornanti Quindi, mettendo insieme la decurtazione del numero dei 10 milioni e il fatto che non tutti prenderanno 780 euro, ma sarà un reddito integrativo a quello che già si guadagna, non c’è la divisione che arriva a 115 euro di cui diceva lei o addirittura a 80 euro – Dio ce ne scampi – che citava lei. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd’Az).
Semplicemente, abbiamo fatto bene i conti e ci ritroviamo con una misura che cerca di contrastare non solo la povertà ma di aiutare tanti ragazzi che, per esempio, in questo momento sono in un letto depressi perché, dopo aver mandato curriculum per tre anni senza che nessuno abbia loro risposto, o stanno facendo un biglietto per andarsene a Londra per sempre o stanno decidendo di non uscire più di casa.
Noi diamo loro un’opportunità, che non è quella di prendere i soldi standosene sul divano. Questa è una misura che non dà un solo euro a chi se ne sta sul divano, perché tutti dovranno avere la giornata impegnata per la formazione e per i lavori di pubblica utilità. Quindi, ciò vuol dire anche che essi non avranno il tempo di lavorare in nero e, se imbrogliano, beccano fino a sei anni di galera per dichiarazioni non conformi alla legge. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd’Az).
Quindi, abbiamo inserito in questa norma anche una serie di misure che contrastano i furbi, perché noi ci vogliamo rivolgere solo le persone per bene, a quelle che si comportano onestamente. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd’Az).
Infine, mi permetta di dire che questa manovra, che noi abbiamo chiamato “manovra del popolo”, è una manovra rivoluzionaria perché, finalmente, ripaga il popolo dopo che per anni il popolo italiano ha dovuto pagare sprechi, privilegi, pensioni d’oro, vitalizi, Air Force Renzi e chi più ne ha più ne metta. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd’Az. Commenti dal Gruppo PD).

PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica il senatore Malan, per due minuti.

MALAN (FI-BP). Signor Presidente, signor Ministro, colleghi, per ora gli italiani hanno ripagato voi con milioni di voti, che indubbiamente avete preso, ma facendo conto sulle vostre promesse, che mi sembra si stiano sempre più allontanando rispetto a quanto state facendo. (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD).
Perché 115 euro a testa per solo circa due terzi dei poveri credo non sia davvero quello che gli italiani si aspettavano. Certamente, ha ragione lei: non tutti i poveri sono a zero. Ma tanti lo sono. Sa a quanto bastano 780 euro? Bastano per 961.000 persone! Ci sono 780 euro al mese per 961.000 persone con quei 9 miliardi, per i quali lei ci ha assicurato che ci sono sicuramente le coperture. Allora, io credo che gli italiani si aspettassero qualcosa di parecchio diverso. Il problema, come ha detto prima, è che i conti bisogna farli tornare. La media è quella, per cui ci saranno forse delle limitazioni.
Concludo citando Umberto Bossi, che proprio stamattina ha detto che l’assistenzialismo non ha mai risolto i problemi di questo Paese, e citando Milton Friedman, che ha detto: se pagate chi non lavora e tassate chi lavora (lei addirittura ha detto che se uno lavora – giustamente, per carità – e prende il reddito di cittadinanza va in galera per sei anni), difficilmente creerete altro che disoccupazione. (Applausi dal Gruppo FI-BP).

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