PdL Senato: “Il significato del Giorno della Memoria a 10 anni dalla sua istituzione”

Oggi si celebra il “Giorno della Memoria”, la ricorrenza istituita con la legge n. 211 del 20 luglio 2000 dal Parlamento italiano che, in tal modo, ha aderito alla proposta internazionale di dichiarare il 27 gennaio come giornata in commemorazione delle vittime dell’Olocausto e in onore di coloro che, a rischio della propria vita, hanno protetto i perseguitati. La scelta della data ricorda il 27 gennaio 1945, giorno nel quale le truppe sovietiche dell’Armata Rossa, nel corso dell’offensiva in direzione di Berlino, arrivarono presso la città polacca di Auschwitz svelando il suo tristemente famoso campo di concentramento e liberandone i pochi superstiti. La scoperta di Auschwitz e le testimonianze dei sopravvissuti rivelarono compiutamente, per la prima volta al mondo, l’orrore del genocidio nazista. Il 27 gennaio il ricordo della Shoah, cioè lo sterminio del popolo Ebreo, è celebrato anche da molte altre nazioni, tra cui la Germania e la Gran Bretagna, così come dall’ONU, in seguito alla risoluzione 60/7 del 1º novembre 2005.

Analizziamo il significato della ricorrenza del decennale con il senatore Lucio Malan.

Sono passati dieci anni dall’istituzione del Giorno della Memoria. Che bilancio si può tracciare?

“Io credo che si possa stilare un bilancio positivo di quello che si è registrato in questi primi dieci anni di celebrazione del ‘Giorno della Memoria’: si tratta, infatti, di una legge applicata e, soprattutto, sentita. Credo, inoltre, sia particolarmente importante la valenza simbolica di questa giornata proprio alla luce di certi fenomeni di risorgente antisemitismo, a volte mascherato e altre no”.

Le Istituzioni del nostro Paese si sono mobilitate per il decennale attraverso una serie di iniziative promosse dai piccoli Comuni, da associazioni e realtà private, fino alle grandi mostre e alla visita del presidente del Senato Schifani alla Risiera di San Saba. A suo avviso, senatore, simili iniziative rafforzano il messaggio?

“Non vi è dubbio sul fatto che simili iniziative rafforzino il messaggio del Giorno della Memoria. Il fatto che le più alte cariche dello Stato siano per prime, e personalmente, l’esempio di una partecipazione a queste manifestazioni è molto importante. I piccoli Comuni si sentono vicini, in questa giornata, alle grandi Città e le organizzazioni private hanno un ruolo più che attivo. Questo ci da l’idea di come la ricorrenza sia una Giornata nazionale, un momento di riflessione per l’Italia intera”.

Il Giorno della Memoria, lo dice la parola stessa, serve a custodire e tramandare fatti storici e momenti di vita vissuta che, come tessere di un puzzle, servono a comprendere il passato, riflettere su di esso, mantenere gli insegnamenti positivi che ne conseguono e non ripetere gli stessi errori. Lei, senatore Malan, ha un tassello da regalarci per arricchire questo patrimonio?

“Nella mia Valle d’origine è presente una minoranza religiosa di cui faccio parte, ossia la Chiesa Valdese. Durante la seconda Guerra Mondiale, la comunità valdese nel suo insieme – in particolare nel Comune di Rorà – diede rifugio a diversi Ebrei perseguitati. In caso di morte, al fine di fornire loro una degna sepoltura, venivano fatti passare per valdesi e il pastore, nel corso del funerale, per rispettare il loro credo, si limitava alla lettura di passi della Bibbia dell’Antico Testamento – propri della fede e della cultura ebraica. Si tratta di uno dei tanti piccoli ma importanti esempi di persone che hanno messo a repentaglio la propria incolumità per aiutare gli Ebrei. Credo che in questa giornata debbano convivere il sentimento di cordoglio per la commemorazione delle vittime, la consapevolezza che gli Ebrei sono tutt’oggi oggetto di persecuzioni e atteggiamenti di razzismo, la riprovazione per le scellerate leggi razziali, ma anche l’orgoglio per tutti quei connazionali che si sono prodigati, anche a rischio della propria vita, a favore dei perseguitati”.

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