PdL Senato: “11 settembre. Malan: Decennale per riscoprire il valore della libertà”

11 Settembre 2001: il mondo apprende con crescente shock una notizia che avrebbe cambiato per sempre la Storia del millennio appena iniziato. Un Boeing 767 dell’American Airlines si schianta a Manhattan contro la Torre Nord del World Trade Center. Sono le 8.46 del mattino. Dopo 17 minuti, alle 9.03, un altro Boeing 767 della United Airlines colpisce la Torre Sud. Alle 9.37 i terroristi attaccano il Pentagono, a Washington, con un Boeing 757 dell’American Airlines. Il quarto attentato fallisce per la ribellione dei passeggeri: il Boeing 757 della United Airlines si schianta in aperta campagna in Pennsylvania. Sono le 9.37. Secondo i piani dei terroristi avrebbe dovuto colpire la Casa Bianca. In cinquantuno minuti quattro terribili attentati hanno determinato le scelte politiche, militari ed economiche degli anni a venire. Ed è cambiato per sempre il nostro modo di viaggiare, comunicare ed informarci.

A dieci anni dall’immane tragedia, proviamo a fare un bilancio con il senatore Lucio Malan.

Cosa è cambiato in dieci anni, senatore Malan?

“Sono dieci anni che hanno segnato la storia. Con i fatti del 2001 l’Occidente ha cominciato a sentirsi veramente vulnerabile ed esplicitamente sotto attacco di un nemico non nuovo, ma la cui forza era stata sottovalutata. Gli Usa hanno dovuto reagire e i risultati sono stati talvolta discutibili. Penso alla guerra in Iraq e a quella in Afghanistan ancora in corso. Però non sappiamo cosa sarebbe accaduto se non si fosse intervenuti in quegli scenari. Il fatto che gli estremisti islamici siano affluiti in quei paesi per combattere ci può far pensare che le missioni abbiano contribuito a rendere più ‘calde’ certe teste. Ma, prima del 2001, non c’erano state invasioni di territori appartenenti a paesi islamici, eppure New York fu attaccata lo stesso. Per cui mi sembra abbastanza verosimile pensare che se oggi non ci fosse il ‘fronte afghano’, dove tali estremisti vanno a farsi saltare in aria, forse ci sarebbero Chicago, Parigi, Roma o Milano”.

La percezione del mondo è cambiata per sempre. La paura ha preso il sopravvento. Secondo lei questo clima di sospetto è irreversibile? O è possibile tornare indietro?

“Io spero che si torni indietro, ma di certo ciò non avverrà a breve termine. Penso che il ‘dopo’ sia stato inevitabile e ritengo che se l’Occidente avesse avuto un atteggiamento più arrendevole i pericoli, forse, si sarebbero addirittura moltiplicati”.

In dieci anni sono emerse le teorie più disparate circa le dinamiche degli attentati ed eventuali ‘occulti mandanti’ diversi da quelli a noi noti. Pensa che qualcuna di queste tesi abbia un fondo di verità?

“Si tratta di totali idiozie degne dei ‘Protocolli dei Savi di Sion’. Le tesi ‘complottiste’ non sono degne di alcuna credibilità”.

Nessuno dimenticherà mai quella giornata e gli attimi in cui, sintonizzandosi sulla radio o guardando la tv, ha partecipato in diretta al terrore. Lei rammenta cosa stesse facendo?

“Ero nel Palazzo delle Commissioni e vidi alcuni commessi che avevano un piccolo televisore sul quale notai alcuni fotogrammi delle torri fumanti. Pensai fosse strano che a quell’ora del pomeriggio trasmettessero un film catastrofico. Dopo poco scoprii che si trattava di realtà. E’ stato veramente un duro colpo. Pensi che i miei figli hanno anche la cittadinanza americana, e la sentono molto. L’anno prima erano stati per la prima volta negli Usa. Ci sentivamo davvero tutti newyorkesi. Anche se per pochi giorni, tutti hanno potuto scoprire che la nostra Patria, per certi versi, va molto al di là dei confini nazionali”.

Tornando al decennale, oggi possiamo trarre qualcosa di buono da tutto quell’orrore?

“Attualmente, la coscienza di libertà e democrazia è diminuita per una serie di ragioni quali la paura, la crisi economica e il ruolo crescente di alcuni paesi asiatici. Questo è un danno gravissimo. Chi ha a cuore tali valori assoluti deve rendersi conto che la disillusione è un fatto molto grave. E già è successo in un passato non troppo lontano. Bisogna imparare di nuovo ad essere pienamente consapevoli dell’importanza della libertà, specialmente se la si deve riconquistare. E’ necessario imparare a conservarla e ad estenderla, perché senza libertà ogni evento negativo è possibile”.

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